Rovato 5 stelle

27 ottobre 2012

Linux Day

Filed under: Good News,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 09:01
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Oggi è il Linux Day.  Il Linux Day è una manifestazione italiana che ha lo scopo di promuovere il sistema operativo GNU/Linux e il software libero, e consiste in un insieme di eventi contemporanei organizzati in diverse città italiane.

Ecco il programma di Brescia per la giornata di oggi. Abbiamo parlato più volte in passato di software opensource.

Oggi ci focalizziamo su un software di uso comune: OpenOffice.

Proviamo un attimo ad immaginare quanti enti, uffici pubblici, scuole, università utilizzano computer con sistemi operativi proprietari.

Oggi ci concentriamo solo su un singolo software: le suite da ufficio che ci permettono di scrivere lettere e gestire fogli di calcolo.

OpenOffice.org, ora Apache OpenOffice, è una suite per ufficio completa, rilasciata con una licenza libera e Open Source che ne consente la distribuzione gratuita.

Legge e scrive file nei formati utilizzati dai prodotti più diffusi sul mercato e, a garanzia della futura accessibilità dei dati, nel formato OpenDocument, standard ISO. Consente inoltre l’esportazione in formato PDF.

OpenOffice è liberamente, gratuitamente e legalmente utilizzabile in ogni contesto: pubblico, privato, professionale e aziendale.

La domanda che vengono spontanee sono parecchie:

  • Perchè la pubblica amministrazione non adotta strumenti open source come standard di comunicazione?
  • Quanto viene speso all’anno in Italia nelle pubbliche amministrazioni per comprare  licenze del pacchetto Office?

Per scaricare il software basta entrare nel sito web ufficiale e scaricarlo.

Sul sito web tuxjournal.net è pubblicato un interessante articolo che parla proprio del tema pubblica amministrazione e software libero.

Il Fatto Quotidiano pubblica un articolo di una nuova gara indetta dallo Stato Italiano per la fornitura di licenze Microsoft per un valore di ben 40 milioni di euro, senza contare quella già vinta da Fujitsu per 40mila licenze Office con un valore complessivo di 12,6 milioni di euro. Un mare di soldi pubblici che potrebbe essere tranquillamente reinvestito, magari in ricerca.

Il software libero – ha dichiarato Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale – avrebbe un impatto decisivo sull’economia locale dell’innovazione, farebbe lavorare professionisti e imprese che oggi di fatto non hanno un mercato e non lo avranno fino a quando le politiche nel settore pubblico saranno orientate al software chiuso proposto da grandi e influenti produttori con relazioni consolidate, rapporti pluriennali con amministrazioni centrali e periferiche.

Alcuni governi pensano che dobbiamo riprendere questo controllo e dare la possibilità al paese, alle industrie locali, ai giovani programmatori di poter avere un ruolo nello sviluppo tecnologico. L’Italia su questo fronte non ha una sua visione e rischia di essere una centrale per gli acquisti a beneficio dei soliti noti, siano essi Microsoft, Ibm, Oracle o altri”.

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