Rovato 5 stelle

12 luglio 2014

Il comune di Monaco risparmia milioni di euro passando a Linux

linux_logoMonaco è la terza città tedesca per numero di abitanti: 1.500.000. 16.000 impiegati al governo locale usavano tecnologia Windows per i loro lavori quotidiani. PC situati in posti diversi con necessità diverse. Nel 2001, c’erano 22 unità organizzative con la proprio team informatico. Un intreccio di diverse versioni software, patch, direttori condivise e permessi utente.

In vista della fine del supporto a Windows XP hanno progettato un enorme cambio di software collettivo. Le linee guida utilizzate sono state: grande numero di applicazioni, interoperabilità tra i diversi sistemi, aggiornamenti costanti, costo di gestione basso, libertà nell’accesso e nell’uso.

Il progetto “LiMux” è stato ovviamente contrastato il più possibile. Il CEO di Microsoft Steve Ballmer è volato direttamente a Monaco per incontrare il sindaco in persona.

Alla fine del 2012, il progetto LiMux ha raggiunto l’obiettivo principale: migrare 12,000 pc a Linux.

Il cambio ha fatto risparmiare alla città più di 10.000.000 di euro. 

Ad Agosto 2013, il costo dell’intero progetto ha raggiunto 23.000.000 comparati con la stima di 34.000.000 solo per aggiornare i sistemi a Windows 7 e alle nuove versioni di Microsoft Office.

tratto da Ubuntu Blog

 

10 luglio 2014

LEX: diminuzione del divario digitale. La gestione dei nodi di interconnessione internet

struttura di reteSi discute da molti anni nel nostro paese della questione del divario digitale, e dell’accesso alla banda larga, ma ad oggi il dato di fatto è che l’Italia resta davvero molto indietro in Europa, come dimostrano questi dati forniti da Eurostat

Con questo disegno di legge vogliamo ottenere tre cose essenziali:

  1. la prima è migliorare la qualità del collegamento ad internet per equipararlo finalmente a quello dei Paesi del mondo più avanzati;
  2. la seconda è far in modo che a goderne siano tutti i cittadini italiani in ogni regione ed in eguale misura;
  3. la terza è quella di affidare al servizio pubblico sia la gestione (alle Regioni) che la pianificazione (Ministero dello Sviluppo)

Gli obiettivi dei punti 1 e 2, si possono ottenere installando i punti di interscambio IXP in tutte le regioni in cui ancora non sono presenti. Un Internet Exchange Point (IXP), è un’infrastruttura fisica che permette a diversi fornitori di accesso (Internet Service Provider o ISP) di scambiare traffico Internet fra loro, interconnettendo le proprie infrastrutture attraverso accordi reciproci.
Lo scopo principale di un IXP è infatti quello di permettere alle reti degli ISP di interconnettersi fra di loro direttamente, attraverso il punto di interscambio, piuttosto che far passare il traffico attraverso uno o più provider esterni.

I vantaggi sono i seguenti:

  • Efficienza – la connessione diretta fra due reti, senza passaggi intermedi, minimizza il tempo necessario al traffico dati;
  • Affidabilità – la diversificazione delle connessioni che un operatore ha verso il resto degli ISP gli permette di evitare un “oscuramento” qualora un collegamento dovesse venire meno, aumentando così la ridondanza dell’infrastruttura di rete.

Hai qualche suggerimento/obiezione/critica/suggerimento? Iscriviti o Partecipa alla discussione

di Vilma Moronese | Guarda il video di presentazione

19 giugno 2014

Finanziamenti pubblici all’Unità: 56.000.000 di euro in 10 anni

L’Unità, storico giornale italiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924 sta chiudendo i battenti ed è attualmente in liquidazione con trattative aperte con l’impresa Pessina Costruzioni. In Italia, paese in cui tutto va al contrario, al 49°  post nella classifica della libertà di stampa, è normale che i partiti (oltre a percepire tonnellate di soldi pubblici ) abbiano i propri strumenti di propaganda finanziati con sempre con i soldi pubblici.

Per chi lo legge, basta guardare il sito web, sa benissimo che è diventato un organo di propaganda di partito (parimeto della Padania, Il Giornale etc etc… ) dove le informazioni vengono erogate e filtrate in base al tipo di notizia da dare. La cosa che più spaventa è l’indifferenza della stampa e dei media per la messa in liquidazione di un giornale dopo aver percepito tonnellate di soldi pubblici.

Una domanda che sorge spontanea: perchè continuare a finanziare attività che ormai sono in declino come i giornali di carta? Una metafora tecnologia potrebbe essere molto semplice. Vedete nel 2014 dei finanziamenti pubblici per l’impiego e l’uso del Fax nelle aziende?

Ecco i finanziamenti pubblici percepiti da l’Unità a partire dal 2003

  • 2003: 6.817.231,05 €
  • 2004: 6.507.356,94 €
  • 2005: 6.507.356,93 €
  • 2006: 6.507.356,94 €
  • 2007: 6.377.209,80 €
  • 2008: 6.377.209,80 €
  • 2009: 6.377.209,80 €
  • 2010: 5.656.442,55 €
  • 2011: 3.709.854,40 €
  • 2012: 3.615.894,65 €

Solo per questo giornale di partito sono stati spesi più di 56.000.000 di euro in 11 anni che sarebbero stati potuti utilizzare per incentivare e creare lavoro vero in Italia. Moltiplicate questi valori per gli ultimi 15 anni per tutti i giornali (o pseudo tali) e troveremo una buona porta di uscita di soldi pubblici dei cittadini.

Siamo campioni a sprecare denaro pubblico e questa è l’ennesima prova.

1 maggio 2014

Il test fai da te per il tuo vicino di casa amante del PD+/-L

Il Blog di RoVato ha preparato un volantino A4 che rappresenta un piccolo strumento d’informazione da stampare e diffondere a propri amici e parenti.

Un test di conoscenza semplice e veloce da fare per gioco e per divertimento per dimostrare alla prova dei voti in parlamento come i partiti prendono in giro i cittadini e per dimostrare come TV e Giornali di propaganda nascondono la verità di ciò che succede in parlamento.

Scarica la versione PDF adatta alla stampa | Oppure salva l’immagine e pubblica sul tuo profilo Facebook.

volantino_m5s_indecisi

 

Grazie al gruppo comunicazione del M5S di Bologna per la versione originale del file

10 aprile 2014

Porta il M5S nel tuo iphone/ipad. Installa l’app!

m5s_ipad_iphoneFinalmente è arrivata: l’attesissima app “Parlamento 5 Stelle” per iOS, sia per iPhone che iPad.
Potete scaricarla da qui via iTunes

E per chi ha Android, l’app relativa è scaricabile da qui

Diffondetela a tutti i vostri amici! L’informazione è conoscenza!

    

7 febbraio 2014

Bocciato il politometro. Cosa nascondono i politici di professione?

partitiTutti i partiti bocciano il “Politometro”. E’ stato respinto in Senato l’emendamento a prima firmaLaura Bottici, senatrice del Movimento 5 Stelle, che voleva l’istituzione di uno strumento per verificare i redditi dei politici prima, durante e alla fine del mandato parlamentare. ‘Una bocciatura”, ha commentato la senatrice, “vergognosa. La casta si arrocca su se stessa e dice no al Politometro che avrebbe permesso di controllare gli arricchimenti illeciti ai danni dell’Erari dipolitici e dirigenti pubblici”. Lo strumento sarebbe stato destinato a tutti coloro che hanno ricoperto “negli ultimi 20 anni incarichi di rilievo nelle pubbliche amministrazioni (dirigenti) e cariche pubbliche elettive, basato sul confronto del patrimonio del soggetto con tutti i redditi percepiti di qualunque natura e quelli dichiarati”. Solo il Movimento 5 Stelle ha votato a favore del Politometro (44 voti a favore). 157 i contrari (Pd, Forza Italia, Nuovo Centro Destra, Gal, Scelta Civica), 19 gli astenuti che in Senato valgono come voto contrario (Sel e Lega).

Ma la proposta di Grillo e dei suoi parlamentari non è nuova. Il primo a provarci era statoAntonio Di Pietro nel 1996, allora ministro dei Lavori pubblici: era sua la proposta per la creazione di un’”authority” contro la corruzione nella pubblica amministrazione e, tra i provvedimenti da adottare, prevedeva anche un’anagrafe patrimoniale per i dirigenti. Approvato al Senato, non trovò alcun seguito. A portare avanti il tema anche i radicali che dal 2007 hanno posto al centro delle loro battaglie la creazione di un’”Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati”, che permette l’accesso tramite web della documentazione che riguarda patrimonio e operato del singolo.

Il “Politometro” è uno dei venti punti del programma del Movimento 5 Stelle e vorrebbe essere la risposta (l’integrazione) al redditometro per i cittadini. “Vorrei integrare”, scriveva nel 2012 Beppe Grillo sul blog, “la proposta del redditometro con il “politometro”. Uno strumento che valuti la differenza tra ricchezza posseduta dai politici e dai funzionari pubblici dall’atto della loro nomina nell’arco degli ultimi vent’anni. Non è difficile realizzare un’applicazione che faccia la differenza tra patrimonio attuale (P2), patrimonio iniziale (P1) più il reddito ufficialmente percepito nel periodo (C). Quindi il risultato, che chiameremo Z, sarà dato da Z = P2 – (P1 + C). Se Z sarà superiore a 0, escludendo partite straordinarie come eredità o vincite al Superenalotto, la differenza dovrà essere restituita alle casse dello Stato con l’aggravio fiscale del 60%. Il politometro potrebbe essere applicato dalla prossima legislatura”. E concludeva: “Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere”. Ma una volta a Roma, a opporsi all’istituzione dello strumento per il reddito dei politici sono i partiti politici.

Tratto da il Fatto Quotidiano

4 gennaio 2014

Cosa è stato fatto a Parma?

A volte perdiamo il senso delle Cose fatte, lavori iniziati, lavori che stanno partendo, propositi per il futuro: per questo abbiamo pensato di elencare i fatti più rilevanti in un elenco consultabile in modo semplice e intuitivo su base temporale.

Al link http://goo.gl/IJO831 trovate la pagina che ripercorre azioni e fatti da Giugno 2012 in poi.

E’ facile non riuscire ad informarsi sempre sulle azioni positive che vengono svolte, adesso avete lo strumento per farlo. Passate parola e condividete.

parma_timeline

 

di Federico Pizzarotti

5 dicembre 2013

Proposta di legge costituzionale in discussione on line: Diritto di accesso alla rete.

networkNel S.O del M5S è in discussione un tema importante relativo alla democrazia in Italia, Cioè il diritto di accesso alla rete.

Se il diritto all’informazione coincide con il diritto stesso alla democrazia,è evidente che il grado di democraticità di uno Stato si misura sulla disponibilità delle informazioni, sull’estensione, la quantità e la qualità delle informazioni disponibili, sull’estensione del bacino di accesso alle informazioni, sulle modalità secondo cui esse circolano.

Il disegno di Legge proposto è un’iniziativa che non è nuova in Europauna legge simile è stata approvata in Finlandia il 1 luglio scorso, con un provvedimento ancora più specifico (In Finlandia da oggi la banda larga è un diritto). Per assicurarsi che tutti i Cittadini possano godere allo stesso modo del diritto di collegarsi a Internet, infatti, il Governo finlandese ha stabilito che tutti i provider sono obbligati a fornire a ogni residente una linea a banda larga con una velocità minima di 1 Mbps.

(more…)

28 novembre 2013

L’attività parlamentare sul tuo telefono

app_android_m5sInvita gli amici a scaricare l’app Parlamento 5 Stelle, l’app ufficiale del MoVimento Camera e Senato. Per restare aggiornati con le ultime informazioni provenienti dai canali ufficiali del Parlamento 5 Stelle: il portale parlamentari5stelle.it, il lavoro delle commissioni, i canali YouTube M5S Camera e Senato, le pagine Facebook. Scaricala subito, basta farti prendere in giro da TV e giornali!

http://m5s.info/androidm5s

11 novembre 2013

Bilancio camera dei deputati: milioni di euro per acquisto software e licenze

open-source-logoIn questo blog in passato si sono scritti parecchi articoli sul tema open source e software nelle pubbliche amministrazioni. Quanti soldi vengono spesi in Italia (comuni province regioni, parlamento senato scuole medie, superiori università) per acquistare licenze**?

Il vantaggio di avere persone (portavoce del M5S) libere all’interno delle istituzioni è la possibilità di avere a disposizione la documentazione esportata all’esterno. In questi giorni abbiamo fatto un esperimento e abbiamo analizzato il conto consuntivo della camera dei deputati per l’anno finanziario 2012.

Nelle varie voci di spesa leggiamo:

  • Spese per manutenzioni ordinarie software 2.885.000 €
  • Spese per attrezzature informatiche e software applicativo 8.000.000 €

Questi soldi riguardano solo l’aspetto software della Camera dei deputati.

Purtroppo nel documento non sono inseriti i dettagli delle voci componenti il capitolo di spesa, ma chiederemo ai nostri portavoce maggiori dettagli.

Vi rendete conto se moltiplichiamo questo valore per i dipendenti a livello nazionale magari con una programmazione decennale di sviluppo? Quanti soldi potrebbero essere investite nello sviluppo vero lontani dalle lobby che girano intorno al palazzo?

** Per licenza intendiamo l’acquisto di un sistema operativo (es: windows) o di un software (es: Office)
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