Rovato 5 stelle

27 aprile 2011

Intervista a Mattia Calise, portavoce del M5S Milano

Filed under: Good News,Politica,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 07:00
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Le istituzioni italiane grandi e piccole hanno bisogno di giovani. Giovani indipendenti slegati dalle logiche di partito e dai classici giochi di potere.

Giovani che pensino di progettare e portare avanti idee per il futuro e non solo per il beneficio elettorale del partito di riferimento dei 5 anni di mandato.

Oggi pubblichiamo l’intervista a Mattia Calisa, ovviamente oscurata da TV e giornali,  candidato a Milano per il Movimento 5 Stelle come sindaco. Che dire? In bocca al lupo.

Ha letto i sondaggi, Calise? Le danno tra il 4,8 e il 5,1 per cento. Meglio del Terzo Polo.

«Niente male, vero? Anche perché rifiutiamo i rimborsi elettorali, non possiamo permetterci manifesti e spot in tv. Siamo giovani, concreti. Possiamo solo crescere».

La silenziosa avanzata dei grillini nella roccaforte berlusconiana: ci credete?

«Caspita, se ci crediamo. A Bologna, in un anno e mezzo, siamo saliti dallo 0,7 al 12 per cento dei consensi. E sa perché? Il nostro unico consigliere è il più attivo di tutti: la miglior pubblicità elettorale è un nuovo modo di fare politica». Mattia Calise, 20 anni e 1.838 fan su Facebook, tre esami alla laurea in Scienze politiche, è il candidato sindaco per Milano del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. «Vogliamo 2-3 consiglieri».

Ma studia da sindaco?

«Mi sto preparando. Ieri ho affrontato il Piano del territorio, strumento potente, moderno, ma anche rischioso. La “Bat-caverna” di Moratti jr, per dire, è il primo effetto distorto di questo Pgt. Noi vogliamo salvare Milano dall’ennesima, tremenda colata di cemento».

A chi si rivolge, Calise?

«Ai non elettori. A chi dice: non possiamo più appaltare il nostro voto ai professionisti della politica, perché non ci vuole nulla a essere migliori di questa classe politica».

Giovane, ambizioso e politicamente scorretto.

«Gli altri sono partiti vecchi, fermi. Noi spenderemo meno di 10 mila euro per la campagna elettorale, contro i 6 milioni di Moratti e il milione di Pisapia. Si può far politica solo con passione e volontariato».

È politica o antipolitica?

«Gli iscritti di Milano al movimento sono 8 mila. Metà dei nostri attivisti non sono elettori, ma cittadini partecipativi: è già una piccola rivoluzione democratica. Siamo stufi di una classe politica autoreferenziale, lontana, isolata. Io non offro un pacchetto di promesse: ma un progetto in cui non contano né destra né sinistra».

A chi toglierà consensi, allora: a destra o a sinistra?

«Spero a entrambi gli schieramenti, in uguale misura»

Nessuna preferenza?

«Per la malapolitica? No».

Neanche al ballottaggio?

«Noi non siamo un partito, non diamo indicazioni di voto. I nostri elettori saranno liberi di scegliere il meno peggio».

A destra: Letizia Moratti.

«In cinque anni ha risposto solo a lobbysti e palazzinari. Il traffico è asfissiante, la svendita di Metroweb un paradigma di inefficienza».

Di là, Giuliano Pisapia.

«Risponde comunque alle logiche di partito, così non si cambia. È vecchia politica».

E il sindaco ventenne?

«Combatte l’emergenza ambientale, traffico e smog, e potenzia i mezzi pubblici».

Articolo tratto da BresciaPoint

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