Rovato 5 stelle

29 marzo 2011

Scorie radioattive dimenticate in Italia

Filed under: Energia,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 07:53
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Il nucleare in Italia è stato bloccato nel 1988 attraverso la votazione di un referendum. Da allora rimangono stoccati 1.880 mc di rifiuti radioattivi e 1032 elementi di combustibile irraggiato (pari a 187 tonnellate).

Esistono due categorie di scorie radioattive. La prima rappresenta il 90% con un tasso di radioattività del 10% che andrebbero rinchiuse in un deposito di superficie vincolato per tre secoli.

La seconda l’altra (denominata categoria tre) in termini di volumeè solo il 5% ma contiene il 90% della radioattività. Per queste ultime, ad oggi, non esiste ancora alcuna soluzione.

Quando i sostenitori del nucleare parlano di scorie inesistenti dovrebbero inanzitutto iniziare a spiegare come smaltire questa eredità del passato, prima di crearne di nuove, non vi pare?

Ecco la lista dei depositi di scorie radioattive in Italia.

Latina. Il reattore nucleare modello Gcr venne fermato nel 1986 contiene circa 900 mc di scorie radioattive.

Garigliano (Caserta). Il reattore nucleare del Garigliano destinato alla produzione di energia elettrica venne fermato nel 1978 per problemi di varia natura, ad oggi contiene circa 2.200 mc di scorie radioattive.

Saluggia (Vercelli) Il centro nucleare di Saluggia, per ritrattamento del materiale radioattivo, venne fermato nel 1983. Oggi è utilizzato come deposito di rifiuti radioattivi. Si parla di 1.600 mc di scorie radioattive e 53 elementi di combustibile irraggiato (2 tonnellate). È gestito da Fiat Avio.Da non dimenticare poi anche i depositi per la raccolta di materiale a bassa radioattività e sor- genti radioattive dimesse come Compoverde (Milano), “Controlsonic” (circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi), il deposito “Crad”, attualmente in esercizio e circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi. Il deposito “Gammatom” altrettanti 1.000 mc di rifiuti radioattivi e “Protex”: impianto-deposito contiene 1.000 mc di rifiuti a bassa radioattività. Nel deposito nucleare “Sorin” gli mc sono sempre 1.000 stessa quantità è stoccata al centro “Cemerad” in funzione.

Ispra. Gli impianti del centro nucleare Ccr-Ispra comprendono: il reattore nucleare di ricerca “Ispra 1” ed “Essor”, attualmente in fase di disattivazione. Assieme ad altri sistemi, complessivamente, stiamo parlando all’incirca di 3.000 mc di materiale radioattivo ed alcune decine di elementi di combustibile irraggiato.

Legnano (Milano). Impianto nucleare di Legnano è destinato alla ricerca universitaria è in esercizio contiene poche decine di mc di rifiuti radioattivi e qualche decina di elementi di combustibile irraggiato.

Trino Vercellese. Nel reattore nucleare Pwr di Trino Vercellese creato per produrre energia elettrica (arrestato nel 1987) ad oggi rimangono stoccati 780 mc di scorie radioattive e 47 ele- menti di combustibile irraggia- to ( pari a 14,3 tonnellate). Rotondella (Matera). Costruito come impianto pilota del “ci- clo U-Th” subì però l’interruzio- ne nel 1978. È gestito dall’Enea vi sono stoccati circa 2.700 mc di scorie ma soprattutto 64 ele- menti di combustibile irraggia- to (1,7 tonnellate) provenienti da una centrale nucleare Usa.

Bosco Marengo (Alessandria) Questo centro nucleare fu costruito per la fabbricazione di combustibile per reattori è in fase di disattivazione ma contiene circa 250 mc di rifiuti radioattivi.

Pavia Il reattore nucleare “Lena” dell’Università di Pavia usato per la ricerca è in funzione e contiene poche decine di mc di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.

Milano. Il reattore nucleare “Cesnef” usato per la ricerca è in funzione. Anche qua sonopresenti poche decine di mc dimateriale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.

Montecuccolino (Bologna). Questo reattore nucleare è gestito dall’Enea ed è in fase di disattivazione.

Pisa. Centro “Cisam” per la ri- cerca militare. È in fase di disattivazione e contiene pochi mc di rifiuti radioattivi oltre ad elementi di combustibile irraggiato.

Casaccia (Roma). Esistono diverse attività tra le quali: l’impianto di trattamento e deposito di rifiuti radioattivi, attualmente in esercizio, dove sono stoccati circa 6.300 mc di rifiuti ai quali si aggiungono quelli dell’impianto “Plutonio” (60mc), “Opec1” utilizzato “per le celle calde per esami post irraggia- mento”, non è attivo, ma viene usato per lo stoccaggio di rifiuti nucleari. Infine c’è “Triga”, attualmente attivo, che contiene 147 elementi di combustibile irraggiato.

Tratto dal Fatto Quotidiano

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2 commenti »

  1. […] […]

    Pingback di La Padania sana - Pagina 4 - I Forum di Investireoggi — 12 giugno 2011 @ 14:33 | Rispondi


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