Rovato 5 stelle

19 giugno 2013

La prima delibera del comune di Pomezia

comune_pomezia

Vi ricordate Pomezia? Le contestazioni etc etc… Casualmente poi si sono dimenticati di dire il seguito. Il sindaco adesso è del M5S.

Ecco la sua prima delibera:

POMEZIA (Roma) 14-06-2013 Prima delibera della Giunta Fucci: taglio alle indennità di posizione per i dirigenti E’ datata 13 giugno la prima delibera della Giunta guidata dal Sindaco Fabio Fucci (M5S) Un atto di indirizzo che fissa la retribuzione di posizione dell’area dirigenti del Comune di Pomezia a 13.500 euro annui a fronte degli oltre 60.000 percepiti finora, riportando le indennità all’interno dei limiti stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (art. 16, comma 3, del CCNL del 22/02/2010) che prevede un valore minimo di 11.533,17 euro e un valore massimo di 45.102,87 euro.

Invitiamo tutti gli altri nuovi sindaci a fare lo stesso a partire da Brescia.

17 giugno 2013

Eni, shell e politica energetica italiana

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eni_nigeriaVi ricordate lo scandaloso video-denuncia di ciò che fa eni-shell in Nigeria?

“Il deputato Carlo Sibilia ha portato all’attenzione del governo-inciucio una “storia” che Global Witness, organizzazione internazionale governativa inglese, ha già raccontato all’assemblea degli azionisti ENI lo scorso 10 maggio. ENI e Shell sono le due multinazionali del petrolio più attive nel Delta del Niger. Secondo Global Witness ENI e Shell avrebbero pagato degli ex alti funzionari del governo nigeriano, per ottenere la licenza di un ricco giacimento offshore. Una procedura che viola le leggi internazionali anticorruzione, in quanto ogni contratto deve essere siglato direttamente con il governo, il quale ha assunto invece il ruolo di intermediario ricevendo in pagamento ben un miliardo e 92 milioni di dollari.

La risposta del Vice-Ministro Fassina: il Governo Italiano ammette candidamente di non avere alcuna possibilità di controllare questi affari. Il 30% di quote che lo Stato conserva su ENI, sopravvissute alla stagione delle privatizzazioni, opera di fatto come uno 0%. La politica energetica risponde a interessi di privati. Se lo sapesse Enrico Mattei, Presidente ENI e servitore dello Stato fino a lasciarci la vita che il supremo interesse del Paese si è oggi trasformato in un arbitrio su cui lo Stato non conta più niente. Ci avete tolto tutto, ma siamo venuti a riprendercelo.”

M5S Camera

14 giugno 2013

PCB: fondi stanziati per Brescia non spesi

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caffaroUn miliardo e 533 milioni. Una cifra da capogiro. È il danno ambientale creato dalla Caffaro a Brescia. Un danno conseguente all’avvelenamento di 7 chilometri quadrati di città (campi, orti, parchi pubblici) e di 21 chilometri quadrati di falde sotterranee, che continuano a trasportare nella Bassa quegli oli cancerogeni.

Una cifra ufficiale calcolata dall’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nel 2009 e riportata l’altro ieri dal ministro dell’Ambiente Andrea Orlando in risposta ad un’interrogazione (presentata da Salvatore Matarrese di Scelta Civica) che chiedeva l’inserimento dei comuni di Capriano del Colle, Castel Mella, Flero e Poncarale nel sito di interesse nazionale Caffaro.

Quel miliardo e mezzo di euro (lo 0,1 percento del Pil italiano) sono i soldi che lo Stato ha chiesto ai responsabili dell’inquinamento (Snia e Caffaro srl) a titolo di rimborso. Un rimborso che schizza a 3,4 miliardi se si tiene conto dei disastri ambientali creati dalla Caffaro in altri due stabilimenti: in Friuli (a Grado Marano) e in provincia di Roma (nella valle del Sacco).

Un rimborso che non arriverà mai, visto che quelle società sono in liquidazione (in pratica fallite) anche se un anno fa hanno iniziato un procedimento nei confronti della società Sorin spa (costituita mediante scissione) per il riconoscimento delle sue responsabilità.

Sarà il ministero dell’Ambiente quindi che dovrà sobbarcarsi i costi suppletivi. Per questo Matarrese (su sollecitazione dell’avvocato bresciano Barbara Tosoni e dell’onorevole Stefano Dambruoso, esponenti del partito dell’ex premier Monti) ha chiesto al ministro più fondi e l’attuazione della procedura d’urgenza prevista dalla legge 152 del 2006. Perché sono passati 12 anni dalla scoperta del disastroso inquinamento prodotto dalla Caffaro e il tempo perduto ha aggravato il problema estendendolo ai quattro comuni della bassa bresciana.

C’è un altro passaggio della risposta del ministro destinato a suscitare polemiche. Orlando ricorda i passaggi chiave della vicenda Caffaro: lo stanziamento (correva l’anno 2006) di 6,7 milioni di euro per i primi interventi di bonifica e l’accordo di programma firmato il 29 settembre 2009 con i comuni di Brescia, Passirano, Castegnato, Istituto superiore di sanità, Arpa, Asl e Sogesid che stabiliva le tappe della bonifica (ovvero i fossi, i giardini privati, un quinto del parco passo Gavia). Che succede dal 2006 al 2009? «Le risorse erano cadute in perenzione amministrativa». Termine burocratese per dire che – essendo nella disponibilità degli enti che non li hanno spesi – erano tornati nelle casse del ministero dell’Economia.

Il Comune di Brescia si è sempre difeso dicendo che quei soldi non poteva spenderli per non sforare il patto di stabilità. Ma fa ancora più specie sapere che sempre quei 6,7 milioni vengono trasferiti alla Regione Lombardia il 14 aprile 2011. Anche qui altri due anni andati in fumo.

Adesso si attende il progetto di bonifica della Sogesid e un’attenzione maggiore da parte della Regione, che ha già promesso 200 mila euro per effettuare altri duecento carotaggi Arpa nei quattro comuni della Bassa verso i quali scorrono i fossi che prima passano dalla zona Caffaro. Se a Castel Mella e Capriano del Colle l’Arpa ha già trovato orti e rogge inquinate, sono Flero e Poncarale ad essere molto preoccupati. «L’Arpa ha trovato livelli alti di Pcb nell’acqua del Garzetta – commenta il sindaco di Flero Nadia Pedersoli -. Vogliamo sapere se i nostri campi e i nostri giardini i sono inquinati».

Tratto da BresciaPoint

13 giugno 2013

La guerra ci fa schifo – intervento in parlamento

alessandro_di_battista_afganistanMercoledi 12 Giugno di è parlato di Afghanistan in parlamento. Da 12 anni in guerra e nessuno ne parla.

La guerra ci fa schifo perchè non è uno strumento di pace e serve solo a far arricchire i soliti noti, in quanto viene sempre fatta solo ed esclusivamente per motivi economici.

Ecco l’intervento completo di Alessandro di Battista.

Se avete 5 minuti di tempo vi consigliamo caldamente di vedere questo intervento.

Nessun TV e giornale manderà in onda queste parole, troppo occupati a portare avanti la missione di salvare i partiti amici.

9 giugno 2013

L’olio di ricino di Repubblica – 69° nella classifica della libertà di stampa

repubblica_gaf_olio_di_ricinoL’informazione dei giornali di regime è mirata solo ed esclusivamente a dimostrare la tesi che il M5S sia fascista, nazista, comunista, qualunquista etc etc etc… lo dimostra questo ennesimo scandaloso articolo di Repubblica.

Il quotidiano di De Benedetti (tessera numero 1 del PD) pubblica in homepage l’articolo di Marco Bracconi dal titolo “Olio di ricino a 5 Stelle” per poi rimuoverlo dopo pochi minuti! Il motivo della “censura” è abbastanza palese… Repubblica ha preso una cantonata clamorosa! Ecco cos’è successo:

La parlamentare del Movimento 5 Stelle, Laura Castelli, durante un intervento sulla TAV, riferendosi alle ditte in odor di mafia che inquinano gli appalti ha detto: ”…io a questi attori sì che darei l’olio di ricino“. Il riferimento all’olio di ricino è una chiara risposta al collega della Lega Nord, Stefano Allasia, che precedentemente rivolgendosi ai manifestanti NO TAV aveva detto:forse vi servirebbe un po’ di olio di ricino per capire.

Repubblica e compagni non potevano farsi scappare un’occasione simile… Una deputata dei 5 Stelle che parla di olio di ricino? Schiaffiamola subito in homepage e diciamo anche che si riferiva ai giornalisti! E così fecero…
Peccato che dopo pochi minuti e dopo aver probabilmente letto il resoconto stenografico, hanno immediatamente rimosso l’articolo!

Come spesso accade, però, la rete è più rapida della censura e l’articolo RIDICOLO di Bracconi che parla di olio di ricino da somministrare ai giornalisti è stato recuperato! 

(continua…)

8 giugno 2013

Cemento e pedemontana, c’era una volta la tutela del paesaggio

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pedemontana_coccaglio25.000 metri quadrati di cemento. Questi sono i numeri che cadranno sulla Pedemontana, un percorso di alto valore storico e paesaggistico di 14 chilometri che corre attorno al Monte Orfano. A Coccaglio un Comitato si sta battendo per impedire che l’ennesima cementificazione selvaggia cancelli uno dei paesaggi più caratteristici e unici dell’area sud del monte orfano.

Domenica 9 Giugno si terrà una manifestazione per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccontare i piani in progetto dall’amministrazione del comune di Coccaglio nella zona. I dati sono allarmanti:

  • 13.000 mq per una scuola, centro civico, palestra e parcheggi
  • 12.230 mq per ville e villette

Quanti sono gli alloggi sfitti a Coccaglio e nel bresciano? Davvero è necessario cementificare anche quest’ultimo angolo del monte rimasto intatto al selvaggio sviluppo edilizio franciacortino? Davvero non è possibile ristrutturare l’esistente?

6 giugno 2013

Libertà di stampa in Italia: 69° posto

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camera_abolizione_porcellumL’Italia è al 69esimo posto nella classifica della libertà di informazione secondo il rapporto del 2013 di Freedom House. Un Paese giudicato semi libero. Ci precedono, tra gli altri, Ghana, Nauru, Papua New Guinea, São Tomé e Príncipe, Isole Solomon, Samoa, Tonga, Namibia e Guyana.

Le televisioni influenzano il giudizio degli italiani più di qualunque altro media, i giornali sono infatti poco diffusi da noi sia come numero assoluto, sia in relazione alle altre nazioni europee. Per un ovvio sillogismo quindi, se l’informazione in Italia è manipolata, filtrata, schierata, adulterata, la massima responsabilità è delle televisioni e di chi ne fa parte.

Lo so, è la scoperta dell’acqua calda se tre canali nazionali sono di proprietà di Berlusconi in palese conflitto di interessi in quanto concessionario e gli altri tre dei partiti che li usano per la loro propaganda. I cittadini non possono decidere senza conoscere, né giudicare le scelte della politica. Non sono liberi.

Un esempio della libertà di stampa in Italia? Rimane il Porcellum la legge elettorale più antidemocratica degli ultimi 50 anni. Lo scorso 29 maggio, alla Camera, 415 deputati hanno votato contro l’abolizione dell’attuale legge elettorale. La notizia non è passata, i media sono rimasti a guardare in silenzio. PERCHE? Gli unici che hanno votato a favore dell’abolizione sono stati Movimento 5 Stelle e SEL.

4 giugno 2013

L’economia delle risorse naturali

economia_delle_risorseForse i media tradizionali non gli hanno dato abbastanza voce, ma Jacque Fresco è un noto “progettista sociale e futurista”, come ama definirsi.

E’ considerato un Leonardo Da Vinci dei nostri tempi, che teorizza e riproduce fedelmente su carta – con tanto di disegni e calcoli strutturali – il futuro, come dovrebbe essere e come sarà, se l’uomo vuole sopravvivere.

Esperto in molti ambiti, dalla scienza alla filosofia, dalla tecnologia all’architettura e dall’ingegneria al disegno industriale – suoi originari campi di studi e di esperienze lavorative –, Fresco dedica la sua vita ad insegnare nelle università e a promuovere, a chiunque sia interessato, queste sue “teorie pratiche”.

Le condizioni necessarie per un futuro sostenibile sono le informazioni, l’intelligenza e lacooperazione applicate alle risorse naturali (fonti di energia rinnovabili) e alle tecnologie. Alcune sue città progettate sono sottomarine, altre galleggianti, tutte ad alta efficienza energetica e in linea con l’ambiente, vale a dire auto-sostenibili.

(continua…)

31 maggio 2013

Report, chi sono i 27.943 donatori?

donazioni_m5sOn line è disponibile un elenco di tutte le donazioni effettuate on line dai sostenitori e attivisti del M5S.

27.943 voci dove spiccano alcuni dettagli non da poco che differenzia il M5S dal marasma dei partiti.

Tutte donazioni di piccola taglia, secondo i calcoli una media di 50 EU a donazione.

In ogni donazione è presente l’iniziale del nome e del cognome. Perchè chi dona 20 EU dovrebbe volere rendere noto il proprio nome? Si sta parlando di donazioni o di sponsor? Il problema esiste quando le donazioni diventano di grossa taglia, dove viene il sospetto che dietro alla grossa donazione ci siano favori o scambi sottobanco.

Una delle più imbarazzanti visto la situazione dell’azienda è la donazione di 98.000 EU fatta da Riva nei confronti del PD,  oppure l’elenco di finanziamenti che ogni partito possiede che passano attraverso le fondazioni dove la trasparenza e la tracciabilità delle transazioni non è obbligatoria.

30 maggio 2013

Elezioni amministrative Brescia: il confronto 2013 – 2008

amministrative_brescia_2013_2008Oggi proseguiamo l’analisi delle ultime votazioni locali prendendo in analisi il comune di Brescia.

Molto più vicina alla nostra realtà anche in questo caso come per l’esempio di Roma si notano delle interessanti novità.

Un tonfo, non ci sono altre parole per definire le votazioni amministrative del comune di Brescia. I dati parlano chiaro. Nel 2008 il M5S non esisteva e non si presentò alle elezioni. Nel 2013 si presenta e salvo sorprese dovrebbe riuscire a entrare nel consigli comunale ed avere accesso a tutti gli atti che solitamente rimangono off limits per i cittadini.

Salta subito all’occhio il numero di voti persi dai principali partiti:

  • Lega Nord: 58% in meno
  • PDL: 61% in meno
  • PD: 25% in meno
  • Per il movimento 5 stelle era il primo test alle amministrative per il comune di Brescia
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