Rovato 5 stelle

7 agosto 2014

Tassa dei rifiuti a Brescia città: +20% in 4 anni

inceneritore-brescia-fumata-nera-diossineLa tassazione dei rifiuti ha registrato un incremento del 20% negli ultimi 4 anni. È quanto sostiene la Federconsumatori che chiede di « contenere gli aumenti, più efficienza e più equità».

Dall’indagine nazionale del Creef (Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori) sui `Servizi e Tariffe Rifiuti´, risulta che «al momento solo una quarantina di città capoluogo hanno definito il regolamento della nuova tassa sui rifiuti, mentre il quadro della Tares 2013 è pressoché completo.

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14 luglio 2014

La disinformazione sulla raccolta differenziata

calotta_portaportaPoi leggi articoli come quello di Pirani su “La Repubblica” e ti rendi conto di quanto, una volta di più, sia necessario raccontare altri modelli che, da anni, portano risultati concreti e tangibili.

A differenza di quanto sostiene l’autore del pezzo, la raccolta differenziata porta a portaspinta dei rifiuti non costa di più dei sistemi spalleggiati dalla gran parte della politica nazionale che prima crea (ad arte) le emergenzeper poi invocare soluzioni che sono contro il buonsenso e, tra le altre cose, ciò che ci chiede nientemeno che l’Europa. Abbiamo dimostrato, e da anni, che il porta porta spinto costa meno dei sistemi a cassonetto stradali. Questo perché, a parità di produzione rifiuti, diminuendo tantissimo il peso dei rifiuti cosiddetti indifferenziati, il bilancio economico chiude con un saldo positivo. In più, sempre a parità di rifiuti, con il porta a porta si creano molti ma molti più posti di lavoro capillarmente distribuiti sul territorio e i cittadini ci guadagnano, grazie ad una tariffazione puntuale che consente di premiare i virtuosi penalizzando chi fa peggio la raccolta.

Non sono opinioni da bar, ma esperienze concrete, consolidate e verificabili. Potrei citarle decine di comuni italiani: da Ponte nelle Alpi (Bl) a Camigliano (Ce), passando per Trento, Parma, Treviso, Capannori (Lu). Basterebbe che lei visitasse l’Italia giudicandola non con i pregiudizi e i ritornelli che da vent’anni e oltre, sulle tematiche ambientali, certi ambienti rilanciano stancamente.

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3 luglio 2014

Inceneritore Brescia: altra fumata nera e rilevamenti fuori uso per un mese

inceneritore-brescia-fumata-nera-diossineUna nube nera che esce dall’inceneritore più grande d’Europa, la seconda in due anni ad alzarsi sulla città di Brescia di cui non si conoscono con precisione gli effetti sull’ambiente e sulla salute della popolazione. È successo lo scorso 27 aprile, poco prima delle 12, anche se il gestore dell’impianto –A2A Ambiente – ha informato le autorità dell’incidente solo la sera del giorno successivo quando già circolavano le fotografie della nube scattate da un passante. La multiutility A2A rassicura precisando che “tutti i valori si sono mantenuti costantemente e abbondantemente sotto i limiti autorizzati”. Ma l’Agenzia regionale per l’ambiente rileva – in una relazione datata giugno 2014 che ilfattoquotidiano.it ha potuto consultare – che ci sono state “interruzioni durante il campionamento” nei minuti in cui era in corso l’incidente. I dati sulle diossine, quindi, non sono stati registrati dall’azienda.

 

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2 luglio 2014

Gussago: il porta a porta fa passare la differenziata dal 47% al 76%

monnezza_differenziataIl servizio è attivo da un anno e si calcola una riduzione della raccolta indifferenziata, inoltre la differenziata ha subito un aumento di percentuale, dal 47,2% al 76,5%.

I dati sono calcolati da gennaio-luglio 2013 ai primi mesi del 2014.
I prezzi sono aumentati ma nel 2015 si prevede una riduzione delle tariffe, l’assessore all’Ambiente Giovanni Coccoli ha detto: ” I cassonetti non offrivano di certo un bello spettacolo visivo e olfattivo, ora i sacchetti vengono ritirati la mattina e il problema è decisamente minore; il servizio costa di più ma la tariffa calerà nel 2015. La riduzione di indifferenziato va ad abbassare le tariffe”.

Non mancano le lamentele, molti cittadini continuano a lamentarsi per i sacchetti per strada, inoltre nutrono dubbi sul sistema, molti sono convinti che tutti i rifiuti finiscano nell’inceneritore, oltre che per i costi maggiori, ma l’assessore rassicura la popolazione: “Stiamo cercando di arginare il fenomeno di abbandono del rifiuto con le contravvenzioni. Aprica guadagna sulla differenziata e quindi il ragionamento dell’inceneritore non ha alcun senso”.

Tratto da Brescia Point

28 giugno 2014

La transizione verso le economie locali

Rob_Hopkins_video_economie_localiSe la crescita globale e globalizzata andava bene per il ventesimo secolo, quando c’erano combustibili fossili a basso prezzo, ora non è più fattibile, bisogna utilizzare la resilienza e far sì che siano le persone normali a fare accadere il cambiamento.  Io viaggio per tutto il mondo e vedo che queste cose stanno accadendo.  I governi possono fare delle cose, le aziende e le imprese possono farne altre, ma per superare la crisi ci vuole la gente normale, che rappresenta la grande riserva di risorse, di energia, non sfruttata“.

Guarda il video integrale (con sottotitoli in italiano) | Rob Hopkins

25 giugno 2014

Inceneritore Brescia: Biomasse? No bioballe

inceneritore-brescia-fumata-nera-diossineHo rivolto al Ministro dell’ambiente un’interrogazione sulle BIOBALLE dell’inceneritoreA2A di Brescia.

A fine febbraio la Regione Lombardia ha rilasciato la nuova AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per l’inceneritore.

Sulla stampa locale sindaco e assessori hanno dichiarato che il Comune è riuscito a mantenere il vincolo del «30% di biomassa» sul totale conferito, come sarebbe dovuto essere fino ad oggi («quando l’inceneritore nacque il Comune espresse l’orientamento: 30% di biomasse e tetto al conferito», Emilio Del Bono, Sindaco di Brescia, Bresciaoggi, 22 gennaio 2014).

La realtà è ben diversa.

L’A.I.A. stabilisce che sul totale dei rifiuti conferiti il 30% debba essere costituito da rifiuti speciali, non biomasse. Inoltre, dai codici C.E.R.* dei rifiuti bruciati nel solo 2012 risulta che i rifiuti speciali che avrebbero potuto avvicinarsi alla definizione di “biomasse” non superavano il 2%.

Azienda e comune ci hanno sempre raccontato che il 30% dei rifiuti bruciati erano “biomasse”, in realtà sono sempre stati speciali. E ancora lo saranno. D’altronde A2A non ne fa mistero: «L’inceneritore non si tocca, in futuro rifiuti speciali da tutta Italia» (Paolo Rossetti, direttore generale A2A, Corriere della Sera – Brescia, 8 dicembre 2013).

Le hanno inventate tutte pur di far digerire alla cittadinanza un mostro costato un miliardo di euro per bruciare risorse e renderle irrecuperabili per sempre. Forse è il caso di dire la verità ai cittadini, non credete?

Mettetevi l’animo in pace. Quel camino azzurro, che quasi si confonde nel cielo, appollaiato in un’oasi verde, non ha niente, niente, niente di ‘ecologico’.

di Vito Crimi | Testo dell’interrogazione parlamentare

23 giugno 2014

La compostiera di quartiere

Filed under: Ambiente,Economia,Proposte tematiche,Rifiuti,Rovato 5 stelle,Societa — rovato5stelle @ 07:00
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compostiera_di_quartiereBucce di banana e altri residui di pranzi e cene ora si buttano in una macchina che mangia i rifiuti ”in diretta”.

Arriva infatti il primo sistema per il compostaggio locale collettivo a uso pubblico. E’ stato inaugurato oggi a Capannori, in provincia di Lucca,nella mensa comunale da 250 pasti al giorno, in occasione della Settimana europea per la riduzione dei Rifiuti. Unico precedente in Italia e’ un privato in provincia di Ancona.

Il macchinario arriva dalla Svezia e puo’ trattare oltre 20 tonnellate l’anno di frazione organica, che corrispondono al fabbisogno di circa 250 abitanti (circa 100 famiglie).

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21 giugno 2014

A Brescia un decesso su tre è a causa di tumore

Filed under: Ambiente,Rifiuti,Rovato 5 stelle,Salute — rovato5stelle @ 07:00
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Medico-tristeza-hg_038068e8ca964cc6d46509658d8bf9f6Un dato su tutti: sui 9.973 deceduti nel corso del 2012 all’interno del territorio di competenza dell’Asl di Brescia in quasi il 34 per cento dei casi la causa è stato un tumore. Solo le malattie al sistema circolatorio hanno avuto un’incidenza maggiore toccando il 35 per cento dei casi.

Complessivamente, rispetto alle aspettative di vita, i tumori nel corso del 2012 hanno fatto perdere 16.496 anni potenziali di vita (il 43 per cento di quelli complessivamente persi con i quasi 10mila decessi). L’altra faccia della medaglia è che dal 2000 al 2012 è cresciuta l’età media di sopravvivenza: 3 anni in più per le donne e più di 4 per gli uomini. In totale nel corso del 2012 sono morte per cause tumorali 3.351 persone e 643 di queste hanno perso la vita per un cancro maligno al sistema respiratorio (trachea, laringe, bronchi o polmoni).

Molto più staccate, rispettivamente con 339 e 308 decessi, ci sono le forme tumorali legate al colon e al fegato. Osservando la mortalità si scopre come nel territorio dell’Asl di Brescia questo indice sia superiore del 12 per cento rispetto alla media nazionale nella popolazione maschile e del 6 per cento nelle donne. Un livello di mortalità che secondo i dati dell’Azienda sanitaria di Brescia non si discostano da quanto fatto registrare in media in Lombardia. Mentre nella popolazione femminile dell’Asl di Brescia il tasso di mortalità dal 2000 al 2013 si rimasto pressoché invariato, negli uomini la mortalità si è ridotta del 20 per cento.

«La nostra provincia – spiega Michele Magoni, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico dell’Asl di Brescia – resta ai primi posti per la mortalità a livello nazionale e i dati di genere dimostrano come nel corso degli anni le donne abbiano mutato i loro stili di vita».
Una conferma la si ottiene se si prende in considerazione l’andamento della mortalità per tumori alle vie respiratorie, un cancro che ancora risulta fatale (solo nel 14 per cento dei casi tra gli uomini e nel 18 per cento tra le donne la diagnosi porta ad un miglioramento).

«Tra il 2000 e il 2012 – osserva Magoni – si sono registrati 8.383 decessi per questa forma tumorale, ma mentre negli uomini il tasso di mortalità è diminuito del 30 per cento tra le donne si osserva una tendenza all’aumento anche se va sottolineato come la mortalità femminile sia inferiore del 9 per cento rispetto alla media nazionale».

Tratto da Brescia Point

17 giugno 2014

La discarica in Franciacorta arriva a Roma grazie ad una interrogazione del M5S

Discarica-Bosco-stellaUna contraddizione sottolineata nei giorni scorsi dai deputati bresciani del Movimento 5 Stelle che hanno presentato un’interrogazione parlamentale contro la discarica di Bosco Stella. I sindaci dei comuni di Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano sulla questione hanno indirizzato una lettera al Premier, proprio nei giorni scorsi. Dino Alberti, Claudio Cominardi, Tatiana Basilio e Giorgio Girgis Sorial intendono così «permettere al governo — scrivono in una nota — di ribadire che l’eventuale autorizzazione di questa discarica compromette la qualità del nostro territorio ed in particolare della Franciacorta, zona rinomata, tra l’altro, per la produzione di vini marchio docg di altissima qualità».

«Riteniamo che la normativa vigente – spiegano i deputati Cinque stelle firmatari dell’interrogazione – non tuteli a sufficienza il territorio, minimizzando i fattori di pressione ambientale, degli impatti ambientali dei progetti e dei rischi cumulativi sulle risorse agricole, ambientali, sugli ecosistemi e sulla salute dei cittadini residenti. Oltre ai danni di stampo ambientale, su cui più volte è stata posta l’attenzione, abbiamo pertanto fatto presente al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, come un nuovo impianto danneggerebbe pesantemente l’immagine della Franciacorta e la qualità delle colture vitivinicole presenti. Di fatto chiediamo dunque il loro intervento per evitare che un’altra discarica si insedi nel territorio, in questo caso nell’area “Bosco stella”»

La discarica del Bosco Stella, nel progetto di Aprica A2A, prevede il conferimento di 4 milioni di tonnellate di rifiuti solidi speciali non pericolosi. Sulla discarica hanno già dato parere negativo Arpa, Asl, i quattro Comuni interessati (Castegnato, Ospitaletto, Paderno e Passirano), oltre che i vari comitati.

Tratto da Brescia Point

15 giugno 2014

Inceneritore di Brescia brucerà i rifiuti provenienti da tutta Italia

Filed under: Politica,Rifiuti,Rovato 5 stelle,Salute,Trasparenza — rovato5stelle @ 07:00
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funzionamento_inceneritoreIl comune di Brescia “svende la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini per un piatto di lenticchie”: è la denuncia del coordinamento dei comitati ambientalisti della Lombardia che in conferenza stampa ha denunciato la richiesta, avanzata dal comune, di bruciare nell’inceneritore rifiuti di importazione.

Gli ambientalisti parlano di un accordo tra comune e A2a capestro per cittadini e ambiente. Un accordo di gran lunga peggiorativo rispetto a quello del 2004: allora si fece valere la giorstificazione che di fronte a un vantaggio economico si sarebbe recuperato denaro per iniziative ecologiche dell’assessorato all’ambiente. Ora però questo quadro è mutato sottolineano gli ambientalisti  e anche quella giustificazione non ha più alcun valore, è cresciuta la sensibilità ambientale e si impone un ridimensionamento dell’inceneritore.

Il coordinamento dei comitati ambientalisti della Lombardia sottolinea inoltre quello che definisce “l’imbroglio delle cosiddette biomasse, un linguaggio ingannevole che spaccia per rifiuti non pericolosi rifiuti caratterizzati in origine come pericolosi.

Operazione grave che ha spinto il coordinamento a denunciare la delibera presso il comitato per la legalità e la sicurezza insediato dalla stessa amministrazione comunale. La delibera è peggiorativa anche su un terzo punto: A2a ha introdotto un meccanismo che lega la dimensione del contributo annuale alla quantità dei rifiuti inceneriti, vale a dire più rifiuti si bruciano più soldi arrivano nelle casse del comune”.

Ascolta alcuni passaggi della conferenza stampa con l’intervento dello storico ambientalista Marino Ruzzenenti.

Ascolta anche la seconda parte della conferenza stampa con l’intervento di Marino Ruzzenenti e Massimo Cerani.

Ascolta la terza e ultima parte della conferenza stampa con gli interventi di Imma Lascialfari, Marino Ruzzenenti e Maurizio Bresciani.

Il comunicato diffuso dal Coordinamento dei Comitati Ambientalisti.

Tratto da Brescia Point

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