Rovato 5 stelle

22 settembre 2014

I rifiuti del Sud negli inceneritori del Nord, la maggior parte a Brescia

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inceneritore-brescia-fumata-nera-diossineSi scrive «sblocca Italia».

Ma in Lombardia ed Emilia Romagna si leggerà «sblocca rifiuti».

Perché il governo Renzi, per risolvere l’annosa emergenza immondizia che attanaglia buona parte dell’Italia meridionale ha deciso per decreto di smaltirla negli impianti del Nord, portando al massimo il loro carico termico.

Significa che diversi impianti (da Brescia a Milano, da Bologna a Parma) potranno bruciare fino al 30% in più di monnezza. Il record spetterebbe all’impianto bresciano di A2A, il più grande d’Italia: potrà ricevere oltre 1 milione di tonnellate a fronte delle attuali 780mila incenerite (solo 430 mila tonnellate sono rifiuti urbani di Brescia e provincia).

Dove andranno i rifiuti del sud, in primis quelli di Roma e della Campania, dove si trovano ancora centinaia di migliaia di ecoballe da smaltire? La Regione con maggior numero di inceneritori è la Lombardia (13 dei 55 presenti in Italia). Oltre a Brescia la monnezza potrà essere incenerita anche a Milano (compresi gli impianti di Sesto e Trezzo d’Adda), Dalmine ma anche a Cremona. I rifiuti potranno finire anche nei 9 inceneritori dell’Emilia Romagna (seconda in Italia per numero di impianti), in prevalenza a Parma e Bologna. Nella classifica regionale figura poi la Toscana (7 impianti), seguita dal Veneto (4).

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21 settembre 2014

Porta a porta conquista provincia di Brescia

porta-porta-provincia-bresciaLa situazione è aggiornata su tutti i comuni della provincia con tutti i sistemi in essere ad oggi 12/09/2014 oppure con la dichiarazione di avvio entro l’anno.

Dall’analisi cosa si evince? Che la provincia, eccetto una sacca di resistenza al cambiamento, evidenziata da una cerchia di comuni dell’hinterland cittadino (capriano, castenedolo, nave, bovezzo etc) e dai comuni della CM Valle Sabbia – in cui si è adottato il sistema a calotte, ha seguito il trend di regione lombardia con il passaggio progressivo dal sistema a cassonetti a quello del porta a porta.

Eccetto qualche sporadico comune con sistema misto (es. Comezzago-Cizzago) e comuni che stanno passando al porta a porta (es. Chiari) praticamente tutta la franciacorta, il lago d’iseo e la bassa bresciana sono a raccolta domiciliare.

Il bacino Gardauno – Lago di Garda Bresciano sta progressivamente riconvertendo tutti i comuni da cassonetto a porta a porta (mancano solo Salò, San Felice, Manerba del Garda e parte dell’alto garda – Toscolano Maderno è in avvio).

La Valcamonica è quasi integralmente a porta a porta e le poche sacche a cassonetto sono in valutazione del passaggio a domiciliare (es. Angolo Terme).

La Valtrompia è invece ancora quasi integralmente a cassonetto tradizionale, eccetto Gardone V.T. e Villacarcina, che stanno partendo entrambi con il PaP.

Che dire?

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20 settembre 2014

I cittadini devono poter scegliere: BRE.BE.MI o Caffaro? Cosa volete incentivare?

caffaroLa bonifica di un’area inquinata che influenza la vita di 200.000 persone o una strada Vuota che non serve a nessuno (se non a far guadagnare chi l’ha costruita)?” Lo scrivono in una nota congiunta i Rappresentanti del M5S Bresciani alla Camera e al Senato, in Regione e nel comune di Brescia.

Il ministro dell’ambiente Galletti si è finalmente accorto che “Sulle bonifiche si gioca la credibilità verso i cittadini”.

Per questo ha “buttato lì” un contributo di 2 Milioni di euro per la bonifica del SIN Caffaro. Meglio di niente.. sicuramente NON è la svolta o l’impegno concreto di cui gli esponenti “di spicco” del PD si sentono orgogliosi.

Di che cifre stiamo parlando? dal 2001, anno in cui il problema è balzato agli onori della cronoca, sono stati stanziati in tutto 9,7 Milioni di euro quando i costi per la bonifica sono stimati in 1 MILARDO E MEZZO.. questi 2 Milioni servono (ha ragione il Ministro) solo a cercare di recuperare un po’ di credibilità. C’è chi dice che i soldi non ci sono e di questi tempi sia un gran regalo.

Ed invece scopriamo che i soldi ci sono eccome, sono tutti li nello Sblocca Italia o piazzati nei recenti decreti che incentivano e defiscalizzano le opere inutili. Come la “Pedemontana”.. chi ne ha sentito parlare?

E’ l’ennesima grande opera che non sarà ultimata entro i tempi prestabiliti, l’autostrada che dovrebbe collegare Bergamo a Varese per la quale l’1 Agosto, il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha approvato la defiscalizzazione per un importo pari a 349 milioni di euro.

Cosa sono 2 Milioni per la Caffaro contro 349 milioni regalati ad imprenditori inconcludenti?

E cosa volete che facciano gli altri costruttori?
Questo è lo scenario ideale anche per la BRE.BE.MI, L’opera, descritta con orgoglio dalla Brebemi S.p.A., dalla Concessionaria Autostrade Lombarde S.p.A., e dai numerosi politici che hanno partecipato all’inaugurazione dell’autostrada, come la prima opera pubblica realizzata interamente con finanziamenti privati e che ora chiede a gran voce la defiscalizzazione per 497 Milioni di Euro.
http://goo.gl/4Csznv

Sono proprio essenziali 430 Milioni per una strada inutile, costosa e deserta.

Con un’interrogazione a prima firma Cristian Iannuzzi, a fine Luglio, abbiamo chiesto al Governo se abbia intenzione di concedere questa defiscalizzazione alla società Brebemi S.p.A..

Come vi abbiamo dimostrato, I SOLDI CI SONO! perchè non utilizzarli per la Caffaro? per i Siti di Interesse Nazionale e per le vere priorità inderogabili per la salute dei cittadini?

I cittadini devono poter scegliere a cosa destinare i propri soldi. Caffaro o BRE.BE.MI?

la risposta è banale: il CIPE non finanzi opere inutili! Approvi un finanziamento di 497 Milioni per progetti di risanamento ambientale!

19 settembre 2014

Chi difende il petrolio in parlamento?

pd-petrolioIl PD difende le lobbies del PETROLIO! Punta sui combustibili fossili, la raffinazione e l’industria chimica pesante e dimentica le nuove tecnologie, le rinnovabili e la salute dei cittadini. Un tuffo nel passato.

Lo apprendiamo a seguito di un’interrogazione presentata da parte di alcuni deputati del PD che chiedono al Ministro dello Sviluppo economico Guidi quali iniziative abbia intenzione di intraprendere affinchè siano tutelati gli interessi industriali del gruppo ENI in Italia.

I deputati chiedono che Gela mantenga la sua vocazione petrolifera sostenendo che “per trent’anni ha garantito a quel territorio, sviluppo delle imprese e dell’indotto” ma tralasciano di aggiungere anche che è un territorio talmente inquinato da essere “ad alto rischio di crisi ambientale” (Organizzazione Mondiale della Sanità).

I colleghi ci tengono a sottolineare che il settore della raffinazione è non tutto “negativo”, e portano ad esempio il caso di una società (ExxonMobil) ad Anversa che ha annunciato un investimento di circa 2 miliardi di dollari, “dimostrando di credere fortemente nella raffinazione“.

E cosa c’è di “non negativo”? Dovremmo prendere esempio? Allora perché non radere al suolo qualche km quadrato di coste per realizzare 10, 20 perché non 30 raffinerie per dimostrare che l’Italia crede più del Belgio nella raffinazione?!??

Perchè dovremmo tutelare gli interessi industriali del gruppo ENI? 

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18 settembre 2014

Italia 5 stelle, una donazione per sostenere l’evento.

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Il MoVimento 5 Stelle non riceve alcun finanziamento pubblico e ha rinunciato a 42 milioni di euro di rimborsi elettorali per l’attuale legislatura.

L’evento Italia 5 Stelle si terrà a Roma al Circo Massimo dal 10 ottobre a partire dalle ore 9.30 al 12 ottobre 2014 fino alle ore 17.30.

Sarà una grande festa e un momento di incontro interamente finanziato dalle libere donazioni dei sostenitori del M5S, come avvenuto per le Elezioni politiche 2013, le Elezioni europee del 2014, i V-day e tutti gli altri eventi del M5S.

Ogni spesa sarà rendicontata e l’eventuale residuo sarà utilizzato per finanziare le prossime iniziative del M5S*.

Chi vorrà, inserendo i suoi dati, potrà essere visibile nella lista dei donatori.  Grazie del tuo supporto.

Come fare una donazione on line?

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17 settembre 2014

Ecopoint a Cologne: rifiuti zero è possibile.

rifiuti-zero-cologne

La dimostrazione che anche alle feste si può differenziare.

Banchetto con informazioni e indicazioni sulla divisione del rifiuto prodotto. Di grande aiuto sono state le stoviglie, bicchieri, ecc. tutti compostabili.

Un solo sacco di indifferenziato prodotto per 250 coperti.

di Stefano Belotti

16 settembre 2014

Il voto pilotato del CSM di Renzie e Berlusconi

Filed under: Giustizia,Informazione,Politica,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 07:00
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berlusconi-renzi“Per l’elezione dei membri della Corte Costituzionale e del Csm stiamo assistendo all’ennesima spartizione di potere fra Forza Italia e Partito Democratico. Il patto del Nazareno, evidentemente, contiene indicazioni chiare anche sull’occupazione di organi costituzionali, che dovrebbero essere super partes. Per capirlo basta scorrere la lista dei candidati scritti su un promemoria distribuito ad alcuni parlamentari: si tratta di personaggi già noti per aver occupato poltrone e posti di comando, uomini destinati a perpetuare il vecchio sistema di gestione del potere in mano ai partiti. Il Movimento 5 Stelle anche in questo caso si è distinto: ha chiesto alla Rete e ai cittadini di votare il proprio candidato e il prescelto è stato Alessio Zaccaria, professore dell’università di Verona, figura estranea alla militanza politica: un profilo super partes come dovrebbe essere un membro del Csm. Il Pd sta facendo credere di voler sostenere il nostro candidato, ma non chi ha ricevuto più consensi dalla rete, cioè Zaccaria, ma quello che a loro fa più comodo: Nicola Colaianni, giunto al secondo posto nella consultazione on-line del M5S, in realtà una figura molto vicina al Pd. Docente di diritto ecclesiastico, magistrato fino alla fine degli anni Novanta, Colaianni è stato infatti parlamentare del Pds, ricoprendo anche il ruolo di autore della relazione conclusiva in commissione Stragi nella legislatura dal 1992 al 1994. Gli altri nomi indicati da maggioranza e Forza Italia sono un elenco di soliti noti:
Elisabetta Alberti Casellati di Forza Italia, più volte sottosegretario indicato da Berlusconi (alla Salute e alla Giustizia). Si è battuta nella giunta per le elezioni del Senato contro la decadenza da parlamentare del cavaliere. E’ un avvocato.

  • L’altro nome indicato dal centrodestra è Luigi Vitali, avvocato cassazionista pugliese, è stato sottosegretario alla Giustizia. Tristemente famoso perché fu lui a presentare il “condono tombale” che riguardava la non-punibilità per il reato di falso in bilancio.
  • Renato Balduzzi, senatore di Scelta Civica, già ministro della Salute nel governo tecnico di Mario Monti: è un costituzionalista ed è stato consigliere giuridico per diversi ministeri.
  • Antonio Leone, ex vicepresidente della Camera, è passato dalla militanza berlusconiana a quella alfaniana. Pugliese, prima di entrare in Parlamento faceva l’avvocato di Cassazione.
  • Teresa Bene, indicata dal Pd, è docente di diritto processuale all’università di Napoli.

Per la Corte Costituzionale la musica non cambia. Il patto Renzi-Berlusconi regge e dilaga inquinando vergognosamente anche l’organo di garanzia più delicato per il nostro sistema democratico.

Vogliono sporcare la Consulta con il nome di Luciano Violante, l’ex dalemiano che ha dato avvio alle larghe intese e che nel 2003 parlando alla Camera ha certificato l’impunità per Berlusconi sin dal 1994. Ora, alla Corte Costituzionale, cosa mai potrebbe garantire un uomo come Violante, emblema della vecchia politica degli inciuci e dei compromessi? L’altro è Antonio Catricalà, magistrato, viceministro allo Sviluppo Economico nel Governo Letta ma vicino a Forza Italia. Presidente dell’Antitrust – quindi della concorrenza e del mercato – dal 2005 al 2011, è stato Sottosegretario alla Presidenza del Governo Monti. Un uomo buono per tutte le stagioni e per tutti i partiti purché ricompensato con una poltrona di pregio.”

M5S Camera e Senato

15 settembre 2014

La finta abolizione delle province

Filed under: Informazione,Politica,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Societa — rovato5stelle @ 07:00
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province_italia“Il gattopardismo del Governo Renzi ha già fatto scuola. Nella conversione in legge del Dl Pubblica Amministrazione del 7 agosto 2014 è stata inserita una postilla (all’articolo 23, comma 84 del paragrafo f-bis) grazie alla quale le Province, mai abolite e tuttora attive, dovranno continuare ad erogare ricchi rimborsi spese a consiglieri e a Presidenti peraltro non più eletti ma nominati dalla politica stessa.

Oltre il danno la beffa: Province mantenute, sottratte al controllo dei cittadini e caricate, ancora, di alcuni dei costi della politica che Renzi ha sempre detto di voler abbattere senza pietà, a parole, mentre nei fatti preferisce fare austerità sulla pelle di famiglie e imprese assecondando gli assurdi vincoli europei.

I cittadini devono essere informati: in quanto organi previsti dalla Costituzione le Province possono essere eliminate per davvero solo con un testo di riforma costituzionale. I tempi sono molto lunghi, senza contare che la riforma del titolo V della Costituzione che andrebbe ad abolirle si accompagna alla tragica non-abolizione del Senato, una vera e propria minaccia alla democrazia che ha visto il M5S sulle barricate già prima della pausa estiva.

Come al solito si presentano nello stesso testo di riforma (poche) misure condivisibili in mezzo a molte altre totalmente inaccettabili, in modo da ricattare le opposizioni ad approvare in blocco la riforma o votarsi al martirio mediatico per aver bloccato qualche sparso provvedimento degno di nota. È un gioco che deve finire, esattamente come i rimborsi spese a consiglieri e Presidenti di Provincia che hanno già un altro incarico politico remunerato.”

M5S Senato

14 settembre 2014

Sblocca Italia: chi ne beneficia? La mappa dei soliti noti

sblocca-italia-renziL’Italia riparte! Con questo motto il governo di Matteo Renzi ha presentato il tanto agognato decreto “Sblocca Italia” (qui il rendiconto del Governo, per slide). Il testo definitivo per la verità ancora non c’è, anche se finora circolano circa un centinaio di pagine che hanno come fine lo sblocco di diversi cantieri in tutto il paese.

Ma quali sono le aziende coinvolte nei lavori “sbloccati” da Renzi?

Gli interessi delle coop rosse – In cima alla lista troviamo la Lega delle Cooperative. Il gruppo di imprese cooperative, vicino al Partito Democratico, lavora in moltissimi dei cantieri interessati dal decreto. A partire dai colossi CCC e CMC impegnati nei lavori della Tav Torino – Lione, nella metropolitana di Roma e di Torino e nei sub appalti della Orte – Venezia. Diverse sono poi le aziende toscane, sempre della Lega delle Cooperative, come la CTC, che si trovano all’interno del consorzio Tram Firenze, partecipato anche del Comune del capoluogo fiorentino tramite l’azienda dei trasporti ATF e dai francesi della RATP. In molte opere le cooperative rosse agiscono in associazione con altri gruppi industriali, in altri come l’autostrada Orte – Venezia partecipano ai subappalti ed in altri ancora come la metropolitana di Torino agiscono da sole.

Le aziende dell’ex ministro Lunardi – Come detto la maggior parte delle opere agevolate dallo “Sblocca Italia” furono programmate dalla Legge Obiettivo del 2001, varata dal governo Berlusconi. Il Ministro delle Infrastrutture dell’epoca era Pietro Lunardi: ebbene diverse imprese a lui riconducibili sorridono per lo Sblocca Italia. La Rocksoil, ad esempio, fa parte delle aziende che lavorano ai cantieri della Tav Torino – Lione mentre il Consorzio Treesse partecipa a quello per il terzo valico. Due cantieri che hanno un valore complessivo di 5 miliardi di euro.

I grandi gruppi da Impregilo a Caltagirone – Due veri e propri colossi delle costruzioni nel nostro paese non potevano certo restare fuori da un provvedimento così importante da parte del governo. La Impregilo, che recentemente si è fusa con il gruppo Salini, lavora ad alcuni lotti per il nuovo tunnel del Brennero – opera da 1,7 miliardi di euro complessivi – ed è detentore dell’appalto per la costruzione della terza corsia dell’autostrada Venezia – Trieste che costerà complessivamente 1,7 miliardi di euro, tutte opere agevolate dallo “Sblocca Italia”. Il gruppo Caltagirone invece lavora tramite la Vanini Costruzioni alle metropolitane di Roma e di Napoli.
Sorride anche il gruppo Impresa Spa interessato dai lavori della Tav Napoli- Bari. Su tutta la linea però fino ad ora è partito un solo cantiere di appena 24 Km. I lavori furono affidati alla Rabbiosi Spa azienda del gruppo Impresa Spa e sono fermi da oltre un anno. La società infatti è in amministrazione controllata ed il cantiere si è fermato a 4 Km dal completamento della tratta. Sempre al gruppo Impresa Spa appartiene il Consorzio InfraSud che partecipa in Campania al cantiere della superstrada Lioni – Grottaminarda (200 milioni). C’è da immaginare che vi saranno facce sorridenti anche tra i banchieri. Gli 890 milioni di euro per i lavori all’aeroporto della Malpensa di Milano saranno gestiti dal Consorzio Malpensa Construction controllato in maggioranza dalla SEA il cui capitale privato è per il 44% è della F2I il più grande fondo privato per le infrastrutture in Italia, fondato dal manager Vito Gamberale e sponsorizzato da Unicredit, Intesa San Paolo e Cassa Depositi e Prestiti oltre ad una manciata di fondazioni bancarie. Nel gotha dell’imprenditoria italiana favorita dallo Sblocca Italia non poteva certo mancare la famiglia Benetton. Per l’aeroporto di Fiumicino le opere previste ammontano a 2,1 miliardi di euro complessivi ed il decreto dovrebbe far ripartire i lavori. Lo scalo romano è gestito dalla Atlantia società nell’orbita della famiglia trevigiana e nel cui consiglio di amministrazione siede Gilberto Benetton. Infine il gruppo Eni che attraverso la sua controllata Saipem detiene la maggioranza del pacchetto azionario del consorzio Cepav 2 che ha in appalto la tratta dell’alta velocità Brescia – Padova, opera per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro.

Le indagini sulla Orte – Venezia – Fino all’ultimo il suo inserimento nel decreto è stato incerto. I lavori per l’autostrada Orte – Venezia infatti sono finiti al centro dell’inchiesta che coinvolge l’ex governatore veneto Giancarlo Galan. La Ilia spa, vincitrice dell’appalto è amministrata da Eugenio Cefis, già iscritto alla loggia P2, vicino a Vito Bonsignore tra i fondatori del Nuovo Centro Destra, lo stesso partito dell’attuale Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Come ha riportato Il Fatto quotidiano, l’ex segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, ha raccontato ai magistrati come proprio Bonsignore insieme all’ex ministro Lunardi “riuscirono a mettere d’accordo ben 5 presidenti di regione” per ottenere nel 2005 il via libera dell’opera in project financing. L’intesa prevedeva lavori per tutti, la Mantovani Spa, i cui vertici sono finiti nell’inchiesta su Galan, avrebbero avuto i subappalti nella tratta veneta e la lega delle cooperative nelle tratte in Emilia Romagna. In questo modo sia le aziende vicine al governatore veneto, sia quelle vicino all’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani erano state accontentate. Ora con lo Sblocca Italia tutto dovrebbe procedere in maniera spedita.

Va fuori dalla lista delle opere interessate dallo Sblocca Italia un’altra autostrada, la Valdastico Nord. A piangere è la Lega. L’opera, di un valore complessivo di 1 miliardo di euro, è detenuta in project financing dalla A4 Holding il cui presidente è il leghista e presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck a cui fa compagnia nel consiglio di amministrazione il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi.

Fonte http://www.fanpage.it

13 settembre 2014

Domenica 14 dicembre parlamentari in piazza a Iseo

evento-iseoI gruppi di attivisti del movimento 5 stelle presenti in Franciacorta, organizzano domenica 14 settembre a Iseo (Bs) in Corso Zanardelli un gazebo informativo dalle ore 9.00 alle 18.00.

Saranno presenti al gazebo i seguenti portavoce:

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