Rovato 5 stelle

16 aprile 2014

Veleni sotto le strade a Brescia. 2 arresti

brebemi_scorieVeleni e ancora veleni nascosti sotto l’asfalto delle più importanti arterie stradali della provincia. Veleni scaricati grazie anche alla complicità di qualche funzionario in Provincia.

Questa l’accusa mossa dal sostituto procuratore Claudio Pinto che ha portato la mattina dell’ 11 aprile all’arresto di un noto imprenditore del settore lavorazioni stradali (Mariano Gaburri, 60 anni) e di un dirigente del Broletto, Pietro Bondoni, geometra nel settore Lavori Pubblici. Altre dieci indagati tra i dirigenti pubblici. L’accusa per Bondoni, che si trova agli arresti domiciliari, è di peculato, falso in atto pubblico e ipotizzata turbativa d’asta. Mentre l’imprenditore è accusato di traffico illecito di rifiuti, poiché avrebbe smaltito illecitamente — negli scorsi anni — scorie non pericolose sotto la massicciata di diverse strade provinciali la Lenese, la Paullese (Cr), la Tangenziale Sud, ma anche la statale 345 in Valsabbia. I fatti contestati risalgono al 2009: per gli inquirenti c’era in sostanza un sodalizio tra imprenditore e funzionari, che avrebbero reso possibile gli illeciti commessi.

Tratto da BresciaPoint

11 aprile 2014

Pesticidi e salute: mappiamo la Franciacorta

Diserbi e pesticidi nei vigneti franciacortini: il buongiorno si vede nei campi dell’agricola Gatti ad Erbusco, terra smossa e niente giallo chimico. Nell’identica porzione di terra cambia il proprietario, qui è Camossi, e il diserbo c’è e si vede… ma se siamo un campo affianco all’altro, se la zona e le caratteristiche sono identiche perchè uno li fa e l’altro no?

Solo questione di spiccioli?

Peccato x camossi che si dice in giro sia un piccolo di alta qualità mentre solo conferme da gatti: attento e bravo!

Tratto da Franciacorta, Pesticidi e Salute

9 aprile 2014

7 punti per l’Europa. Giornata con Becchi e Cominardi a Palazzolo

unione_europeaPaolo Becchi, professore di Filosofia del Diritto all’Università di Genova, Claudio Cominardi, portavoce alla Camera dei Deputati si sono incontrati domenica 30 Marzo, nella sala civica di Palazzolo, con un centinaio di persone per parlare delle vere cause della crisi economica: i trattati internazionali che mettono le manette agli Stati ed alle loro economie, nell’indifferenza dei mass media e della classe politica che distraggono l’attenzione dei cittadini omettendo la verità o creando conflitti su tematiche irrilevanti.

E’ stata accompagnata dal portavoce Claudio Cominardi, con aneddoti del duro lavoro in Parlamento ed una straordinaria anteprima dei suoi studi per un’economia in cui tutti possano lavorare di meno mantenendo un alto livello di benessere attraverso la redistribuzione della ricchezza dal vertice della piramide sociale alla sua base;

E’ stata approfondita dal Prof. Paolo Becchi con un’analisi storico-politico-sociale dell’Europa, dalle sue origini ai giorni nostri, con rivelazioni-scoop sui veri interessi e le manovre che hanno dettato la sua ideazione, con i nomi ed i cognomi dei loro artefici;
La conferenza si è tramutata poi in una tavola rotonda, scambio tra cittadini che si confrontano per trovare insieme, nel rispetto di visioni diverse, la strada per uscire dai vincoli di sistema che partiti ed Europa della finanza hanno imposto.
Le domande del pubblico hanno dimostrato che lo stereotipo dell’italiano “ignorante” deve smettere di essere sbandierato.

Non sono mancate le risate nel comprendere i grotteschi errori commessi dalla vecchia classe politica, a scapito degli italiani che ora ne devono letteralmente PAGARE le conseguenze, trovandosi sul groppone Fiscal CompactMES, e meccanismi economici distorti dalla moneta unica.

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6 aprile 2014

La TAV cancella il 20% della superficie ricoperta oggi da vigneti

brebemi_02L’allarme dei produttori: «i lavori cancelleranno il 20% della superficie vitata». Tra i paesi interessati Desenzano, Pozzolengo e Peschiera per una quarantina di aziende.

«Il Consorzio Tutela Lugana doc – l’ha messo nero su bianco l’assemblea dei soci dello scorso 20 febbraio – non accetta così come è stato concepito il passaggio Tav in area Lugana, come peraltro già comunicato e ribadito in più occasioni nel corso dei vari anni a tutti i livelli istituzionali».

Una delle soluzioni possibili – sottolineano i produttori vinicoli che corrono il rischio di perdere, a causa della Tav, dai 225 ai 245 ettari di vigneto – potrebbe essere «il potenziamento della linea storica, inteso come utilizzo degli attuali binari ma con più treni in transito aiutati dalle nuove tecnologie elettroniche per il controllo a distanza. Altrimenti quella del passaggio sottoterra con galleria naturale o sotto di 4-5 metri dal livello del terreno attuale in galleria artificiale». Espressioni caute, queste, com’è guardingo e tutto sommato di basso profilo il tono del contendere – almeno fino a questo momento – che inevitabilmente contrappone i produttori vinicoli alle Ferrovie.

Il tracciato definitivo non è ancora stato definito e forse ciò induce alla prudenza, ma è fuori discussione che l’impatto sulla produzione di uno dei migliori e blasonati vini bianchi italiani, stando alle ipotesi sul tappeto, sarebbe molto importante.

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25 marzo 2014

Manovre occulte sugli appalti Expo

Archiviato in: Economia,Giustizia,Informazione,Politica,Rovato 5 stelle,Trasparenza — rovato5stelle @ 07:00
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expo“Una struttura illegale” all’interno di enti pubblici che opera su due piani ma al servizio esclusivo del direttore generale di “Infrastrutture Lombarde”. Antonio Giulio Rognoni in pole position fino a qualche settimana fa per diventare subcommissario per Expo2015 è arrestato nell’inchiesta che ha portato allo svelamento di una appalti truccati e strane concessioni di contratti di consulenze: 8 in totale gli arrestati (due in carcere e sei ai domiciliari) e una trentina di indagati. L’inchiesta ha di fatto decapitato la controllata della Regione Lombardia per la realizzazione di opere come ospedali, scuole ma anche il nuovo Pirellone, incaricata di conferire consulenze e assistenze legali stragiudiziali e assistenza tecnica-amministrativa per lavori legati a Expo. Ed è sull’esposizione universale, gli appalti e i lavori da assegnare – una torta da oltre 11 miliardi di euro – che emergono “manovre occulte” per pilotare gli appalti. Almeno due i casi individuati dalla Procura di Milano e riconosciuti dal giudice per le indagini preliminari tra i 70 capi di imputazione contestati a vario titolo: associazione a delinquere, truffa aggravata, falso e turbativa d’asta.

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20 marzo 2014

Il lobbista TAP in parlamento

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tap-manager-pdMentre alla Camera impazzava la discussione sulla legge elettorale, il superporcellumqualcuno si aggirava per i corridoi del “palazzo” scortato dai deputati Pd.

Eccolo immortalato mentre impegnato in chissà quali discussioni, Giampaolo Russo, ovvero “mr. Tap”, il rappresentante legale della società che costruirà il gasdotto che approderà in Puglia per portare gas dall’Azerbaijan, stato in cui da anni vige una dittatura spietata.

Ma cosa sarà mai venuto a fare a Montecitorio, mr. Tap?

Quali sono i motivi, secondo voi, per cui i lobbisti in questo Paese continuano a occupare le istituzioni con il beneplacito dei parlamentari della casta?

Tratto da M5S Parlamento

11 marzo 2014

Sorgenia: vogliamo lo stop all’aiutino di Stato per De Benedetti

debenedetti_sorgeniaIl MoVimento 5 Stelle mette il dito nella piaga del conflitto di interessi tra politica e affari che infesta il settore dell’energia e che blocca un reale sviluppo delle rinnovabili. I protagonisti? Sorgenia, azienda indebitata di Carlo De Benedetti che è anche la tessera numero 1 del Pd renziano che a sua volta guida il governo. E il cerchio si chiude.

Si sente puzza di aiuti di Stato al colosso con i piedi d’argilla dell’Ingegnere, un player che punta ancora sulle fonti fossili e che, a causa della crisi di domanda di energia, ha un buco da 1,9 miliardi. Le banche hanno il fiato sul collo di Sorgenia, il socio austriaco Verbund non vuole metterci soldi e nemmeno De Benedetti vuole ricapitalizzare, in linea con la migliore tradizione del nostro capitalismo straccione.

Meglio allora attaccarsi alla solita gonna stracciata dello Stato grazie all’anacronistico incentivo pubblico che risponde al nome di ‘capacity payment‘. Un “aiutino” per la cosiddetta capacità di riserva (ti remunero per tenere le centrali quasi sempre spente) che risale a una norma del 2003 e che ora il patron di Repubblica vorrebbe veder lievitare, secondo indiscrezioni, da 150 a 600 milioni di euro.

In aula, con un’interrogazione al governo, M5S ha fatto notare che il “tendenziale calo dei consumi, a partire dal 2008, probabilmente ha una natura strutturale” e che deriva anche da una auspicata efficienza energetica.

Sorgenia, però, ha puntato sulla tecnologia del ciclo combinato a gas e, foraggiata generosamente dalle banche, sulle centrali a turbogas. Quindi ha creduto ancora nelle fonti fossili: una scelta di cui oggi paga le conseguenze in termini di fatturato e di bilancio.
”Peccato che in soli cinque anni il mercato energetico, anche a causa della crisi economica, si sia drasticamente trasformato con il boom delle rinnovabili – ha fatto notare il M5S in aula – Risultato? Il parco centrali di De Benedetti si è trovato fuori mercato“.

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9 marzo 2014

La piramide del potere

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piramide_potereUna piramide. Al vertice banche e istituti finanziari presenti nell’azionariato di 43.000 multinazionali, di queste 1.318 aziende hanno più partecipazioni incrociate: l’azienda A può possedere quote dell’azienda B che a sua volta è azionista dell’azienda A, formando una ragnatela inestricabile di interessi. Questo è il vero potere. Un potere mondiale che spesso nomina i suoi rappresentanti nei governi, negli organismi di controllo internazionali e nelle banche centrali. E’ un grande club che finanzia i partiti e modella per i suoi fini lo scenario economico globale. Il nucleo centrale della rete delle 43.000 multinazionali è formato dalle 1.318 aziende con partecipazioni incrociate, il 40% di queste è controllato da 147 società che si trovano al vertice della piramide del potere globale(*). Secondo l’economista Glattfelder “Meno dell’1% delle multinazionali guida il 40% del totale“. L’un per cento di queste multinazionali sono per la maggior parte banche. Affermare che le banche governano il mondo e che, tra loro, vi sono accordi non scritti che influenzano le vite delle Nazioni è forse un’affermazione un po’ forte, ma certo è molto plausibile.

Chi le controlla? I loro nominati sono a capo dei governi?

L’elenco delle prime 30 multinazionali della piramide:

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3 marzo 2014

Stessa mano criminale nelle scorie sotto Brebemi e tangengiale a Orzivecchi

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brebemi_scorieÈ stata la stessa mano criminale a smaltire scorie non trattate d’acciaieria sotto la tangenziale di Orzivecchi e sotto la Brebemi. Per questo la procura di Brescia ha deciso (la mattina del 24 febbraio) di unire i due processi in uno solo. E di rinviare a giudizio tutti i 15 indagati, con processo a Bergamo il 7 maggio (perché a Bergamo aveva sede l’azienda di Locatelli, che ha inquinato). Contro gli inquinatori e chi non li ha controllati (tra loro infatti figura l’ex dirigente della Provincia Bortolo Perugini) si sono costituiti parte civile sia Legambiente che la Provincia di Brescia (per la sola tangenziale di Orzivecchi).

I RIFIUTI SOTTO LA TANGENZIALE - Molto simile il reato: centinaia di migliaia di tonnellate di scorie di acciaieria, senza essere inertizzate e rese non pericolose, sono state utilizzate come sottofondi stradali, anche se contenevano cromo e altri metalli pesanti. Per Orzivecchi sono sette gli indagati per traffico illecito di rifiuti, frode in pubbliche forniture e truffa, tra i quali un ex dirigente del Broletto. Per Brebemi, tra i cantieri di Cassano d’Adda e Fara Olivana con Sola non sono stati trovati veleni oltre i limiti di legge ma solamente una anomala granulosità delle materie. Le scorie erano transitate dall’impianto di Biancinella, di Locatelli: per la Procura le scorie (diverse provenienti da impianti del Bresciano, tra cui la Portamb di Mazzano) da lì non sarebbero mai passate.

LA RICHIESTA DELL’ACCUSA - Nel corso della prima udienza preliminare i sostituti procuratori Silvia Bonardi (titolare del fascicolo su Brebemi) e Claudia Moregola (cui fa capo l’inchiesta sui rifiuti di Orzivecchi) hanno chiesto al gip, Marco Cucchetto, di unificare i due filoni d’inchiesta. Richiesta accordata. Gli indagati per Brebemi oltre a Locatelli sono la moglie Orietta Rocca e i suoi collaboratori Andrea David Oldrati, Giovanni Battista Pagani, Bartolomeo Gregori, Egidio Grechi, Walter Rocca e Giorgio Oprandi. Gli indagati per Orzivecchi sono sempre i coniugi Locatelli ed alcuni dipendenti: Andrea Fusco, legale rappresentante della «Locatelli geom. Gabriele spa», Giovanni Battista Pagani, di Pontoglio e Bartolomeo Beniamino Gregori, responsabili logistica, e Angelo Suardi, addetto ai documenti in entrata e uscita da Biancinella. Nei guai è finito anche Paolo Perugini, ex dirigente della Provincia.

9 febbraio 2014

M5S : “Contributi editoria: presentata alla Camera la legge scritta dai cittadini”

Soldi e finanziamentiPresentata alla Camera la Proposta di Legge “Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria”. Anzi, la VOSTRA proposta di legge.

Per la prima volta nella storia infatti, sono stati gli stessi cittadini a scrivere i dettagli di una legge che viene presentata in Parlamento.

Nel primo esperimento di democrazia diretta on line della storia della Repubblica Italiana, lo “scheletro” della proposta, elaborato dai componenti della VII commissione, è stato sottoposto al contributo degli attivisti sulla piattaforma LEX del MoVimento 5 Stelle: i commenti pervenuti sono stati 4456, di cui 3269 suggerimenti, 639 integrazioni, 137 modifiche, 258 obiezioni e 57 vizi di forma.

Una partecipazione straordinaria, che si è tradotta in questi punti principali:

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