Rovato 5 stelle

5 ottobre 2014

La lista dei parlamentari condannati che continuano a prendere il vitalizio

vitalizi-condannati-parlamento-italiaGode di ottima salute l’esercito dei condannati premiati in Parlamento.

L’Italia che non spende perché in deflazione, quella che s’attaccata agli 80 euro e alla promessa del tfr in busta paga ne ha in quantità.

E imperterrita continua a versare pensioni ai tangentari di ogni legislatura.

Nessuno in vent’anni ha impedito la beffa che ormai è storica, sistemica e ciclicamente vien fuori a sfidare la resistenza dei cittadini.

Da 1600 euro al mese fino a raggiungere i 7.000 euro al mese. Una vergogna.

Leggi l’articolo completo | La lista dei condannati con vitalizio

4 ottobre 2014

PCB Caffaro: l’inchino dell’ASL agli industriali

caffaro«Il sito Caffaro lo abbiamo studiato abbastanza. Adesso dobbiamo procedere con le bonifiche»: questa la considerazione di Loredana Musmeci, direttrice del dipartimento ambiente dell’Istituto Superiore di Sanità, ieri a Brescia per il convegno sul sito Caffaro, organizzato dall’Asl.

Se la bonifica del sito Caffaro procede molto a rilento (e manca addirittura un piano per risolvere il problema delle altissime concentrazioni di Pcb e diossine sotto il capannone di via Milano) proseguono invece gli studi per capire i pesantissimi effetti sulla salute pubblica. Il punto dei lavori è tracciato il 22 settembre al convegno organizzato all’associazione industriale bresciana.Sede che non ha mancato di creare un’aspra polemica con il coordinamento dei comitati ambientalisti, che ha parlato di un «inchino» dell’Asl agli industriali. Polemiche che per i vertici dell’azienda sanitaria «sono strumentali»: serviva un’aula che contenesse 320 iscritti al seminario, tutto qui («perché non chiederla all’università» ha però controreplicato la Lascialfari).

Polemica a parte, che cosa è emerso nel convegno?

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3 ottobre 2014

L’idraulico che ha scoperto un fondo di 600 milioni di euro non utilizzato

davide_tripiediIn Italia c’è la teoria che la politica è un posto malvagio e che non deve interessare. Un luogo dove solo pochi eletti autorevoli ed intellettuali possono accedere. In realtà non è vero niente ma è quello che continuano da 20 anni a volerci  far credere.

Oggi vi condividiamo la storia di un giovane idraulico. Ha trovato 600 milioni di euro inutilizzati nel bilancio dello stato da usare per il pensionamento dei lavoratori usuranti. 

Davide Tripiedi prima di essere eletto nel Parlamento Italiano con il Movimento 5 Stelle, faceva l’idraulico.  Quando è arrivato a Montecitorio si è fatto assegnare alla “Commissione Lavoro” della Camera dei Deputati per poi occuparsi principalmente di tutela dei lavoratori nelle professioni usuranti. Parliamo degli operai edili ad esempio, che a 66 anni lavorano ancora sulle impalcature, al sole, a 20/40 metri d’altezza. Uno dei tanti effetti della riforma Fornero che invece di considerare la vita del singolo individuo, ha trattato i cittadini come numeri, eseguendo un mero calcolo aritmetico e poi spostando in avanti l’età pensionistica, senza alcuna pietà.

Il nostro Davide, da mesi, era a caccia di soldi nel bilancio dello Stato per garantire ad alcune categorie di lavoratori usuranti il prepensionamento. Poco tempo fa ha trovato circa 600 milioni di euro inutilizzati in un fondo ad hoc!

Adesso farà in modo di ottenere il prepensionamento di alcune categorie, attraverso l’atto parlamentare della risoluzione in commissione. La forza della normalità. Un voto ben investito quello per Davide e per il Movimento 5 Stelle.Luigi di Maio

Avete trovato questa notizia su qualche TV o giornale?

2 ottobre 2014

TAV: 7 anni di cantieri sul Garda

Filed under: Agricoltura,Ambiente,Economia,Proposte tematiche,Trasporti — rovato5stelle @ 07:00
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manifestazione_no_tavDesenzano, Calcinato, Lonato, Pozzolengo. E appena oltre confine anche Peschiera. I Comuni gardesani che proprio in questi giorni stanno ‘sfogliando’ il progetto esecutivo della tratta dell’Alta Velocità che collegherà Brescia a Verona. E che attraverserà le Colline Moreniche, i vitigni del Lugana, passerà anche sotto terra, con due gallerie a Lonato e Peschiera.

Il ‘malloppo’ è arrivato.

Si narra siano circa 8 gigabyte di materiale: una cinquantina di cartelle, decine e decine di sottocartelle, migliaia e migliaia di pagine tra mappe, relazioni e cartografie varie. In mezzo anche i finanziamenti, dopo lo sblocco dei primi 700 milioni.

Ma l’opera complessiva dovrebbe costare più di 2 miliardi e mezzo.

Poi, la durata dei lavori. Stime ottimistiche parlano di 87 mesi, poco più di sette anni. Ma non è da escludere l’ipotesi di qualche intoppo, di qualche rallentamento. Per cantieri che saranno posizionati in lungo e in largo sul territorio: il paese più ‘impattato’ dovrebbe essere Calcinato, non mancheranno comunque i disagi nei Comuni limitrofi.

Vitigni a parte, a Desenzano il treno superveloce arriverà a sfiorare il sito archeologico del Lavagnone, dal 2011 Patrimonio Unesco dell’Umanità. E dove addirittura troverebbe posto un ‘campo base’, il sito logistico da cui dirigere proprio i lavori. Se ne parlerà intanto in consiglio comunale. Mentre gli attivisti No Tav preparano il terreno per la prima vera manifestazione gardesana, prevista il 5 ottobre prossimo con partenza da San Martino della Battaglia.

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1 ottobre 2014

Inceneritore Brescia: 42% dei rifiuti arrivano da fuori provincia

inceneritore_moltiplica_rifiutiChe arrivino da Varese, Bergamo o Napoli, sempre di immondizia si tratta. Tra indifferenziati e speciali, il 42% dei rifiuti che finiscono nell’inceneritore di Brescia non vengono dalla sua provincia. «Questo sovradimensionamento – spiega Marino Ruzzenenti – non fa che aggravare un’aria già molto inquinata da diossine e polveri sottili».

Secondo lo storico ambientalista il comune di Brescia ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini. E per farlo, sostiene Ruzzenenti, la Loggia, in quanto azionista di A2A, dovrebbe «chiudere la terza linea dell’inceneritore».

È questa la sfida che ieri i comitati ambientalisti hanno rivolto al sindaco Emilio Del Bono.

Se l’importazione di rifiuti continuerà, qualsiasi aumento futuro della raccolta differenziata non porterà benefici ai cittadini di Brescia.

«Se si chiudesse la terza linea – spiega Ruzzenenti -, si potrebbero risparmiare emissioni pari a 87 milioni di veicoli euro cinque che percorrono dieci chilometri dentro i confini della città».

L’altro tema scottante per Brescia è la bonifica della Caffaro, al quale la Cgil dedica un convegno che si apre domani alle 15 nella sede di via Folonari. Parteciperanno esperti dell’Enea, dell’Università e del ministero dell’Ambiente. A preoccupare è il possibile declassamento della Caffaro da sito di interesse nazionale a sito regionale.

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30 settembre 2014

Un modello diverso di concepire e distribuire il lavoro è possibile

unione_europeaIl lavoro, o meglio, una occupazione che ci permette di soddisfare i fabisogni di tutti i giorni di tutte le famiglie o ai singoli, è uno status che non dovrebbe essere un obbiettivo da raggiungere a colpi di ricatti da parte della classe dirigente e tantomeno ci si deve prostituire per procurarsi una occupazione magari pure precaria per sopravvivere.

Qualche mese fa gli amici del gruppo 5 stelle di Treviglio in una conferenza pubblica in cui hanno partecipato i nostri Portavoce 5 stelle Daniele Pesco, Davide Tripiedi, Daniele Toninelli, Paola Macchi, Dario Violi, Giorgio Sorial e Claudio Cominardi,un attivista, Giovanni Forlani, con la passione della matematica ha elaborato e presentato un esempio di soluzione, uno spunto da tenere in considerazione di come sia matematicamente possibile migliorare e risolvere in parte i problemi legati al lavoro e all’occupazione e all’economia con la speranza di poterla tramutare in una proposta di legge da parte dei nostri portavoce in Parlamento e Senato.

Ecco il filmato integrale | Fonte

29 settembre 2014

La verità sul finanziamento pubblico ai partiti. La nuova truffa dei partiti

balle_pdQuando ricevete una lettera da un partito, chiedetevi sempre chi paga per inviarla. Proviamo a scoprirlo.

«Con l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il Partito Democratico ha voluto dare un segnale di forte cambiamento al Paese. Abbiamo fatto una scelta verso la sobrietà, la responsabilità e la trasparenza. Da quest’anno saranno i cittadini a scegliere se e come sostenere la politica. Puoi scegliere di contribuire e partecipare ai progetti del PD anche devolvendo il 2×1000 dell’Irpef».

È il testo della lettera che il partito di Renzi ha inviato a raffica ai propri iscritti per chiedere elemosina, camuffandosi da buon samaritano. L’immagine che si vuole trasmettere è fin troppo chiara: “Ecco, avete visto? Abbiamo rinunciato a sottrarvi i soldi, siamo stati bravi. Almeno fateci la carità”.

Questo è quello che i ‘poveri’ squattrinati vorrebbero farci credere. La realtà è ben diversa: non hanno affatto rinunciato. Sono sempre gli stessi SOLDI PUBBLICI.

A cambiare è solo il METODO del prelievo: rinunceranno a sottrarceli per via diretta (e soltanto fra qualche anno), ma proseguiranno beatamente a farlo in forma indiretta. Anzi, lo fanno già oggi.

Il collega Enrico Cappelletti ha già spiegato che i partiti continueranno a percepire i rimborsi elettorali (il finanziamento pubblico nella sua versione moderna) almeno per i prossimi tre anniMa già da quest’anno, oltre ai rimborsi che sopravvivono, quegli stessi partiti potranno contare su un’ulteriore forma di finanziamento pubblico: il 2×1000 sull’Irpef.

Ai contribuenti la “libertà” di scegliere se versarlo o meno nelle loro casse. ATTENZIONE: non destinare il 2×1000 ai partiti non significa che lo si potrà risparmiare. È una parte di tasse già pagate dai cittadini, ovvero non è più nella loro disponibilità economica. Si tratta di soldi che rientrano nella disponibilità economica dello Stato. Il cittadino può solo decidere se destinarli ai partiti o ad altro. Ecco: potrebbero essere destinati ad altro. Anzi, DOVREBBERO essere destinati ad altro (ad esempio scuola, imprese, disabili, ecc.).

Invece i partiti vi invitano a donarli A LORO. Come se in tutti questi anni non ne avessero ricevuti abbastanza.

Ora: chi paga gli inviti, i richiami, le pubblicità che i partiti ci rivolgono per convincerci a versare loro il nostro 2×1000?

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28 settembre 2014

Un “prelievo forzoso” dagli stipendi: la mannaia di Renzi non conosce pausa

berlusconi-renziÈ in arrivo l’ennesimo scippo ai danni degli italiani.

Il Governo Renzi, portando avanti il fondo di solidarietà residuale concepito dalla rovinosa legge Fornero sul mercato del lavoro, carica lavoratori e imprese di un nuovo peso in un contesto di pressione fiscale già insostenibile. Da settembre, infatti, si dovrà versare un contributo sociale dello 0,5% sulla retribuzione mensile. L’ulteriore tributo sarà pagato per 1/3 dal lavoratore e per 2/3 dall’impresa.

Non bastasse questo, il primo versamento sarà ben più consistente. Siccome il fondo doveva essere inaugurato all’inizio dell’anno, ma le direttive Inps non sono arrivate che di recente, lavoratori e imprese pagheranno l’aliquota dello 0,5% moltiplicata per i mesi trascorsi da gennaio ad oggi.

Stiamo parlando di nuovi balzelli per far fronte alla ormai cronica mancanza di fondi per finanziare la cassa integrazione. La disoccupazione esplode a livelli record e lo Stato invece di chiedere più flessibilità all’Europa dell’austerità carica i costi dello Stato sociale sulle spalle di chi produce ricchezza. È un gioco al massacro in cui a perderci sono tutti i cittadini, in un rincorrersi di tasse, crollo dei consumi e nuove tasse, con imprese che chiudono i battenti, lavoratori che diventano disoccupati o sottoccupati, e arretramento di quello Stato del benessere costruito nel secondo dopoguerra, a tutto favore di grandi élite finanziarie e industriali.

Il M5S si batte da solo contro questo modello di sottosviluppo lacerante, che ha già prodotto tensioni sociali in tutta Europa e che Renzi ha sempre detto di voler combattere, in campagna elettorale. La realtà è che di tassa in tassa, il tributo sacrificale di questo Governo sull’altare europeo si chiama Italia.

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27 settembre 2014

Maxi operazione contro l’ndrangheta a Palazzolo, Chiari e Rovato

Filed under: Franciacorta,Informazione,Rovato 5 stelle,Societa — rovato5stelle @ 07:00
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mafia15 arresti, di cui 8 in carcere, una trentina abbondante di indagati e un fortissimo odore di ‘ndrangheta che colpisce – ancora – l’Ovest Bresciano e la Franciacorta, da Chiari a Rovato, da Palazzolo alle porte del lago d’Iseo.

I militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri di Brescia sono entrati in azione arrestando una quindicina di persone (tra carcere e domiciliari) ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari,usura, truffa aggravata, ricettazione, riciclaggio, reimpiego di denaro diprovenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, porto e uso di armi clandestine.

E ancora: avrebbe sequestrato immobili, società, autovetture e disponibilita’ finanziarie per un totale di circa cinque milioni di euro.

Sono cittadini italiani residenti da decenni nell’Ovest Bresciano, in buona parte di origine calabrese (ma non mancano i cosiddetti “bresciani doc”), dediti alla gestione di aziende edili che avrebbero consentito di accumulare ingenti disponibilità finanziarie tramite condotte usurarie ed estorsive ai danni di imprenditori lombardi operanti nel settore edile.

Il gruppo aveva numerose armi da fuoco, utilizzate per la riscossione violenta dei crediti maturati nei confronti degli imprenditori usurati, grazie al sistematico ricorso a minacce come danneggiamenti ed esplosioni notturne di colpi di arma da fuoco verso uffici o esercizi pubblici non “compiacenti”.

Tre, secondo gli inquirenti, i “promotori” del sodalizio:  un 46enne residente a Erbusco, un 46enne di Corte Franca e un 47enne commercialista di Palazzolo (già funzionario all’Agenzia delle Entrate di Chiari).

In carcere poi anche due residenti a Rovato: un 35enne, M.R., e un 53enne, P.T., che veniva definito dagli altri sodali come il “Mangiafuoco”. 

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26 settembre 2014

I senatori che hanno votato “no” all’abolizione dei vitalizi per i politici in carcere

Parlamento_pulitoPd, Forza Italia, Ncd, montiani e la Lega salvano il vitalizio di Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi.

Oggi al Senato questi parlamentari hanno votato contro un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle a prima firma Mario Giarrusso che chiedeva la sospensione del vitalizio agli onorevoli in carcere per custodia cautelare. Come se non bastasse, il Pd ha evitato il voto su un odg che avrebbe soppresso il vitalizio ai senatori condannati come Dell’Utri e Berlusconi.

Come hanno fatto? Hanno cercato di “dissolvere” l’ordine del giorno M5S dentro un altro ordine del giorno proposto dal Pd che è una promessa di Pinocchio: leggiamo infatti che anziché sopprimere i vitalizi per i condannati, il documento invita a: “a concludere nel minor tempo possibile l’esame della proposta che il consiglio di presidenza (la proposta è di Laura Bottici-M5S depositata lo scorso 9 giugno ndr) ha avviato lo scorso 25 luglio” .

Un gioco di parole per guadagnare tempo e non decidere ancora nulla.

Questo giochino non impegna affatto il Senato in maniera inequivocabile a sopprimere i vitalizi per i condannati come da noi proposto: concludere l’esame non significa approvare la soppressione dei vitalizi per i condannati. L’ufficio di presidenza potrebbe anche bocciare la proposta di Laura Bottici del M5S!

Il Bilancio del Senato poteva essere una buona occasione per tagliare i privilegi della casta. Per questo, con una serie di odg, il M5S aveva chiesto innanzitutto la riduzione di indennità, vitalizi e diaria dei senatori. Ma indovinate cosa ha fatto l’Aula di Palazzo Madama? Ovviamente ha votato contro. Questo è il Pd dello pseudo-rottamatore Matteo Renzi.

Il M5S ha chiesto di ridurre l’indennità dei senatori portandola a un massimo di 5mila euro lordi. Stessa cosa per la diaria, che chiediamo non superi i 3.500 euro lordi e che venga erogata sulla base delle effettive presenze in Aula. La riposta è stata no.

Abbiamo proposto di abolire da subito l’assegno di fine mandato e di destinarlo alle finanze statali, di ridurre i vitalizi per gli ex senatori, che ci costano ben 82,5 milioni di euro solo nel 2014. La nostra proposta è stata bocciata.

Infine, il M5S ha previsto una sforbiciata anche alle figure dirigenziali del Senato che costituiscono uno spreco: ad esempio abbiamo chiesto che il Vice Segretario Generale sia uno solo. Ne ricaveremmo un risparmio di almeno 300mila euro. Ma l’Aula del Senato ha detto no.

Mentre il Movimento 5 stelle continua a lavorare per abolire sprechi e privilegi nei palazzi della politica, la maggioranza al governo da una parte dichiara di voler cambiare verso e dall’altra opera per conservare intatti tutti i privilegi acquisiti dalla casta.

LEGGI E DIFFONDI I NOMI E COGNOMI DEI SENATORI PD, FI, NCD, SCELTA CIVICA, LEGA che hanno votato contro la proposta del M5S!

Fonte

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