Rovato 5 stelle

15 dicembre 2014

Autostrada Brebemi, costi aumentati e pochi pedaggi: in arrivo i soldi dello Stato

renzi_maroni_brebemiL’infrastruttura che doveva nascere e prosperare in project financing e senza nessun finanziamento pubblico ora è costretta a sperare nell’aiuto di governo e Regione Lombardia, che stanzieranno intorno ai 300 milioni di euro. Ma dalle istituzioni non confermano. Doveva essere l’autostrada costruita senza alcun finanziamento pubblico. Ma presto, di soldi dello Stato, alla Brebemi ne arriveranno tanti: più di 300 milioni, gran parte dal governo e un po’ da Regione Lombardia. La nuova arteria che collega Milanoa Brescia rischia così di perdere l’ultimo vanto che le è rimasto, visto che quello di opera utile, sinora, non ha potuto spenderlo per nulla, a causa delle sei corsie semideserte. Con un numero di passaggi giornalieri che lo scorso settembre non raggiungeva i 20mila, a fronte dei 40mila promessi per il 2014 in fase di progetto e ai 60mila da raggiungere a regime. E ora bisogna metterci una pezza.

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11 dicembre 2014

Dove firmare il referendum sull’euro a Brescia e provincia

fuoridalleuro_bigIl prossimo weekend di Sabato e Domenica 13-14 dicembre 2014 il “MoVimento 5 Stelle” inizia la campagna nazionale di raccolta firme per la legge costituzionale di iniziativa popolare per indire un referendum di indirizzo sull’euro.

Invitiamo tutti a firmare il 13/14 dicembre presso i seguenti banchetti a Brescia e provincia (elenco aggiornato ad oggi):

Sabato 13 Dicembre

Domenica 14 Dicembre

  • Gambara: Piazza IV Novembre dalle 09.00 alle 13.00
  • Gardone Valtrompia: Via Mameli 2 dalle 09.00 alle 17.00
  • Orzinuovi: Piazza Vittorio Emanuele II dalle 09.00 alle 12.00

Guarda  la mappa completa aggiornata in tempo reale | Dentro o fuori dall’euro? | Domande frequenti

3 novembre 2014

Ndrangheta in Lombardia: in manette politico Pd, infiltrazioni in Expo

Filed under: Informazione,Politica,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Trasparenza — rovato5stelle @ 08:33
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mafiaL’operazione Quadrifoglio fotografa i nuovi assetti dei clan. In carcere l’ex consigliere comunale di Rho Calogero Addisi. Ricostruita la presenza dei boss nei subappalti dell’Esposizione universale. Un politico e due facce. Quella pubblica e quella della “malavita sbirraglia”. Un politico del Partito democratico. Ancora. Un affare: terreni industriali da comprare e riconvertire in residenziali. Paga la ‘ndrangheta, garantisce il consigliere comunale Calogero Addisi. Garantisce per sé e per i parenti che stanno in Calabria. Incassa voti nel comune di Rho e si fa comandare dal boss Pantaleone Mancuso che lo riceve (è il 2012) nella sua villa in contrada agro di Limbadi. Perché come spiega il collaboratore di giustizia Antonino Belnome “un locale è forte quando ha le sue radici in Calabria, il nord non conta niente senza la Calabria”.

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2 novembre 2014

Napolitano: quello che nessun giornale racconta

napolitano-silenzio-mafiaOccorre dosare le parole, esiste infatti il reato di vilipendio nei confronti del Capo dello Stato ma i fatti sono fatti. Ecco 12 azioni commesse da questo soggetto, politicamente, indecoroso.

  1. Giorgio Napolitano è entrato in Parlamento l’anno della morte di Stalin. Era il 1953 e i suoi 61 anni di politica sono costati al contribuente italiano oltre 16 milioni di euro tra stipendi e rimborsi vari.
  2. Nel 1956, quando i carri armati sovietici massacravano gli studenti a Budapest dichiarava che l’URSS stava portando la pace in Ungheria.
  3. Nel 1981 definì le parole di Berlinguer sulla questione morale (“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali”) “vuote invettive”.
  4. Nel 1993, quando la Guardia di Finanza si presentò alla Camera per richiedere gli originali dei bilanci dei partiti (in epoca tangentopoli) il Segretario generale della Camera, su ordine dell’allora Presidente Napolitano, oppose ai finanziari l’immunità di sede, ovvero il divieto per le forze dell’ordine di entrare a Montecitorio.
  5. Durante il processo sulle tangenti ENIMONT Craxi, dichiarò all’allora PM Di Pietro che “non è credibile che il Presidente della Camera, onorevole Giorgio Napolitano, che è stato per molti anni ministro degli Esteri del PCI e aveva rapporti con tutta la nomenklatura comunista dell’Est a partire da quella sovietica, non si fosse mai accorto del grande traffico (di finanziamento irregolare) che avveniva sotto di lui”.
  6. Mentre è Ministro degli Interni viene criticato per non aver fatto sorvegliare Licio Gelli, boss della P2, condannato, tra l’altro, per depistaggio sulla Strage di Bologna e bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano), che riesce a fuggire all’estero.
  7. Il Ministro degli Interni Napolitano, con la legge Turco-Napolitano, istituisce i CPT, i Centri di Permanenza Temporanea, vere e proprie prigioni per clandestini in mano alle solite cooperative degli amici degli amici.
  8. Era Ministro degli interni quando venne posto il segreto di stato sulle confessioni del camorrista Schiavone che già nel 1997 aveva raccontato il dramma della Terra dei Fuochi.
  9. Da Presidente della Repubblica firma senza batter ciglio (pur potendo esercitare il potere di rinvio presidenziale) due leggi-porcate berlusconiane: Lodo Alfano e Legittimo Impedimento. Entrambe le leggi vengono poi dichiarate incostituzionali dalla Corte.
  10. Nel 2012 concede la grazia al colonnello USA Joseph L. Romano condannato, assieme ad altri 22 agenti della CIA, per il rapimento ed il sequestro sul territorio italiano dell’Imam di Milano Abu Omar.
  11. Ha mantenuto una condotta poco trasparente riguardo al processo sulla Trattativa Stato-Mafia. Ha sollevato il Conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo, in merito ad alcune intercettazioni telefoniche indirette riguardanti lo stesso Capo dello Stato. Intercettazioni che poi sono state distrutte. Inoltre non ha espresso alcuna solidarietà al PM Di Matteo quando quest’ultimo ha ricevuto una vera e propria condanna a morte dal boss Totò Riina.
  12. Non si è presentato spontaneamente ai giudici di Palermo che lo volevano interrogare nell’ambito del processo sulla Trattativa. Sarà costretto solo dalla decisione della Corte di Assise di Palermo.

Noi non dimentichiamo Presidente, noi non stiamo zitti perché il silenzio è mafia. La rete è libera e queste informazioni viaggeranno per l’eternità e tutti sapranno cosa lei ha fatto. Con rispetto.

Alessandro Di Battista

31 ottobre 2014

Riforma Renzi: le province ora vengono elette senza passare dai cittadini

berlusconi-renziPiù o meno abbiamo capito tutti che l’abolizione delle Province non solo non avvenuta ma è lecito pensare che non avverrà mai (almeno per merito del governo Renzi che ha utilizzato anche questo argomento come spot). Oltre a tutto ciò i cittadini sono stati messi in condizione di non capire quello che è realmente accaduto dopo la riforma Del Rio e quali saranno le ripercussioni.

La scorsa Domenica 12 ottobre si sono tenute le elezioni nella provincia di Brescia con il metodo elettivo previsto dalla riforma, metodo che, è di fatto l’unico o quasi ad aver abolito qualcosa, ovvero la partecipazione democratica della popolazione alle urne.

Solo i Sindaci ed i Consiglieri dei Comuni infatti hanno avuto la possibilità di accedere alle linee programmatiche dei vari gruppi o candidati e in seguito di esprimere il proprio voto (segreto). Un metodo questo che vede il Meetup Chiari molto critico sia nei confronti della riforma sia nei confronti di quei Sindaci e di quei gruppi politici che nel silenzio più assordante vi hanno aderito, conformandosi ad un metodo totalmente anti democratico.

Considerato l’alto numero di Liste Civiche presenti alle scorse amministrative in tutta la Provincia ed appurato che per il “Patto di Governo” a Chiari si siano valutate più le persone che le appartenenze ideologiche o partitiche, almeno è questo che piace dire ai diretti interessati, vorremmo cercare di capire se lo stesso metodo sia stato utilizzato per esprimere il voto dal nostro Sindaco Massimo Vizzardi, e dai membri del Consiglio Clarense per le recenti elezioni Provinciali (Area Vasta), sempre che, anche loro come noi vogliano riconoscere ai Concittadini se non il diritto di votare almeno quello di sapere dov’è la linea di confine in cui le liste civiche si spogliano dei nobili panni di persone e vestono quelli maleodoranti di casta di Partito.

Meetup Chiari

29 ottobre 2014

I soldi della BCE alle banche. La risposta di Draghi

valli_draghi“Vi ricordate le operazioni di LTRO del 2011 dove le banche hanno ricevuto 1.000 miliardi dalla BCE a tassi vicini allo 1% e con i quali hanno comperato titoli di stato facendo utili a palate con i BTP al 6/7% di rendimento senza rischiare nulla? Bene, la BCE durante l’estate, dopo quasi 6 anni di crisi, disoccupazione record ed inflazione quasi piatta, si è resa conto della necessità di erogare denaro all’economia reale. Draghi ha quindi annunciato il lancio delle TLTRO.. quella T in più sta per Targeted, cioè destinate a finanziare qualcosa in particolare: l’economia reale.
Il 3 Luglio la BCE ha annunciato in maniera trionfale le nuove operazioni definendone la quantità, circa 1.000 miliardi, e le modalità di erogazione. Draghi con vigore e sicurezza dichiarava: “le banche private che riceveranno questi soldi saranno obbligate a prestarli all’economia reale”. Mentre tutti osannavano le nuove operazioni e il presidente della BCE, i nostri portavoce studiavano attentamente il documento tecnico di attuazione, scoprendo purtroppo che al suo interno non era previsto nessun obbligo concreto di prestito da parte delle banche verso l’economia reale.
Le banche private avranno quindi la possibilità di ottenere finanziamenti a lungo termine ad un tasso dello 0,15% annuo e per minimo due anni, e con questi soldi potranno fare quello che vogliono: speculare sui titoli di stato, sui derivati, sul mercato azionario, ecc. Nelle varie audizioni di Draghi al Parlamento europeo i nostri portavoce gli hanno chiesto più volte di chiarire ai cittadini la faccenda, ma a voce il presidente ha sempre cercato di sviare il discorso, dicendo l’ultima volta “io faccio l’interesse dei cittadini e non degli amici della City e Wall Street“. Stanchi di questo atteggiamento, i nostri ragazzi in parlamento hanno fatto un’interrogazione diretta alla BCE con obbligo di risposta scritta, per smascherare l’inganno. La risposta è arrivata. Il presidente Mario Draghi, incalzato, non ha potuto girare intorno alle domande e ha ammesso che le banche potrebbero comperare titoli di stato con questi soldi e che non esistono di fatto obblighi concreti di destinazione. Alcuni media hanno ripreso la notizia, omettendo tuttavia di citare il fatto che fosse grazie al M5S che la verità era venuta a galla.
Chiederemo ora a Draghi se ritiene giusto continuare a prestare soldi a tassi dello 0,15% alle banche private per ingrassare le tasche dei top manager e dei loro azionisti mentre cittadini e imprese in difficoltà devono morire, affidarsi agli strozzini o, quando sono fortunati, pagare tassi di interesse molto più alti. Avrà il coraggio di dirci la verità? Alla prossima puntata.”

I portavoce M5S al parlamento europeo

28 ottobre 2014

Consultazione Online su unioni civili e convivenze

consultazione_unioniOggi martedì 28 ottobre 2014 dalle ore 10.00 alle ore 19.00 si svolgerà la consultazione online su unioni civili e disciplina delle convivenze.

Potranno votare tutti gli iscritti al portale del Movimento abilitati al voto (con iscrizione anteriore al 1 luglio 2014).

Sei favorevole all’introduzione nel nostro ordinamento giuridico delle unioni civili fra persone dello stesso sesso?
Esprimi la tua preferenza qui.

Prima di votare puoi leggere il post esplicativo del capogruppo M5S Alberto Airola.

Aggiornamento Risultati: Hanno partecipato alla votazione 25.268 iscritti certificati. 21.360 hanno votato sì. 3.908 hanno votato no. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

22 ottobre 2014

I rapporti tra le lobby del gioco e Matteo Salvini

salvini_fannulloneMatteo Salvini nel 2010 quando era già europarlamentare e consigliere a Milano per la Lega, era considerato un amico su cui contare dalla Sisal, il gigante del gioco. Il Nucleo di Polizia Tributaria di Milano ha acquisito nell’ambito dell’inchiesta sui fidi facili della Bpm (nella quale è indagato anche l’amministratore della Sisal Emilio Petrone) le email tra i manager della Sisal preoccupati per i controlli della Polizia municipale contro la prima sala giochi aperta nel centro di Milano: la Wincity di piazza Diaz.

Il 27 aprile 2010, il responsabile relazioni istituzionali di Sisal, Giovanni Emilio Maggi, presenta la sala al sindaco Letizia Moratti e scrive a Petrone: “Il sindaco ha manifestato qualche preoccupazione per una ‘sala giochi’ a due passi dal Duomo”. Un mese dopo, Maggi incontra il capo di gabinetto del sindaco e scrive ai suoi capi che se il comune dovesse appoggiare l’operazione “ne deve avere un vantaggio (…) un progetto di ‘partecipazione sociale’ e di ‘restituzione’ per giustificare la benevolente condivisione del progetto da parte del Comune e del Sindaco in particolare”.

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5 ottobre 2014

La lista dei parlamentari condannati che continuano a prendere il vitalizio

vitalizi-condannati-parlamento-italiaGode di ottima salute l’esercito dei condannati premiati in Parlamento.

L’Italia che non spende perché in deflazione, quella che s’attaccata agli 80 euro e alla promessa del tfr in busta paga ne ha in quantità.

E imperterrita continua a versare pensioni ai tangentari di ogni legislatura.

Nessuno in vent’anni ha impedito la beffa che ormai è storica, sistemica e ciclicamente vien fuori a sfidare la resistenza dei cittadini.

Da 1600 euro al mese fino a raggiungere i 7.000 euro al mese. Una vergogna.

Leggi l’articolo completo | La lista dei condannati con vitalizio

4 ottobre 2014

PCB Caffaro: l’inchino dell’ASL agli industriali

caffaro«Il sito Caffaro lo abbiamo studiato abbastanza. Adesso dobbiamo procedere con le bonifiche»: questa la considerazione di Loredana Musmeci, direttrice del dipartimento ambiente dell’Istituto Superiore di Sanità, ieri a Brescia per il convegno sul sito Caffaro, organizzato dall’Asl.

Se la bonifica del sito Caffaro procede molto a rilento (e manca addirittura un piano per risolvere il problema delle altissime concentrazioni di Pcb e diossine sotto il capannone di via Milano) proseguono invece gli studi per capire i pesantissimi effetti sulla salute pubblica. Il punto dei lavori è tracciato il 22 settembre al convegno organizzato all’associazione industriale bresciana.Sede che non ha mancato di creare un’aspra polemica con il coordinamento dei comitati ambientalisti, che ha parlato di un «inchino» dell’Asl agli industriali. Polemiche che per i vertici dell’azienda sanitaria «sono strumentali»: serviva un’aula che contenesse 320 iscritti al seminario, tutto qui («perché non chiederla all’università» ha però controreplicato la Lascialfari).

Polemica a parte, che cosa è emerso nel convegno?

(more…)

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