Rovato 5 stelle

22 febbraio 2015

Le 14 promesse di Renzi un anno dopo. Quante sono state mantenute?

Filed under: Informazione,Politica,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Trasparenza — rovato5stelle @ 20:36
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berlusconi-renzi si celebrano i primi 365 giorni del governo Renzi. Vediamo quali promesse ha rispettato in questo primo anno di mandato:

1 – L’art. 18 dello Statuto dei lavoratori: se le parole di Renzi avessero qualche valore, l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori non sarebbe mai stato eliminato. Nel 2009 Renzi dichiarava: “io ho detto che non ho trovato un solo imprenditore in 3 anni che faccio il sindaco che mi abbia detto, Caro Renzi io non lavoro a Firenze o in Italia perché c’è l’articolo 18. Nessuno me l’ha detto. Non c’è nessun imprenditore che ponga l’art. 18 come un problema. Mi dicono c’è un problema di burocrazia, di tasse, etc” (fonte). Renzi invece ha fatto esattamente il contrario: ha demolito lo Statuto dei Lavoratori, ha abolito l’art. 18, ha consentito il demansionamento, ha consentito di sorvegliare i dipendenti sul proprio posto di lavoro e ad oggi ha mantenuto in vita tutti i contratti precari. Confindustria e Marchionne ringraziano;

2 – Le grandi opere: una battaglia che il nostro Premier voleva combattere prima di andare al governo poi, però, anche questa volta ha cambiato idea. Nel novembre 2012 alla domanda le grandi opere sono prioritarie per il Paese? Il Premier rispondeva: “NO, per 3 motivi. Uno perché le grandi opere creano meno occupazione che le piccole opere. Due perché è dimostrato che le piccole opere che riducono la congestione del traffico hanno il miglior rapporto benefici/costi. Tre perché il ritorno economico è nettamente migliore per le opere più piccole” (fonte). Renzi invece ha fatto esattamente il contrario: ha varato “lo sblocca Italia”, un decreto legge che riguarda solo grandi opere pubbliche, tralasciando le piccole. Ha consentito di trivellare il Paese, avremo più cemento e appalti assegnati in via diretta, poteri infiniti dei Commissari sulle bonifiche,rischio idrogeologico, oltre a incrementare ulteriori scandali legati ad infiltrazioni mafiose;

3 – Il Pil e disoccupazione: temi che preoccupavano molto il Premier. Nel febbraio 2014 diceva: “In 5 anni il Pil ha perso 9 punti, la disoccupazione è raddoppiata al 12,6% e quella giovanile al 41,6%. Non sono numeri da crisi ma numeri da tracollo” (fonte). Il Premier cominciava il proprio mandato in maniera molto ottimista facendo una previsione di crescita del Pil del 0,8. Ottimismo che veniva subito sbugiardato dai dati Ocse che stabiliva un calo del Pil italiano dello 0,4%. Durante il suo mandato poi la disoccupazione in Italia è cresciuta arrivando a livelli storici, ovvero quella generale al 13,4% e quella giovanile al 43,9%.

4 – Abolizione delle Province: Renzi il “risparmiatore” dichiarava che con l’abolizione delle province si risparmia! Poi affermava “io dico prudenzialmente 3.000. 3000 persone che dall’elezioni del 25 maggio smetteranno di avere un’indennità della politica e troveranno l’ebbrezza di tornare al proprio lavoro”. “Alcuni potranno dire, è poco! Ma è un segnale importante. E’ arrivato il momento di dire basta al fatto che guadagnano sempre i soliti e si inizia a tagliare sui costi e sui posti della politica” (fonte). Belle parole quelle di Renzi. Peccato però che a conti fatti si è trattato solo di fuffa. Nessuna abolizione delle province è stata fatta, bensì un semplice riordino che addirittura ha creato ben 13 città metropolitane e quindi, anziché far risparmiare l’indennità delle 3000 persone a cui faceva riferimento ha esteso l’indennità a ben altri 26.000 nuovi Consiglieri comunali e ad altri 5.000 nuovi assessori (fonte). Una vera abolizione delle province, invece, avrebbe portato un risparmio di oltre 2 miliardi di euro per l’Italia. Alla faccia del risparmio!

5 – Riforma del Senato: secondo Renzi i costi del Senato andavano ridotti. Nel gennaio 2014 dichiarava: “1 miliardo in meno all’anno”. Ma purtroppo, anche in questa occasione il nostro Premier si è sbagliato di brutto. Dopo il parere chiesto dal Movimento 5 stelle alla ragioneria dello Stato è venuto fuori che il risparmio totale della riforma di Renzi è di 49 milioni all’anno e non di 1 miliardo. Ma non solo. Secondo Renzi il Senato sarebbe il colpevole dei ritardi delle riforme. Ma così non è. La colpa è del governo. Una volta che le riforme vengono fatte, sono i governi a dover dare attuazione. Se monitoriamo i ritardi burocratici che frenano l’operatività delle misure approvate dai governi Monti, Letta e Renzi vediamo come mancano ben 511 decreti attuativi. (fonte), per cui altra falsità detta dal Premier.

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20 gennaio 2015

Guardi la TV? Scopri quanto è pluralista il tuo TG con OpenTG

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opentgOpenTg è un progetto che nasce nel settembre del 2014 allo scopo di diffondere i risultati del monitoraggio sul pluralismo politico in televisione. Su questo sito saranno pubblicati i dati sulle presenze di soggetti politico-istituzionali nei telegiornali nazionali, con aggiornamenti costanti sulle deliberazioni dell’Autorità Garante per le Comunicazioni. Il pluralismo è elemento essenziale della libertà di espressione in ogni società democratica. L’Italia è al 49esimo posto nel mondo per la libertà di informazione, sulla base del World Press Freedom Index realizzato dall’associazione Reporter Senza Frontiere. Il sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri è direttamente collegato alle esigenze democratiche, sociali e culturali di ogni società, nonché all’esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione, come sancito nel Protocollo sul sistema di radiodiffusione allegato al Trattato di Amsterdam. Pertanto, uno degli obiettivi principali del progetto è quello di rendere fruibili i dati statistici attualmente disponibili sotto forma di report e comunicazioni dell’Autorità.

Visito il sito web | Consulta i dati

14 gennaio 2015

Il cittadino che smaschera Renzi su Facebook.

renzi-dimezzamento-parlamentariRenzi sui social network scrisse:

Dimezzare il numero dei parlamentari e l’indennità, eliminare il vitalizio per consiglieri regionali e parlamentari. Non è antipolitica ma l’unico modo per ridare dignità alla politica. Oggi Bersani ha fatto un passo in avanti in questo senso. Benissimo, Segretario, meglio tardi che mai, ma va bene così. Adesso andiamo in Parlamento con la proposta e vediamo chi si oppone…

Il 12-01-2015 il PD vota contro al dimezzamento del numero dei parlamentari per amor del Nazzareno. Ormai è palese che la parola data la mantiene solo con Silvio.

Internet a differenza di giornalisti, tv e giornali non dimentica le promesse dei politici.

 

1 gennaio 2015

BreBeMi: con 360 milioni, diventa l’autostrada più sussidiata del mondo

renzi_maroni_brebemiVa avanti senza fine la polemica sui contributi pubblici all’autostrada A35 BreBeMi dopo la mancata defiscalizzazione della società presieduta da Francesco Bettoni.

Pochi giorni fa la Regione Lombardia ha stanziato nel bilancio per i prossimi tre anni 60 milioni di euro e dopo la smentita del ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi sugli aiuti statali “aspettando di rivedere il progetto visto che si parla di un’autostrada completamente finanziata da privati”, Dario Balotta, responsabile dei Trasporti di Legambiente Lombardia analizza l’aiuto previsto con la legge di stabilità 2015 approvata e che prevede 300 milioni di euro in quattordici anni, dal 2017 al 2031.

Nata con la promessa di autofinanziarsi, la BreBeMi, con un contributo complessivo di 360 milioni, diventa ora l’autostrada più sussidiata del mondo. Prima di Natale – dice Balotta – la Regione Lombardia, nella sua legge regionale finanziaria 2015, aveva approvato il riequilibrio del malandato piano economico della BreBeMi-A35 attraverso un contributo da 60 milioni da versare in tre anni, dal 2015 al 2017. Non ancora nata, la Brebemi ha già bisogno di un riequilibrio finanziario per evitare una figuraccia planetaria. Questo sostegno economico si configura come aiuto di Stato e provocherà la reazione dei commissari europei del mercato interno e della concorrenza esponendoci a una nuova sanzione comunitaria.

A rendere i contributi pubblici una farsa ci sono gli sconti del 15% (fino a maggio) per i pendolari, annunciati da BreBeMi, la direttissima Brescia-Milano aperta lo scorso luglio e utilizzata da meno di 17 mila veicoli al giorno contro i 60 mila previsti, nettamente inferiori alle previsioni. Inoltre – termina il responsabile di Legambiente – lo sconto di 1,60 centesimi, il 15% del percorso dell’intera tratta, che costa 11 euro complessivi, non basterà a far cambiare idea agli automobilisti, perché il pedaggio costerà il 45% in più della parallela A4″.

31 dicembre 2014

Tutte le tasse di Renzie

berlusconi-renziE’ evidente: non l’ha eletto nessuno, ma è stato imposto.

Renzie non è un presidente del consiglio, è una tassa. “La manovra contiene nuove tasse, evidenti e occulte, per almeno 25 miliardi, forse 30.

Tasse evidenti:

  1. Il governo punta a recuperare 1,2 miliardi da una stangata retroattiva sui rendimenti dei fondi pensione, sulle fondazioni bancarie e sulle casse previdenziali. La mazzata riguarda anche le polizze vita nel momento in cui il capitale viene liquidato agli eredi. Senza dimenticare il Tfr in azienda che sale dall’11 al 17%
  2. Il Tfr in busta paga viene tassato più di quanto succede adesso, ossia con aliquota marginale. Inoltre il lavoratore perde la rivalutazione. Il governo conta di ottenere almeno 2 miliardi di euro.
  3. Revoca degli incentivi di una legge del 1990 che aveva dato buoni riscontri occupazionali al Sud
  4. Il governo toglie 208 milioni dal fondo che serviva alla detassazione del salario di secondo livello
  5. Le povere partite Iva, i precari e gli schiavi moderni, subiscono la stangata clamorosa sul regime dei minimi, con l’aliquota che passa dal 5 al 15%
  6. L’incremento dell’Iva sul pellet dovrebbe portare, secondo la relazione tecnica, 96 milioni di gettito

Tasse occulte (spacciate per “clausole di salvaguardia“)

  1. Il governo si accanisce su Iva e accise che pesano sui carburanti: una prima tagliola (accise) da 988 milioni potrebbe scattare nel 2015, un’altra da 700 milioni ha il countdown al 2018
  2. Se non funziona la spending review l’aliquota Iva ridotta salirebbe dal 10 al 13% entro il 2017 e l’aliquota ordinaria arriverebbe addirittura al 25,5% fra quattro anni: una bastonata da oltre 21 miliardi nel 2018
  3. Resta poi la clausola di salvaguardia del governo Letta che potrebbe ridurre le detrazioni Irpef sulle spese (cure mediche, istruzione, interessi sui mutui, ecc): il governo incasserebbe 4 miliardi nel 2016 e 7 miliardi negli anni successivi.
  4. Addio alle agevolazioni sul bollo auto per le vetture storiche per incassare 78 milioni di euro
    In più, siccome vanno accontentate l’EuroMerkel e le oligarchie della moneta unica, l’Italia ha sottratto 3,3 miliardi dal Fondo per la riduzione della pressione fiscale (quindi sono tasse che non vengono ridotte) e li ha sacrificati sull’altare del pareggio di bilancio strutturale.”

Federico D’Incà, M5S Camera

30 dicembre 2014

EXPO: qualcuno si è mai chiesto cosa succederà dopo?

arexpoCari cittadini italiani (lombardi in particolar modo), a circa 150 giorni dall’inizio dell’esposizione universale continuiamo a parlare di Expo 2015 e soprattutto del dopo Expo. Quando in Italia si parla di grandi eventi e di opere pubbliche, infatti, si sprofonda in un pozzo senza fondo fatto di malaffare, conflitti di interesse, prevaricazione dell’interesse personale su quello collettivo, corruzione e infiltrazioni mafiose. Abbiamo raccolto informazioni, fatto innumerevoli accessi agli atti, audizioni, studiato progetti, fatto sopralluoghi sui cantieri e segnalato anomalie alla Procura e al Presidente dell’Autorità Nazionale anti Corruzione, Raffaele Cantone.

L’Expo 2015 è stato presentato agli italiani, con abile strategia di marketing, come un’occasione imperdibile per rilanciare l’immagine, la credibilità e l’economia dell’Italia, adornando il tutto con il nobile tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita.

Continua, inoltre, ad essere alimentata l’errata convinzione che l’Expo sia un evento governativo, come se ogni cinque anni un comitato internazionale coordinato dai governi di tutto il mondo premiasse il Paese più meritevole consentendogli di ospitare questa manifestazione universale.

Questo il primo mito da sfatare: l’Expo nasce da un comitato privato ed è quindi un evento privato che si muove in un contesto di interessi privati i quali, grazie a fondi pubblici, genera guadagni privati.

E il motivo per cui ancora oggi questo evento risulta incredibilmente appetibile, nonostante le nuove tecnologie non richiedano più esposizioni di questo tipo per promuovere i prodotti nel mondo (ben diversa era la situazione nel 1851 anno della prima esposizione universale), è la possibilità irripetibile di sfruttare l’occasione per concretizzare modifiche al Piano di governo del territorio altrimenti impossibili da inserire nella ordinaria amministrazione (oltre alla movimentazione di ingenti capitali). A questo si aggiunge poi l’urgenza dovuta ai ritardi biblici (i primi tre anni sono stati persi a trattare l’acquisto dei terreni e a definire le poltrone più prestigiose e i loro compensi) che hanno obbligato a stringere i tempi e ad andare in deroga, aprendo le porte a politici corrotti, imprenditori edili, istituti bancari e naturalmente alle associazioni mafiose.

Ecco quindi che si alza il sipario e inizia lo spettacolo.

Tutti cominciano ad abbuffarsi alla ricca tavola dei fondi pubblici.

Continua a leggere l’articolo dei Portavoce regionali del M5S Lombardia

24 dicembre 2014

I ragali di natale di Renzi: aumento dell’iva

renzi_ivaCaro cittadino, ti è appena arrivato un bel pacco di Natale da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha impacchettato per te l’aumento della tassa sulla casa, e quello dei beni alimentari come la carne, le uova, il latte, il pane, grazie ad un aumento dell’IVA fino al 25,5% e al 13% per i prodotti alimentari. Il tutto è incartato fresco fresco nella Legge di Stabilità.

E nel bigliettino di accompagnamento? Bugie, frottole e tweet. Come quella del blocco delle aliquote TASI, che invece prevede l’impossibilità di detrazioni per moltissime famiglie che finora ne avevano goduto. In pratica, un aumento di 625 milioni.

Oppure quella dei famigerati 80 euro, ora tolti dal Fondo che deve pagare i crediti arretrati alle imprese. Aspettate imprenditori! Aspettate! Ché prima o poi lo Stato vi pagherà (guai però se non pagate voi le tasse per tempo)

Dopo aver aperto il pacco governativo, è il momento del pranzo di Natale. Quello dei cittadini, a base di amarezza e un futuro oscuro, e quello dei potenti: si sa, quando si tratta di banchettare non sono secondi a nessuno. Renzi, nella Legge di Stabilità, ha confezionato anche grandi regalie e marchette per politici e imprenditori amici. Brinderanno tutti insieme alla faccia nostra.”

Cittadini in Parlamento del Movimento 5 Stelle

17 dicembre 2014

Città di Brescia inquinata come Taranto

brebemi_scorieLe città di Taranto e di Brescia sono tristemente accomunate dal fatto che in entrambe esiste da anni un’emergenza sanitaria e ambientale di contaminazione diffusa da diossina e da pcb (policlorobifenili), ma mentre a Taranto la legge si applica rendendo inaccessibili le zone inquinate, a Brescia, dove le concentrazioni soglia sono molto al di sopra rispetto a Taranto, la popolazione residente può accedere e portare anche i bambini.

Il Movimento 5 stelle, dopo avere chiesto già nel mese di febbraio 2014 di revocare l’ordinanza che riapre alcuni parchi pubblici altamente contaminati da pcb, e dopo il netto diniego da parte del sindaco Del Bono, si unisce oggi ai comitati ambientalisti, ai genitori oltre che a Medicina Democratica, e rilancia le loro legittime preoccupazioni per il rischio a cui sono quotidianamente sottoposti tutti i cittadini a causa di un assurdo ed inconcepibile atteggiamento degli enti preposti che da anni sono inattivi se non sul fronte della minimizzazione del problema, o addirittura del negazionismo.

Dopo il caso dell’Ilva a Taranto è stato accertato un inquinamento molto grave, ma di gran lunga inferiore a quello bresciano, ma lì i parchi sono stati da subito interdetti in tutela della salute dei cittadini.

“E’ davvero difficile capire secondo quali principi, a pochi giorni dal suo insediamento, il 24 luglio 2013, il sindaco di Brescia Del Bono, abbia emesso l’ordinanza che ha dato il via libera all’accesso in aree con concentrazioni superiori ai limiti di legge per i Pcb e le diossine. Zone contaminate che prima erano formalmente interdette con ordinanza “contingibile e urgente” ora sono accessibili anche dai bambini – commentano i portavoce del M5S cittadini a tutti i livelli istituzionali- “Né è comprensibile il perché questa decisione sia stata presa senza una puntuale analisi di rischio “sito-specifica”, quando il Sindaco dovrebbe sapere molto bene ciò che è ormai risaputo, ovvero che nella città di Brescia esiste da anni una conclamata emergenza sanitaria e ambientale di contaminazione diffusa da pcb (policlorobifenili), che interessa vaste aree dove vivono più di 25 mila persone; non solo per quanto riguarda le diossine, secondo i dati raccolti dal Comitato per l´ambiente Brescia sud, la nostra città sarebbe addirittura la capitale mondiale di questo inquinamento. E come è tristemente noto a tutti queste sostanze sono altamente cancerogene”.

Le istituzioni pubbliche, in primis il sindaco, dovrebbero avere come primo obbligo quello di tutelare la salute dei cittadini bresciani, soprattutto in una città dalle enormi criticità ambientali quale Brescia, applicando con rigore estremo il principio di precauzione.

Per questo abbiamo presentato un’interrogazione sia al comune, per chiedere principalmente chiarimenti sulle motivazioni del l’ordinanza e per cercare di convincere il sindaco a revocarla urgentemente, sia al Governo perché faccia chiarezza, ma soprattutto perchè siano presi i provvedimenti del caso per salvaguardare davvero la salute dei cittadini di Brescia.

I Portavoce Bresciani del Movimento 5 Stelle

Giorgio SorialLaura GambaFerdinando AlbertiTatiana BasilioClaudio CominardiVito CrimiGiampietro Maccabiani

16 dicembre 2014

Referendum euro: centrato l’obiettivo già nel primo weekend di raccolta

Filed under: Good News,Proposte tematiche — rovato5stelle @ 07:00
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fuorieruro50.000 firme entro 6 mesi: tante ne servono per presentare la legge costituzionale d’iniziativa popolare, necessaria a richiedere l’indizione del referendum sulla permanenza dell’Italia nella moneta unica. Abbiamo centrato l’obiettivo già nel primo weekend di raccolta!

E adesso? Andiamo avanti!

Vogliamo raggiungere 1 milione di firme, per dare ancora più forza alla nostra proposta. Possiamo farcela!

Grazie, grazie e ancora grazie per il grande contributo che tutti stiamo dando e ancora daremo.

Vito Crimi

15 dicembre 2014

Autostrada Brebemi, costi aumentati e pochi pedaggi: in arrivo i soldi dello Stato

renzi_maroni_brebemiL’infrastruttura che doveva nascere e prosperare in project financing e senza nessun finanziamento pubblico ora è costretta a sperare nell’aiuto di governo e Regione Lombardia, che stanzieranno intorno ai 300 milioni di euro. Ma dalle istituzioni non confermano. Doveva essere l’autostrada costruita senza alcun finanziamento pubblico. Ma presto, di soldi dello Stato, alla Brebemi ne arriveranno tanti: più di 300 milioni, gran parte dal governo e un po’ da Regione Lombardia. La nuova arteria che collega Milanoa Brescia rischia così di perdere l’ultimo vanto che le è rimasto, visto che quello di opera utile, sinora, non ha potuto spenderlo per nulla, a causa delle sei corsie semideserte. Con un numero di passaggi giornalieri che lo scorso settembre non raggiungeva i 20mila, a fronte dei 40mila promessi per il 2014 in fase di progetto e ai 60mila da raggiungere a regime. E ora bisogna metterci una pezza.

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