Rovato 5 stelle

30 luglio 2014

Brebemi: i nodi che vengono al pettine

brebemiNel sistema nazionale dove la regolazione pubblica delle vecchia rete autostradale vede il Ministero delle infrastrutture nel ruolo più di spettatore che di programmatore e concedente di concessioni autostradali, anche la nuova rete in costruzione ne subisce un’influenza negativa.

Contribuisce la  frammentazione di 23  società che gestiscono in concessione i  7 mila km di rete autostradale, sia pubbliche che private, a rendere disorganico il quadro per la viabilità e gli utenti. Le concessionarie  hanno una forte influenza politica (appalti, progettazioni, assunzioni), pagano canoni risibili allo Stato e si sono garantite, con i diversi governi che si sono succeduti, tutti disattenti,  un automatismo tariffario con pedaggi salasso che generano extra-profitti.

Ciò grazie alla promessa di un maxi piano (sulla carta) di potenziamento della rete autostradale esistente che assicura rendite di posizione monopoliste con rinnovi delle concessioni automatici che evitano le gare suggerite dall’Europa. E’ in questo contesto che vanno valutati i sette grandiproject-financing autostradali affidati negli anni passati e messi in “legge obiettivo”. Essi prevedevano investimenti complessivi per 15,3 mld e per i progetti più complessi lo Stato aveva stanziato un allettante pacchetto  di risorse: oltre due miliardi di euro.

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29 luglio 2014

Firma appello contro ladri di democrazia

ladri_democraziaLE CONTRORIFORME dell’Italicum e del Senato delle Autonomie, concordate dal governo con il pregiudicato Silvio Berlusconi e il plurimputato Denis Verdini,

  • consentono a un pugno di capi-partito di continuare a nominarsi i deputati a propria immagine e somiglianza (con le liste bloccate per la Camera), addirittura aboliscono l’elezione dei senatori (scelti dalle Regioni fra consiglieri e sindaci, ridotti a un ruolo decorativo e per giunta blindati con l’immunità-impunità) e tagliano fuori i partiti medio-piccoli (con soglie di sbarramento abnormi);
  • trasformano il Parlamento nello zerbino di un premier-padrone, “uomo solo al comando” senza controlli né contrappesi, con una maggioranza spropositata che gli permette di scegliersi un presidente della Repubblica e di influenzare pesantemente la Corte costituzionale, il Csm, la magistratura e l’informazione televisiva e stampata;
  • espropriano i cittadini dei residui strumenti di democrazia diretta: i referendum (non più 500mila, ma addirittura 800mila firme) e le leggi di iniziativa popolare (non più 50mila, ma addirittura 250mila firme).

DICIAMO NO ALLA SVOLTA AUTORITARIA, come i migliori costituzionalisti italiani hanno definito il combinato disposto delle due controriforme, ispirate – consapevolmente o meno – al “Piano di Rinascita Democratica” della loggia P2 di Licio Gelli.

DICIAMO SI’ A UNA DEMOCRAZIA PARTECIPATA e vi chiediamo di sostenere solo riforme istituzionali che rispettino lo spirito dei Padri Costituenti del 1946-48: restituendo ai cittadini il diritto di scegliersi i parlamentari e coinvolgendoli nella cosa pubblica; tutelando le minoranze e le opposizioni; allargando gli spazi di partecipazione diretta alla formazione delle leggi; limitando l’immunità parlamentare alle opinioni espresse e ai voti dati e abolendo i privilegi impunitari in materia di arresti, intercettazioni e perquisizioni; combattendo i monopòli e i conflitti di interessi, specie nel mondo della televisione e della stampa; ampliando l’indipendenza e l’autonomia dei poteri di controllo, dalla magistratura all’informazione.

Antonio Padellaro, Marco Travaglio, Peter Gomez, la redazione del Fatto Quotidiano, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Gian Carlo Caselli, Roberta De Monticelli, Gianni Ferrara, Gian Andrea Piccioli, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Barbara Spinelli, Maurizio Viroli e Marco Vitale

Firma la petizione on line

28 luglio 2014

Ambiente: ecco il primo condono di Renzi

berlusconi-renziArriva il condono mirato e mascherato del governo Renzi per chi ha aperto impianti senza tutelare ambiente e salute. L’articolo 15 del Decreto Competività prevede che la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per centrali e impianti, ad esempio a biogas o biomasse, potrà essere riconosciuta postuma alla loro attivazione.

Sono la prima firmataria di un importante emendamento soppressivo sul quale ho chiesto il sostegno a tutti i colleghi del Senato. Sarebbe grave e contraddittorio se il Parlamento avallasse una norma che espone ad una simile incertezza interpretativa e ad un tale vulnus legislativo, aprendo la strada a infiniti ricorsi da parte di sindaci, comitati, e imprenditori nella difesa ognuno dei rispettivi interessi.

Questa norma non risolve alcun problema anzi li aggrava e consente solo agli impianti, a cui sono state ritirate le autorizzazioni, per intervento della magistratura, di proseguire nella loro attività, che risulta, per le caratteristiche intrinseche all’impianto stesso, un significativo impatto negativo sull’ambiente.

Tra l’altro una recente sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato la VIA postuma in contrasto con la consolidata giurisprudenza europea. La stessa Corte Costituzionale si è pronunciata dichiarando l’illegittimità costituzionale della legge n. 3 del 26 marzo 2012 della Regione Marche che puntava ad una sanatoria di fatto.

Serenella Fucksia, M5S Senato

27 luglio 2014

Nuovo indulto in parlamento

Filed under: Informazione,Proposte tematiche — rovato5stelle @ 07:00
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carceri“Nel silenzio generale, sta passando l’ennesimo vergognoso decreto svuota-carceri. Il Governo è totalmente incapace di risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri e cosa fa?! Cerca una soluzione?! Decide di vagliare, finalmente, il piano-carceri presentato un anno fa dal M5S? Assolutamente no!

Lo Stato Italiano tratta in maniera disumana i detenuti? Nessun problema… li paghiamo 8 euro per ogni giorno di trattamento disumano!  Non ci sono tutti questi soldi?! Nessun problema… se il detenuto è ancora in carcere possiamo risparmiare: gli facciamo uno sconto di pena!

Ogni 10 giorni, un giorno di sconto!

Ma Renzi dove ha studiato il diritto penale? Al mercato? E’ vergognoso che il Governo, al solo scopo di non esporsi con un indulto, mette in atto strumenti e meccanismi subdoli e mortificanti per il nostro Paese”.

Alfonso Bonafede, commissione giustizia M5S

26 luglio 2014

Nuova richiesta di arresto in parlamento: Cesaro – Forza Italia

cesaro_forza_italiaE’ stata appena emessa una richiesta di arresto nei confronti del deputato di Forza Italia Luigi Cesaro ed è stata inviata alla Camera dei Deputati dalla Dda di Napoli. Cesaro è al centro di un’inchiesta su presunte irregolarità nella concessione di appalti del Comune di Lusciano (Caserta) a ditte legate al clan dei Casalesi.

Cesaro è un parlamentare di lungo corso (è alla quinta legislatura), nonché ex assessore comunale al bilancio, ex consigliere provinciale, ex presidente della provincia di Napoli ed ex parlamentare europeo.

D’altronde vanta un curriculum “ricercato”, o meglio, “da ricercato”. Oltre ad essere stato arrestato e condannato nel 1984 dal Tribunale di Napoli a 5 anni di reclusione per aver collaborato attivamente con le cosche (assolto in Cassazione dal giudice “ammazza sentenze” Corrado Carnevale), è stato l’autista del noto boss della camorra Raffaele Cutolo!

Quando diciamo che in Parlamento siamo “circondati” da ladri, mafiosi, camorristi, corrotti e corruttori, non lo diciamo perché siamo dei populisti manettari, lo diciamo perché è la realtà dei fatti. Basta vedere le carte processuali che arrivano in aula ogni qualvolta dobbiamo votare l’autorizzazione a procedere, come dovremo fare anche in questo caso.

Ecco perché non è affatto semplice entrare ogni giorno in quel maledetto palazzo senza perdere le staffe. Stateci vicino!

P.s: la foto che ritrae Giggino ‘a purpetta (Cesaro) l’abbiamo scattata a inizio legislatura mentre se la dorme comodamente durante una seduta d’aula a Montecitorio.

di Claudio Cominardi – M5S

25 luglio 2014

Abolizione viaggi gratis ex parlamentari: i partiti votano contro

Filed under: Politica,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 07:00
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viaggi_gratis_ex_parlamentariNon ci volevo credere e per questa ragione ho voluto immortalare il momento con questa foto.

La Casta ha votato contro un ordine del giorno del M5S che eliminava il privilegio degli ex parlamentari che viaggiano gratis a spese dei contribuenti. Si tratta di 900 mila euro del bilancio della Camera!

Definirle anime morte è riduttivo. Passate parola.

di Claudio Cominardi – M5S

24 luglio 2014

TTIP presentato come modello di trasparenza con documenti inaccessibili

Filed under: Europa,Proposte tematiche — rovato5stelle @ 07:00

tiziana_beghin_TTIPTiziana Beghin Deputata al Parlamento Europeo chiede: dove sono i documenti ufficiali del TTIP, cara vecchia Europa?

La vecchia Europa continua a dirci che il processo di negoziazione del TTIP è trasparente e aperto.

Perché, allora, nemmeno chi fa parte della Commissione INTA (Commercio Internazionale) riesce ad accedere a tutta la documentazione?

Bisogna essere avvocati di grandi multinazionali o grandi lobbisti per conoscerne tutti i particolari?

Queste le grandi domande della nostra Portavoce durante la sessione plenaria.

Guarda il video | di Claudio Cominardi

23 luglio 2014

Eni, le intercettazioni sul acquisto del maxi giacimento in Nigeria

Filed under: Ambiente,Economia,Energia,Politica,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Trasparenza — rovato5stelle @ 07:00
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eniRecidivo. Già nei guai nel 1992 per tangenti pagate al Partito Socialista dall’Enel, patteggia 1 anno e 4 mesi, quindi nel 2002 ne diventa amministratore delegato, condannato per la devastazione del delta del Po causato dalla Centrale Eni di Porto Tolle, sotto indagine dal 7 febbraio 2013 per corruzione per una presunta tangente al governo algerino per favorire Saipem (ENI) in appalti da 11 miliardi di dollari, ora di nuovo nei guai in qualità di a.d. Eni per corruzione internazionale per l’acquisizione nel 2011 di un giacimento petrolifero nigeriano del valore di 1 miliardo e 300 milioni di dollari. Insieme a lui sono coinvolti l’attuale ad di ENI e il noto faccendiere Bisignani.

ENI è una società che per il 26% è posseduta da Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta controllata per l’80% dal Ministero dell’Economia (MEF).

Il MEF detiene un 4% di azioni Eni. Il MEF è quindi il principale azionista di Eni e giunti a questo punto viene da chiedersi: ha un senso la partecipazione dello stato in questa società?

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22 luglio 2014

La riforma del senato di Renzi in breve

Filed under: Politica,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 06:18
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riforma_senato_renziLa “schiforma” del Senato… spiegata in breve e senza loghi.

L’ultima occasione della casta per auto-blindarsi…

l’ultima spiaggia di un parlamento eletto con una legge incostituzionale che tenta di mettere mano alla Costituzione…

Non c’è bandiera che tenga, questa battaglia di coscienza e dignità appartiene a tutti noi.

di Vito Crimi

21 luglio 2014

La scorpacciata di soldi pubblici destinati all’editoria serva dei partiti

Filed under: Senza Categoria — rovato5stelle @ 07:00
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Soldi e finanziamentiNella VII Commissione “Cultura, Scienza e Istruzione”, si discuterà la prima proposta di legge scritta con i cittadini iscritti al #M5S, quella sull’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. 

Facciamo una doverosa premessa ricordando che: “il dovere più pregnante del giornalista e caposaldo del diritto di cronaca è il dovere di verità, considerato sia dalla legge n. 69 del 1963 che dalla stessa Carta dei doveri quale “obbligo inderogabile”. Gli organi di informazione sono l’anello di congiunzione tra il fatto e la collettività. Essi consentono alla collettività l’esercizio di quella sovranità che secondo l’art. 1 della Costituzione “appartiene al popolo”. Un’informazione che occulta o distorce la realtà dei fatti impedisce alla collettività un “consapevole esercizio della sovranità”.

La situazione in cui versa l’editoria “tradizionale” è drammatica e la politica è chiamata a trovare delle soluzioni per realizzare il necessario rinnovamento del sistema informativo del nostro Paese, per portarlo qualitativamente alla pari di altri grandi Paesi (ricordiamo che l’Italia si trova al 49° posto del ranking 2014 del Reporters senza frontiere sulla libertà di stampa dietro a paesi come Estonia, Giamaica, Costa Rica, Namibia, Capo Verde, Ghana), per agevolare il pluralismo informativo, per promuovere un corretto e concreto inserimento dei tanti giovani giornalisti che oggi sono costretti a lavorare nelle redazioni per pochi euro al pezzo. Anche negli altri Paesi europei lo Stato interviene per aiutare, in campo editoriale, ma lo fa per incentivare nuove iniziative, promuovere l’innovazione, aiutare i piccoli a crescere, insomma per aumentare il pluralismo e il ventaglio delle offerte, favorendo così l’allargamento del mercato e la stessa occupazione di settore. Invece, in Italia, il sistema del finanziamento pubblico all’editoria ha finito per trasformarsi in un mero strumento utilizzato dai partiti per favorire realtà editoriali ad essi collegate direttamente o indirettamente agevolando gli interessi dei grandi editori e tutelando le grandi firme a discapito di pluralismo, qualità dell’informazione e libertà di stampa. Se è vero che negli ultimi anni gli stanziamenti si sono ridotti, è pur vero che il flusso di denaro pubblico per il settore continua ad essere consistente.

Qualche numero: per il 2014, il dipartimento per l’Editoria della presidenza del Consiglio ha a disposizione circa 140 milioni di euro. Stessa cifra per il 2015 e per il 2016. E oltre alla dotazione del dipartimento, l’ultima legge di Stabilità ha stanziato ulteriori risorse per il sostegno all’editoria: 50 milioni per il 2014, 40 milioni per il 2015 e 30 milioni per il 2016.

Quindi, solo nel 2014, 190 milioni di euro di soldi pubblici andranno all’editoria. Di questi fondi una buona parte andrà in contributi diretti, quindi per intenderci sarà destinata anche a giornali di partito o ad altre testate come Avvenire (€ 4.355.324,42), Europa (€ 1.183.113,76), Il Foglio (€ 1.523.106,65), Italia Oggi (€ 3.904.773,62), Il Manifesto (€ 2.712.406,23), L’Unità (€ 3.615.894,65) [dati del 2012]. Ben più cospicui, anche se difficili da quantificare, sono invece i contributi indiretti: agevolazioni IVA, agevolazioni postali, obbligo di pubblicazione dei bandi pubblici, ecc.

Ora chiediamo: a chi dovrebbe giovare tutto ciò?

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