Rovato 5 stelle

19 settembre 2014

Chi difende il petrolio in parlamento?

pd-petrolioIl PD difende le lobbies del PETROLIO! Punta sui combustibili fossili, la raffinazione e l’industria chimica pesante e dimentica le nuove tecnologie, le rinnovabili e la salute dei cittadini. Un tuffo nel passato.

Lo apprendiamo a seguito di un’interrogazione presentata da parte di alcuni deputati del PD che chiedono al Ministro dello Sviluppo economico Guidi quali iniziative abbia intenzione di intraprendere affinchè siano tutelati gli interessi industriali del gruppo ENI in Italia.

I deputati chiedono che Gela mantenga la sua vocazione petrolifera sostenendo che “per trent’anni ha garantito a quel territorio, sviluppo delle imprese e dell’indotto” ma tralasciano di aggiungere anche che è un territorio talmente inquinato da essere “ad alto rischio di crisi ambientale” (Organizzazione Mondiale della Sanità).

I colleghi ci tengono a sottolineare che il settore della raffinazione è non tutto “negativo”, e portano ad esempio il caso di una società (ExxonMobil) ad Anversa che ha annunciato un investimento di circa 2 miliardi di dollari, “dimostrando di credere fortemente nella raffinazione“.

E cosa c’è di “non negativo”? Dovremmo prendere esempio? Allora perché non radere al suolo qualche km quadrato di coste per realizzare 10, 20 perché non 30 raffinerie per dimostrare che l’Italia crede più del Belgio nella raffinazione?!??

Perchè dovremmo tutelare gli interessi industriali del gruppo ENI? 

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14 settembre 2014

Sblocca Italia: chi ne beneficia? La mappa dei soliti noti

sblocca-italia-renziL’Italia riparte! Con questo motto il governo di Matteo Renzi ha presentato il tanto agognato decreto “Sblocca Italia” (qui il rendiconto del Governo, per slide). Il testo definitivo per la verità ancora non c’è, anche se finora circolano circa un centinaio di pagine che hanno come fine lo sblocco di diversi cantieri in tutto il paese.

Ma quali sono le aziende coinvolte nei lavori “sbloccati” da Renzi?

Gli interessi delle coop rosse – In cima alla lista troviamo la Lega delle Cooperative. Il gruppo di imprese cooperative, vicino al Partito Democratico, lavora in moltissimi dei cantieri interessati dal decreto. A partire dai colossi CCC e CMC impegnati nei lavori della Tav Torino – Lione, nella metropolitana di Roma e di Torino e nei sub appalti della Orte – Venezia. Diverse sono poi le aziende toscane, sempre della Lega delle Cooperative, come la CTC, che si trovano all’interno del consorzio Tram Firenze, partecipato anche del Comune del capoluogo fiorentino tramite l’azienda dei trasporti ATF e dai francesi della RATP. In molte opere le cooperative rosse agiscono in associazione con altri gruppi industriali, in altri come l’autostrada Orte – Venezia partecipano ai subappalti ed in altri ancora come la metropolitana di Torino agiscono da sole.

Le aziende dell’ex ministro Lunardi – Come detto la maggior parte delle opere agevolate dallo “Sblocca Italia” furono programmate dalla Legge Obiettivo del 2001, varata dal governo Berlusconi. Il Ministro delle Infrastrutture dell’epoca era Pietro Lunardi: ebbene diverse imprese a lui riconducibili sorridono per lo Sblocca Italia. La Rocksoil, ad esempio, fa parte delle aziende che lavorano ai cantieri della Tav Torino – Lione mentre il Consorzio Treesse partecipa a quello per il terzo valico. Due cantieri che hanno un valore complessivo di 5 miliardi di euro.

I grandi gruppi da Impregilo a Caltagirone – Due veri e propri colossi delle costruzioni nel nostro paese non potevano certo restare fuori da un provvedimento così importante da parte del governo. La Impregilo, che recentemente si è fusa con il gruppo Salini, lavora ad alcuni lotti per il nuovo tunnel del Brennero – opera da 1,7 miliardi di euro complessivi – ed è detentore dell’appalto per la costruzione della terza corsia dell’autostrada Venezia – Trieste che costerà complessivamente 1,7 miliardi di euro, tutte opere agevolate dallo “Sblocca Italia”. Il gruppo Caltagirone invece lavora tramite la Vanini Costruzioni alle metropolitane di Roma e di Napoli.
Sorride anche il gruppo Impresa Spa interessato dai lavori della Tav Napoli- Bari. Su tutta la linea però fino ad ora è partito un solo cantiere di appena 24 Km. I lavori furono affidati alla Rabbiosi Spa azienda del gruppo Impresa Spa e sono fermi da oltre un anno. La società infatti è in amministrazione controllata ed il cantiere si è fermato a 4 Km dal completamento della tratta. Sempre al gruppo Impresa Spa appartiene il Consorzio InfraSud che partecipa in Campania al cantiere della superstrada Lioni – Grottaminarda (200 milioni). C’è da immaginare che vi saranno facce sorridenti anche tra i banchieri. Gli 890 milioni di euro per i lavori all’aeroporto della Malpensa di Milano saranno gestiti dal Consorzio Malpensa Construction controllato in maggioranza dalla SEA il cui capitale privato è per il 44% è della F2I il più grande fondo privato per le infrastrutture in Italia, fondato dal manager Vito Gamberale e sponsorizzato da Unicredit, Intesa San Paolo e Cassa Depositi e Prestiti oltre ad una manciata di fondazioni bancarie. Nel gotha dell’imprenditoria italiana favorita dallo Sblocca Italia non poteva certo mancare la famiglia Benetton. Per l’aeroporto di Fiumicino le opere previste ammontano a 2,1 miliardi di euro complessivi ed il decreto dovrebbe far ripartire i lavori. Lo scalo romano è gestito dalla Atlantia società nell’orbita della famiglia trevigiana e nel cui consiglio di amministrazione siede Gilberto Benetton. Infine il gruppo Eni che attraverso la sua controllata Saipem detiene la maggioranza del pacchetto azionario del consorzio Cepav 2 che ha in appalto la tratta dell’alta velocità Brescia – Padova, opera per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro.

Le indagini sulla Orte – Venezia – Fino all’ultimo il suo inserimento nel decreto è stato incerto. I lavori per l’autostrada Orte – Venezia infatti sono finiti al centro dell’inchiesta che coinvolge l’ex governatore veneto Giancarlo Galan. La Ilia spa, vincitrice dell’appalto è amministrata da Eugenio Cefis, già iscritto alla loggia P2, vicino a Vito Bonsignore tra i fondatori del Nuovo Centro Destra, lo stesso partito dell’attuale Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Come ha riportato Il Fatto quotidiano, l’ex segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, ha raccontato ai magistrati come proprio Bonsignore insieme all’ex ministro Lunardi “riuscirono a mettere d’accordo ben 5 presidenti di regione” per ottenere nel 2005 il via libera dell’opera in project financing. L’intesa prevedeva lavori per tutti, la Mantovani Spa, i cui vertici sono finiti nell’inchiesta su Galan, avrebbero avuto i subappalti nella tratta veneta e la lega delle cooperative nelle tratte in Emilia Romagna. In questo modo sia le aziende vicine al governatore veneto, sia quelle vicino all’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani erano state accontentate. Ora con lo Sblocca Italia tutto dovrebbe procedere in maniera spedita.

Va fuori dalla lista delle opere interessate dallo Sblocca Italia un’altra autostrada, la Valdastico Nord. A piangere è la Lega. L’opera, di un valore complessivo di 1 miliardo di euro, è detenuta in project financing dalla A4 Holding il cui presidente è il leghista e presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck a cui fa compagnia nel consiglio di amministrazione il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi.

Fonte http://www.fanpage.it

7 settembre 2014

Il disastro della Brebemi

renzi_maroni_brebemiAbbiamo percorso i sessanta chilometri di autostrada incrociando poco più di una decina di auto.

Al ritorno abbiamo imboccato la A4 che presentava un traffico sostenuto ma regolare.

Bre.Be.Mi offre esattamente idea della portata del fallimento delle strategie di progettualità viabilistica della tanto decantata efficienza lombarda. La costosa infrastruttura è oggi un monumento al consumo di suolo e allo sperpero di risorse pubbliche, l’opera è infatti stata defiscalizzata.

di Dario Violi

4 settembre 2014

Non colpite le rinnovabili

Filed under: Ambiente,Economia,Energia,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Societa — rovato5stelle @ 20:00
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eolicoIl governo preferisce le fonti di energia fossili e, quando può, punisce le rinnovabili. Secondo il M5S è illegittima la norma del decreto Competitività, approvato a inizio agosto, che spalma su più anni gli incentivi per il fotovoltaico a partire dal 2015.

L’effetto retroattivo della norma, infatti, compromette i piani di investimento delle imprese di settore che si fondano su dati certi e prevedibili. E ciò viola l’articolo 41 della Costituzione nella parte in cui tutela la libera iniziativa economica.

Tra l’altro, il decreto determina una disparità di trattamento fra operatori del settore delle energie rinnovabili, dato che va a colpire solo alcuni di essi (ovvero quelli che si occupano di fotovoltaico), determinando così un ingiusto vantaggio a favore degli altri.

Proprio per questi motivi il M5S ha presentato una mozione, a prima firma Walter Rizzetto, per impegnare il governo a rimuovere gli effetti previsti dall’articolo 26 del decreto Competitività. E, dunque, a cancellare la rimodulazione delle tariffe incentivati che colpisce duramente le imprese del fotovoltaico. Il MoVimento 5 Stelle continua a lavorare in favore di chi fa ricerca e innovazione nel settore dell’energia pulita.

Tratto da M5S Parlamento

22 agosto 2014

BREBEMI: già chiede aiuto con gli sgravi fiscali

Filed under: Ambiente,Economia,Energia,Trasporti — rovato5stelle @ 05:00
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La presenza del premier Matteo Renzi al taglio del nastro ha evidenzato come la A35, meglio conosciuta come Brebemi, l’autostrada che collega Brescia Bergamo e Milano, sia di fatto la prima opera terminata (con dodici mesi d’anticipo) all’interno del dossier Expo 2015.

Ma dai progetti alla realizzazione, qualcosa non è andato per il verso giusto per questa opera pubblica realizzata in project financing con un investimento di 2,3 miliardi di euro. Già all’inaugurazione si chiedeva la defiscalizzazione: 430 milioni di euro di sconto sulle tasse. Un aiuto al Cipe (il comitato che coordina gli investimenti statali) che si traduce in sconti sulle tasse. Se non dovessero arrivare questi sconti, la Brebemi chiede in alternativa una concessione di 80 milioni di contributo pubblico, oltre ad una proroga della concessione a 30 anni). Lo si apprende da una nota inviata pochi giorni fa dal Consiglio di amministrazione di Brebemi a Cal, la concessionaria autostradale lombarda (50% Anas e 50% Regione Lombardia).

Cal si è impegnata a sostenere la richiesta di Brebemi nei confronti del Governo, anche se per ora da Roma ci sono più tentennamenti che certezze. La richiesta della società che gestisce la nuova autostrada (controllata da Intesa Sanpaolo e dal gruppo Gavio) si spiega con il fatto che Brebemi – senza sgravi fiscali o senza un aiuto di Stato – ora rischia di saltare, mandando a fondo tutto l’intera opera.

Già in passato si era ventilata la possibilità da parte della Brebemi di rescindere il contratto con la concessionaria e di chiedere un indennizzo di 2,5 miliardi. I motivi per cui il progetto è costato più del previsto sono tre: i maggiori oneri per l’esproprio dei terreni (+21%); la ristrutturazione del project financing dopo il periodo di crisi finanziaria; la riduzione delle stime di traffico, in parte dovuta alla congiuntura economica negativa e in parte alla mancata realizzazione del tratto stradale Ospitaletto-Montichiari(degli 80mila veicoli al giorno di traffico previsto – poi rettificati a 60mila – oggi assestati a 40mila.

Il piano finanziario ora andrà rivisto, ma per quanto riguarda il Cipe si dovrà aspettare settembre. Anche se la risposta non dovrebbe essere negativa visti i precedenti: la defiscalizzazione è stata concessa un paio di settimane fa alla Pedemontana.

21 agosto 2014

Earth Overshoot Day, da oggi consumiamo più risorse di quante ne produciamo

eolicoOgni anno intorno alla metà di agosto suona il campanello d’allarme di Global Footprint Network, l’associazione che stima il giorno in cui finiamo le risorse ecologiche prodotte per l’anno intero, rappresentata in Italia per questa campagna da Rete civica italiana.

Il 19 agosto, l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui il fabbisogno umano di risorse eccede la capacità rigenerativa del pianeta: in otto mesi abbiamo consumato tutti i beni “a disposizione”, quindi da oggi fino alla fine dell’anno stiamo consumando oltre quanto ci potremmo permettere. Secondo i calcoli che Global Footprint Networkfaceva nel 2012, per rinnovare le risorse che bruciamo nel corso dei 12 mesi ci vorrebbe almeno un pianeta e mezzo: Di questo passo, prima della metà di questo secolo, ogni anno consumeremo il quantitativo di risorse prodotto da due pianeti”, si legge in un comunicato dell’associazione.

Tratto dal FQ

7 agosto 2014

Tassa dei rifiuti a Brescia città: +20% in 4 anni

inceneritore-brescia-fumata-nera-diossineLa tassazione dei rifiuti ha registrato un incremento del 20% negli ultimi 4 anni. È quanto sostiene la Federconsumatori che chiede di « contenere gli aumenti, più efficienza e più equità».

Dall’indagine nazionale del Creef (Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori) sui `Servizi e Tariffe Rifiuti´, risulta che «al momento solo una quarantina di città capoluogo hanno definito il regolamento della nuova tassa sui rifiuti, mentre il quadro della Tares 2013 è pressoché completo.

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30 luglio 2014

Brebemi: i nodi che vengono al pettine

brebemiNel sistema nazionale dove la regolazione pubblica delle vecchia rete autostradale vede il Ministero delle infrastrutture nel ruolo più di spettatore che di programmatore e concedente di concessioni autostradali, anche la nuova rete in costruzione ne subisce un’influenza negativa.

Contribuisce la  frammentazione di 23  società che gestiscono in concessione i  7 mila km di rete autostradale, sia pubbliche che private, a rendere disorganico il quadro per la viabilità e gli utenti. Le concessionarie  hanno una forte influenza politica (appalti, progettazioni, assunzioni), pagano canoni risibili allo Stato e si sono garantite, con i diversi governi che si sono succeduti, tutti disattenti,  un automatismo tariffario con pedaggi salasso che generano extra-profitti.

Ciò grazie alla promessa di un maxi piano (sulla carta) di potenziamento della rete autostradale esistente che assicura rendite di posizione monopoliste con rinnovi delle concessioni automatici che evitano le gare suggerite dall’Europa. E’ in questo contesto che vanno valutati i sette grandiproject-financing autostradali affidati negli anni passati e messi in “legge obiettivo”. Essi prevedevano investimenti complessivi per 15,3 mld e per i progetti più complessi lo Stato aveva stanziato un allettante pacchetto  di risorse: oltre due miliardi di euro.

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23 luglio 2014

Eni, le intercettazioni sul acquisto del maxi giacimento in Nigeria

Filed under: Ambiente,Economia,Energia,Politica,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Trasparenza — rovato5stelle @ 07:00
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eniRecidivo. Già nei guai nel 1992 per tangenti pagate al Partito Socialista dall’Enel, patteggia 1 anno e 4 mesi, quindi nel 2002 ne diventa amministratore delegato, condannato per la devastazione del delta del Po causato dalla Centrale Eni di Porto Tolle, sotto indagine dal 7 febbraio 2013 per corruzione per una presunta tangente al governo algerino per favorire Saipem (ENI) in appalti da 11 miliardi di dollari, ora di nuovo nei guai in qualità di a.d. Eni per corruzione internazionale per l’acquisizione nel 2011 di un giacimento petrolifero nigeriano del valore di 1 miliardo e 300 milioni di dollari. Insieme a lui sono coinvolti l’attuale ad di ENI e il noto faccendiere Bisignani.

ENI è una società che per il 26% è posseduta da Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta controllata per l’80% dal Ministero dell’Economia (MEF).

Il MEF detiene un 4% di azioni Eni. Il MEF è quindi il principale azionista di Eni e giunti a questo punto viene da chiedersi: ha un senso la partecipazione dello stato in questa società?

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20 luglio 2014

Gli amici degli inceneritori in parlamento: i partiti

inceneritore_moltiplica_rifiutiIn Commissione sono stati bocciati tutti gli emendamenti in discussione.  Eppure sembravano di buon senso.

Per esempio, i miei colleghi al Senato chiedevano di verificare il piano economico finanziario e la coerenza del piano rifiuti con la fattibilità dell’opera.

Oppure di destinare i fondi previsti per l’inceneritore per riorganizzare i vecchi centri di raccolta e trasformarli in siti di riciclaggio avanzato, sul modello Vedelago.

Contrari tutti.  Oggi continua la discussione.

Il MoVimento Cinque Stelle è contrario a qualsiasi tipo di incenerimento di rifiuti.

di Giulia Sarti

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