Rovato 5 stelle

27 ottobre 2011

Storia del TAV e sprechi di soldi pubblici

Filed under: Ambiente,Economia,Informazione,Rovato 5 stelle,Societa — rovato5stelle @ 07:00
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Quando hanno incominciato a parlarne nei primi anni Novanta sostenevano che doveva servire essenzialmente per favorire il traffico di passeggeri, il turismo, l’integrazione dei managers, dei dirigenti aziendali tra l’Italia e la Rhone-Alpes.

Tutto parte da qui. Uno studio del luglio del ’91. A realizzarlo è il “Comitato promotore Alta Velocità” costituito dalla Regione Piemonte proprio per capire se della TAV c’è davvero bisogno.

Nel ’91 tra Torino e Lione viaggiano un milione e mezzo di persone. Negli anni successivi, secondo lo studio, i passeggeri aumentano di 5 volte: nel 2002 saliranno a 7,7 milioni. Venti anni dopo uno studio della Comunità Montana della Val di Susa registra che i passeggeri tra Torino e Lione si sono invece dimezzati. Il progetto rischia di arenarsi. A quel punto però qualcosa cambia. C’è stata una rincorsa a giustificare, a dare una giustificazione plausibile a questo intervento ormai partito.

I dati ufficiali sul traffico delle merci tra l’Italia e la Francia li fornisce ogni anno l’Ufficio federale dei trasporti svizzero: il flusso di merci è cresciuto fino al 2000 ma poi da allora è sceso in maniera costante.

In meno di 10 anni le merci trasportate sono scese da 8 milioni di tonnellate del 2000 a 2 milioni e mezzo di tonnellate nel 2009. Basta fermarsi davanti ai binari di una stazione in Val di Susa e aspettare.  I treni merci che passano sono per l’80 per cento vuoti.

Ogni traversina, se la facessero, di questa Val di Susa, di questo treno, sarebbe un insegnante di sostegno, un banco della mia scuola, un letto d’ospedale, ogni traversina di queste sarebbe uno di quello.

Si può fare una considerazione: in un momento come questo ha più senso, è più logico, investire dei soldi per creare occupazione, oppure metterli in un tunnel che in futuro trasporterà più velocemente delle merci prodotte a Kiev o a Lisbona, ma non è detto. Perché se su quella tratta non ci sarà abbastanza traffico ferroviario i costi del finanziamento, cioè i 20 miliardi che servono per realizzare la Torino-Lione, li dovrà mettere lo Stato.

Cioè i nostri figli che oggi sono disoccupati. Forse è il caso di rivedere l’intera questione oppure fornire elementi, informazioni più convincenti.

Guarda il video della puntataTratto dalla puntata di Report

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