Il 15 Maggio 2013 il Movimento 5 Stelle Lombardia ha presentato oggi, su iniziativa dei consiglieri Dario Violi e Andrea Fiasconaro, una mozione che chiede alla Giunta e al Presidente Maroni uno stop al rilascio di nuove licenze per i centri commerciali.
Stando ai dati, si legge nella mozione, la Lombardia ha la maggior “concentrazione di Grandi strutture di vendita per abitante sul territorio europeo con una media di 395 mq ogni 1000 abitanti, contro la media italiana di 238, spagnola di 275, francese di 287 e tedesca di 205″.
“Il territorio è ormai saturo“, spiega il consigliere Andrea Fiasconaro.
“Le problematiche dell’insediamento di nuovi centri commerciali - continua il consigliere - sono sotto gli occhi di tutti. C’è il consumo del suolo, il congestionamento del traffico veicolare e le susseguenti difficoltà di viabilità. In un momento di profonda crisi come questo poi, ci preoccupa la flessione della vendita al dettaglio.
I piccoli commercianti non riescono a reggere la grande concorrenza e stanno chiudendo rapidamente. Le produzioni tipiche o quelle di qualità a filiera corta non sono valorizzate, i centri storici si svuotano e i cittadini si sentono insicuri. La situazione nella provincia di Mantova è allarmante e i numerosi casi denunciati dalla stampa e delle associazioni di categoria sono solo l’esempio di un problema che vive tutta la Lombardia“.
La scelta delle persone destinate a guidare l’amministrazione comunale viene, per vergognosa consuetudine, effettuata sulla base di convenienze, scambi di favori per partiti e lobby ad essi collegate, con gravi danni per la collettività.
“La stessa Europa ha detto per uscire dalla crisi serve lanciare come volano industriale l’industria del riciclaggio, negli Stati Uniti impiega di più l’industria del riciclaggio di quella automobilistica. Ho avuto modo di incontrare a Washington, le Unions, i sindacati americani che sostengono la strategia Rifiuti Zero, d’altronde non è che si voglia essere invasati di passione civile, sono ragionamenti anche freddamente economici. Solo una buona fetta di classe politica italiana e amministrativa continua a essere estremamente contigua e collusa, magari al livello intellettuale, non necessariamente in modo sporco e corrotto, però collusa con l’industria sporca assistita dell’incenerimento dei rifiuti.”















