Rovato 5 stelle

16 aprile 2014

Veleni sotto le strade a Brescia. 2 arresti

brebemi_scorieVeleni e ancora veleni nascosti sotto l’asfalto delle più importanti arterie stradali della provincia. Veleni scaricati grazie anche alla complicità di qualche funzionario in Provincia.

Questa l’accusa mossa dal sostituto procuratore Claudio Pinto che ha portato la mattina dell’ 11 aprile all’arresto di un noto imprenditore del settore lavorazioni stradali (Mariano Gaburri, 60 anni) e di un dirigente del Broletto, Pietro Bondoni, geometra nel settore Lavori Pubblici. Altre dieci indagati tra i dirigenti pubblici. L’accusa per Bondoni, che si trova agli arresti domiciliari, è di peculato, falso in atto pubblico e ipotizzata turbativa d’asta. Mentre l’imprenditore è accusato di traffico illecito di rifiuti, poiché avrebbe smaltito illecitamente — negli scorsi anni — scorie non pericolose sotto la massicciata di diverse strade provinciali la Lenese, la Paullese (Cr), la Tangenziale Sud, ma anche la statale 345 in Valsabbia. I fatti contestati risalgono al 2009: per gli inquirenti c’era in sostanza un sodalizio tra imprenditore e funzionari, che avrebbero reso possibile gli illeciti commessi.

Tratto da BresciaPoint

23 febbraio 2014

Discarica Macogna: falda a rischio

Archiviato in: Ambiente,Informazione,Rifiuti,Rovato 5 stelle,Salute — rovato5stelle @ 16:54
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macognaIl Tar di Brescia ha rifiutato la sospensiva chiesta dai Comuni di Rovato, Travagliato e Berlingo per la discarica nell’ex cava Macogna, decidendo di anticipare al 6 giugno l’esame nel merito e chiedendo alla Provincia di chiarire eventuali rischi di inquinamento della falda. La falda in questione alimenta una ventina di pozzi, non collegati alla rete idrica, e il pozzo Trento da cui dipende l’acquedotto di Berlingo.

«Il dispositivo del Tar non è stato ancora depositato, ne sono stata informata dall’avvocato» ha spiegato Cristina Bellini, sindaco di Berlingo. «Non sono preoccupata di questa decisione, quanto del rischio di inquinamento. Tanto più che dal 2010 mi risulta che nessuno abbia controllato la situazione del sarcofago realizzato dentro la Macogna, per tombare rifiuti smaltiti abusivamente anni prima. Con gli altri Comuni abbiamo assunto il geologo Alberto Maccabruni per verificare condizioni e rischi della discarica: sono preoccupata come i miei cittadini per gli episodi di discariche abusive con rifiuti tossici smaltiti come inerti».

Il sindaco di Rovato, Roberta Martinelli, preferisce non commentare la decisione del Tar, mentre prosegue la polemica sulla ex Rovedil, e sul parere positivo del Comune nella Conferenza dei servizi che ha preceduto l’approvazione dell’impianto della Macogna. Il circolo Pd ha deciso di sostenere la raccolta firme delle associazioni del territorio per il riconoscimento del Plis Macogna (Parco locale di interesse sovracomunale). Per il segretario Angelo Bergomi «il pronunciamento del Tar non è un buon viatico per l’udienza di merito su cui peserà molto il parere favorevole alla discarica dei Comuni di Cazzago e Rovato nella Conferenza dei servizi. Spero che le criticità evidenziate da alcune associazioni ambientaliste sulla protezione della falda, portate in parlamento dall’interrogazione dell’onorevole Miriam Cominelli, e il cumulo degli impatti con Brebemi e Tav inducano i giudici ad accogliere i ricorsi».

Tratto da BresciaPoint

21 febbraio 2014

Domani Convegno sui rifiuti a Brescia: Calotta o “porta a porta”?

calotta_portaportaUn convegno per mettere a confronto il sistema “a calotta” con il “porta a porta”. Si terrà sabato 22 febbraio 2014 alle 15, presso il Centro Civico A. Papa – Via Santellone 2 Brescia (zona Badia), un convegno organizzato dal MoVimento 5 Stelle di Brescia, mirato a confrontare difetti e virtù dei due modelli di gestione dei rifiuti tra cui Brescia dovrà presto scegliere: porta a porta e cassonetti a calotta.

La posizione del MoVimento 5 Stelle sul tema, spiega una nota, non nasce da una “ideologia”, ma dal confronto con i dati ufficiali e con i modelli più virtuosi d’Italia e del mondo, che saranno presentati e confrontati durante l’evento. All’evento interverranno:

  • ALESSIO CIACCI – Personaggio Ambiente 2013
  • ING. MASSIMO CERANI – consulente per la gestione dei rifiuti
  • DINO ALBERTIPortavoce Deputato M5S alla Camera
  • LAURA GAMBAPortavoce Consigliere M5S nel Comune di Brescia
  • GIAMPIETRO MACCABIANIPortavoce Consigliere M5S in Regione Lombardia

20 febbraio 2014

Aereoporto militare di Montichiari: sequestrata area di 27.000 mq

Archiviato in: Ambiente,Informazione,Rifiuti,Rovato 5 stelle,Salute — rovato5stelle @ 07:00
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montichiari_tossico_militareAnche un’ex pista dell’aeroporto militare di Montichiari (Bs) è stata trasformata in discarica abusiva di rifiuti pericolosi. I carabinieri dei Noe di Brescia hanno trovato decine di lastre di eternit sbriciolate e sostanze chimiche abbandonate da tempo. Nella provincia lombarda con il più alto tasso di criticità ambientali (dopo Milano e il suo hinterland) succede anche questo. I militari comandati dal capitano Alessandro Placidi, sono intervenuti dietro l’ennesima segnalazione dei cittadini e hanno messo sotto sequestro un’area di 27.200 metri quadrati (valore di 300mila euro) attualmente di proprietà della Pama Prefabbricati, società che realizzava capannoni ma che —schiacciata dalla crisi —oggi è in liquidazione.

I RIFIUTI ABBANDONATI. L’area sequestrata è larga 16 metri e lunga un chilometro e 700 metri: corrisponde all’ ex pista di rullaggio aereo già proprietà del demanio pubblico e risalente alla seconda guerra mondiale (dismessa nel 1999). Il timore degli inquirenti è che sotto i cumuli di rifiuti pericolosi e inerti si possano celare grosse quantità di Eternit ed altre sostanze chimiche smaltite abusivamente negli anni passati. È stata informata la procura della Repubblica di Brescia ed è scattata una denuncia contro ignoti per i reati di abbandono incontrollato e gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non. Verranno effettuate altre analisi di Arpa e Asl per capire quanto i veleni abbiano contaminato l’ambiente e la falda. Perché parte dei rifiuti dati alle fiamme hanno probabilmente sprigionato diossina.

MONTICHIARI, EMERGENZA AMBIENTALE . Ambiente che a Montichiari è già compromesso, come dimostrato tra l’altro dalla puntata di Presa Direttadel 10 febbraio: il paese conta 16 discariche (tra dismesse , abusive e attive) per un totale di 15 milioni di metri cubi di rifiuti stoccati. Tra queste l’Ecoeternit, sequestrata nell’ottobre 2012 (dissequestrata 9 mesi dopo) perché smaltiva amianto non inertizzato regolarmente. C’è anche il sito ValSeco della Systema Ambiente di Malio Cerroni — il re della monnezza romana finito nelle scorse settimane agli arresti— dove sono finite 10mila tonnellate di scorie di nerofumo dal sito inquinato ex Sisas di Pioltello. Systema che avrebbe dovuto bonificare, per un accordo con il Comune, tre vecchie discariche (Accini, Baratti, Bicelli). Non l’ha mai fatto.

Tratto da BresciaPoint

8 febbraio 2014

La bidonata delle centrali a biomassa

centrale_biomassaE’ un mondo difficile. Ti dicono di aver trovato una soluzione a un qualche problema e poi scopri che in realtà ti avevano venduto fumo. E proprio di fumo si tratta in questo articolo. In particolare in quello che, a quanto pare, si sta rivelando un formidabile imbroglio: le centrali a biomasse. Leggete cosa scriveva Loris Mazzetti su ‘il Fatto’ del 23 ottobre del 2013.

Dopo aver accennato agli aspetti positivi delle centrali a biomasse spiega: “Qui però finisce la favola, perché con il trascorrere del tempo il costo dell’energia invece di diminuire è aumentato a causa del reperimento del legno per alimentare la centrale: le segherie locali portano lo scarto a 400 km di distanza perché è più remunerativo. Negli ultimi anni in Italia le centrali sono sorte come funghi perché, oltre a produrre energia alternativa, crea business non alla comunità ma alla proprietà, grazie agli incentivi e a un uso speculativo del prodotto che le alimenta.

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5 febbraio 2014

Benzopirene nella discarica di Rovato?

ex-sisasSpunta anche il nome di Rovato nell’inchiesta su presunti smaltimento irregolari di rifiuti che, partendo dall’ex polo chimico di Pioltello Rodano, l’ex “Sisas”, sta facendo tremare mezza Lombardia, arrivando a coinvolgere i vertici regionali dell’Arpa.

Nelle 450 pagine di ordinanza emessa dalla Dda (direzione distrettuale antimafia) di Milano si mette nero su bianco un’indagine che ha portato all’arresto di 6 persone e alla messa sotto indagine di 38.

Tra questi ultimi, secondo quanto riportano oggi i media locali (e non solo), c’è anche Giovanni Piotti, legale rappresentante della discarica ex Rovedil di Rovato, gestita da Linea Ambiente.

Secondo quanto sostenuto dai magistrati, i rifiuti provenienti dal milanese – 280mila tonnellate, molte delle quali classificate come pericolose – sarebbero in realtà state sversate in giro per la Lombardia, ricorrendo a codici meno “dannosi” rispetto a quelli in realtà necessari per trattare scorie derivanti dalla lavorazione chimica.

Nel Bresciano sono 30mila le tonnellate “sospette”. Di queste, ragiona la Dda, 615 sarebbero arrivate a Rovato, verosimilmente in via I Maggio, all’ex cava Rovedil, diventata discarica nel 1996, chiusa una prima volta nel 2003, poi riaperta ancora per problemi con le pendenze e chiusa definitivamente nell’estate 2011.

Entrando nello specifico dell’inchiesta, a Rovato sarebbero state conferite illecitamente 615 tonnellate di “nerofumo”, contenente il benzopirene, sostanza potenzialmente cancerogena.

Le altre discariche bresciane coinvolte sono Calcinato (19mila tonnellate), Montichiari (10mila tonnellate) e Maclodio (2mila).

Tratto da rovato.org

24 gennaio 2014

Cancro e inceneritori: la censura del quotidiano “La Repubblica”

Patrizia_GentiliniLettera aperta (e finora non pubblicata dal primo destinatario) a firma di 50 MEDICI E BIOLOGI ITALIANI

20 Marzo 2009 – La lettera che segue è stata inviata più di 10 giorni fa a “Repubblica”, ma nonostante le sollecitazioni non è stata pubblicata. I mittenti hanno deciso allora di inviarla a diversi giornali nella speranza di ottenere la visibilità richiesta.

La lettera è in difesa della dottoressa Patrizia Gentilini, letteralmente “aggredita” verbalmente dal presidente della Provincia di Firenze (oggi candidato sindaco) dopo che la Gentilini si era permessa di esprimere – da oncologa – il suo parere fortemente contrario agli inceneritori e termovalorizzatori (quelli che i medici di mezza Italia ormai chiamano più correttamente “cancrovalorizzatori”).

Gent.mo Direttore,

nell’edizione di Firenze di Repubblica del 25 febbraio scorso è riportato l’articolo sull’apertura della causa civile per diffamazione intentato dalla dr.ssa Patrizia Gentilini nei confronti del presidente della Provincia di Firenze e candidato a sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi.

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14 gennaio 2014

Una politica globale per spegnere gli inceneritori

pizzarotti_video_manipolatoMi rivolgo ai sindaci capoluogo emiliani: a ‪Parma‬ nel giro di un anno la differenziata ha raggiunto il 58%. Con una politica determinata continuerà ad aumentare e, come in tutti i Comuni in cui è stata introdotta, si ridimensionerà fino a funzionare con successo e a pieno regime, garantendo salute e un risparmio in bolletta senza precedenti. Ma la Regione ha confessato di avere un altro pensiero per la testa: frenare la differenziata nei comuni capoluogo salvaguardando gli 8 inceneritori presenti. In poche parole la Giunta del Pd sta puntando a più inceneritori e a meno differenziata, quando Parma ha dimostrato di poter realizzare l’esatto contrario. Una politica così arretrata, dispendiosa, e grave per la nostra salute, non si era mai vista. Allora faccio appello ai sindaci capoluogo emiliani: soltanto Parma e Forlì desiderano per i loro cittadini una politica che sappia combinare salute, gestione pubblica delle risorse e risparmio nei costi? Le nostre proposte sono da mesi sul tavolo della Regione: adesso si vedrà se la politica di Bologna ha voglia davvero di cambiare.”

di Federico Pizzarotti

21 dicembre 2013

Fukushima, record radiazioni: uccidono in 20 minuti

fukushima_incidenteLa situazione in Giappone è inversamente proporzionale al modo in cui i media trattano l’argomento facendolo sparire da qualsiasi notizia.

La TEPCO ha rilevato livelli record di radiazioni su un condotto che collega gli edifici del reattore ad un tubo di ventilazione alto 120 metri situato all’esterno
I livelli delle radiazioni esterne hanno raggiunto il livello più alto presso la centrale nucleare giapponese di Fukushima, avverte la società che opera all’interno del sito. Le radiazioni rilevate nell’area vicina al tubo d’acciaio che collega i diversi edifici del reattore potrebbero uccidere una persona in 20 minuti, ha riferito una testata d’informazione locale.

Gli operatori all’interno dell’impianto e l’ente responsabile per la decontaminazione Tokio Electric Power Company (TEPCO) hanno rilevato lo scorso venerdì livelli record di radiazioni su un condotto che collega gli edifici del reattore ad un tubo di ventilazione alto 120 metri situato all’esterno. La TEPCO ha misurato le radiazioni in otto diversi siti intorno alla tubazione rilevando quelle più elevate in due postazioni con valori rispettivamente di 25 Sievert e 15 Sievert all’ora, secondo le dichiarazioni della società.

Secondo l’emittente locale NHK, questi valori sono i più alti mai registrati fuori dalle sedi dei reattori. La TEPCO in precedenza aveva fatto sapere che nella tubazione erano state rilevate delle radiazioni che raggiungevano come minimo un valore di 10 Sievert all’ora.

Il tubo di ventilazione usato per far fuoriuscire i gas radioattivi dopo il giorno del disastro può ancora contenere sostanze radioattive, ha aggiunto la TEPCO.

Il terremoto del Marzo 2011 ha scatenato uno tsunami che ha colpito le coste del Giappone, danneggiando l’impianto Daiichi di Fukushima e causando la fusione di tre reattori nucleari. A causa dei danni, i reattori hanno bruciato all’interno del basamento di calcestruzzo mentre l’acqua che veniva usata per raffreddarli si è infiltrata nel suolo contaminando le falde acquifere nei pressi dell’impianto nucleare. L’acqua radioattiva che era immagazzinata nel sito è defluita tutta nell’Oceano Pacifico.

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16 dicembre 2013

Rifiuti zero: l’esempio di Mira

differenziata_mira_mercatoDallo scorso 28 novembre anche i rifiuti prodotti in occasione del mercato settimanale del giovedì a Mira andranno conferiti in modo differenziato.

A questo scopo di pria mattina, su un’area appositamente individuata Veritas depositerà due container scarrabili, suddivisi in comparti, per la raccolta differenziata di carta e cartone, frazione organica e vegetale del rifiuto umido, rifiuti misti (con esclusione di carta e umido).

A conclusione della loro attività, gli operatori commerciali sono invitati a pulire lo spazio occupato e a conferire i rifiuti nei contenitori, rispettando questa differenziazione, entro le ore 14.30, così da consentire la successiva pulizia stradale da parte degli operatori di Veritas.

Un altro piccolo passo – commenta l’assessore all’Ambiente Maria Grazia Sanginiti – per ottimizzare il servizio di raccolta dei rifiuti, incrementare il livello di differenziazione e contenere i costi complessivi del servizio che gravano sulle attività economiche e sulle famiglie.

Mira 5 Stelle | V3Day – Guarda il video dell’intervento di Paul Connett, ideatore della teoria Rifiuti Zero

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