Rovato 5 stelle

15 febbraio 2013

Abolizione delle province

Filed under: Economia,Good News,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 07:00
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province_italiaLa memoria degli italiani è corta, cortissima. Nel programma del M5S c’è la voce “Abolizione delle province“. Quante volte avete sentito parlare in TV e sui giornali di “Abolizione delle province” da parte dei politici di ogni colore e forma? Centinaia, insieme a tutti i media che ripetevano le loro parole come oro colato.

La domanda di oggi è: “Ma se tutti vogliono abolire le province, perchè tutti i pariti ad ogni elezione si sono candidati?“. Avete notato che in tutte le elezioni provinciali il Movimento 5 Stelle non ha mai partecipato?

Oggi vediamo 2 articoli su questo argomento. Secondo la CGIA di Mestre, contraria all’abolizione, l’eventuale abolizione di tutte le province italiane garantirebbe un risparmio di spesa annuo attorno ai 510 milioni di euro (  510 milioni di euro / anno secondo l’autore sono pochi!!  )

La Confesercenti invece sostiene che dalla soppressione totale delle Province deriverebbero risparmi di spesa stimabili, nell’immediato, in circa 4,5 miliardi, sostiene la Confesercenti, secondo cui “la soppressione generalizzata delle Province, sarebbe, paradossalmente, di più facile attuazione e più logica e razionale nella sua attuazione”.

I dati reali ovviamente si possono solo calcolare attuando questo programma in modo reale, ma fare 2 calcoli di come investire i soldi risparmiati e semplice. L’idea di oggi? 

Il costo dei cavi in fibra ottica ( fonte wikipedia ) varia dai 4000 euro/km di fibra nei piccoli centri (con cavi di spessore molto più contenuto) ai 10000 euro/km di fibra nelle città, cui sono da aggiungere i costi dello scavo per l’interramento e le licenze comunali per aprire i cantieri (dove richieste anche se per opere di pubblica utilità). Quanti anni servono per cablare l’Italia e farla diventare un paese come il resto d’Europa se non più avanzato?

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5 commenti »

  1. E se una volta abolite le province ci si accorgesse che non vi è risparmio alcuno (fonte ragioneria dello Stato, non CGIA, confesercenti o altre associazioni di categoria) e che per avere gli stessi servizi oggi offerti dalle stesse, gli italiani dovranno spendere di più?
    Gli scavi per la fibra ottica li farà a gratis chi ha proposto abolizioni varie per populismo, senza fare un serio conteggio economico e senza avere proposte serie per il dopo?

    Commento di zse — 15 febbraio 2013 @ 13:42 | Rispondi

  2. Buongiorno zsezse, ci scusiamo ma non ha capito il senso dell’articolo…. Cerchiamo di spiegarlo meglio.
    Il succo è molto molto semplice.
    in italia si spendono e si sono spesi negli ultimi 20 anni tonnellate di soldi in modo inutile togliendoli a tanti settori strategici. Un esempio è la rete. In Europa il livello di penetrazione si aggira verso il 95%. In Italia siamo appena al 50%. 1 persona su 2 non ha una connessione internet in casa.

    In caso le province non portino ad un risparmio, sembra difficile visto che lo stato paga lo stipendio a tutti i componenti delle giunte / consigli regionali si potra procedere al taglio di altre voci. Ad esempio i rimborsi elettorali ai partiti.

    Ecco un po di articoli in merito tratti da questo blog:
    https://rovato5stelle.wordpress.com/tag/rimborsi-elettorali/

    Buona giornata

    Commento di rovato5stelle — 15 febbraio 2013 @ 14:32 | Rispondi

    • Che la comunicazione via internet sia uno degli aspetti necessari in Italia è innegabile e lo si era capito dall’articolo. Ma non è ovviamente tutto. Se per la banda larga ovunque si deve rinunciale al ponte sullo stretto posso essere anche daccordo, ma indicare il risparmio dell’abolizione delle province come “salvifico” di ogni cosa non mi sembra credibile.
      Il risparmio degli organi politici provinciali ammonta dai circa 60 milioni di euro all’anno (fonte ragioneria dello stato), ben poca cosa per rinuniciare ad un livello di democrazia. Quali siano invece i risparmi nel trasferire le funzioni delle attuali province a Comuni e Regioni, nessuno ha saputo quantificarli. personalmente dubito che ci siano in quanto la scala provinciale (intendendo con questa province di adeguata dimensione territoriale – non ovviamente Prato o altri casi simili!) è la più economica per svolgere funzioni di area vasta (il passaggio della manutenzione stradale da Anas a Province di molte strade ha comportato risparmi anche di oltre il 100%). I comuni, anche se consorziati non potrebbero garantire gli stessi servizi a minori costi, per non parlare dei campanilismi che si creerebbero nelle decisioni stategiche (dove metto la discarica? dove passa la strada’ che scuola ristrutturo?, ecc…). Le Regioni è indubbio che costerebbero di più (già solo in stipendi dei dipendenti).
      Altri costi della politica? Si può ragionare! Ma i costi diretti non sono molti, quelli citati nell’articolo ammontano a:
      abolizione politici province vale: 60 milioni di euro l’anno
      dimezzamento emolumenti politici regionali: (conto della serva: 5000 €/mese x 10 mesi x 50 politici a regione x 20 regioni = 50 milioni di euro
      parametrizzazione rimborsi elettorali ad effettive spese standard: 250 milioni di euro per consultazione (abolizione totale 500 milioni, ma personalmente non sono daccordo)
      Parliamo quindi di 360 milioni di euro l’anno, non di miliardi!

      Quanto spendono invece i consigli di amministrazione dei 9000 enti non costituzionali in cui siedono trombati della politica che prendono fior di gettoni per fare ciò che sarebbe di competenza di Province ed altri enti? Parlo di ATo, enti parco, ATC, ecc… Perchè nessuno parla mai di queste inefficienze e preferisce additare a province, politici, ecc.. le colpe di ogni cosa? Mi piacerebbe conoscere e che si conoscessero questi dati! Perchè se un consiglio di ammistrazione costasse anche solo 10000 euro all’anno (ma in un Comune di piccole dimensioni ho visto compensi minimi di già di 15000 euro per direttori/presidenti vari) avremmo risparmi di 9000 x 10000 = 90 ml di euro l’anno ben più che dall’abolizione delle province o dalla riduzione degli stipendi dei politici regionali(che in ogni caso va fatta). E la burocrazia diminuirebbe potendosi riferire agli enti costituzionali (comuni, province, regioni) e non a 1000 enti e consorzi paralleli di nominati che non rispondono a nessuno se non ai partiti che lì li hanno piazzati. pensiamoci!

      In linea generale perciò ritengo che le proposte di riduzioni costi, qualsiasi siano, andrebbero sempre esplicitate e quantificate numericamente, per capire di cosa stiamo parlando e soprattutto ragionate per non cadere nel facile ma dannoso populismo.

      Commento di zse — 15 febbraio 2013 @ 16:08 | Rispondi

  3. Se le province da sole valgono, secondo i suoi calcoli, 360 milioni di euro l’anno….
    Beh ritorniamo al punto di partenza, rendiamo disponibili questi soldi per la ricerca, per le scuole o per fini socialmente più utili.
    Forse non ha ancora capito che questo blog è dalla parte dei cittadini non dei partiti quindi dalla parte delle proposte che arrivano dalla rete come la sua. Se vuole preparare un articolo dedicato agli sprechi nella politica concentrandosi su un argomento in particolare, saremo più che felici di pubblicarlo. Può spedirlo a rovato5stelle@gmail.com

    Grazie del supporto e buona giornata.

    Commento di rovato5stelle — 15 febbraio 2013 @ 16:57 | Rispondi

    • Province = 60 milioni non 360 legga bene.
      Seguendo il suo ragionamento non si va da nessuna parte. Potrei controbattere che abolendo i giornalisti si risparmia in contributi statali all’editoria! Abolendo i generali nei ranghi militari vuoi mettere quanti soldi si risparmiano! Tagliando i primari degli ospedali pure!
      Il succo è: agendo così siamo sicuri che le cose miglioreranno o semplicemente funzioneranno se non meglio almeno come prima? siamo sicuri che tra riorganizzazioni e tagli fatti a casaccio non andremo a pagare di più? siamo sicuri che ciò che proponiamo di tagliare (spesso istigati dai media e non ragionando con la nostra testa) veramente non serva ai cittadini?
      Sono disposto a fare ragionamenti anche nell’ottica di “sfrondare” lo sfrondabile, ma solo se mi si dimostra che si ha un progetto per il dopo. In caso contrario credo che andremo solo far perdere qualcosa ai cittadini senza dar loro nulla in alternativa.
      Personalmente ritengo che il livello provinciale sia più vicino e costi meno (anche politicamente) al cittadino di quello regionale e pertanto credo che sia quantomeno controproducente accanirsi contro le Province. il livello politico (che come detto costa meno di quelli gerarchicamente superiori) serve per prendere decisioni strategiche ed imparziali e non lo si può delegare a funzionari o peggio a soggetti privati esterni. Sono convinto che operazioni di abolizione alla cieca fatte solo per appagare l’opinione pubblica non solo non porteranno risparmi, ma anzi aumenteranno i costi. Per gestire le stesse competenze delle province i comuni ad esempio sarebbero infatti obbligati a consorziarsi e quindi avremmo una decuplicazione dei centri decisionali con i conseguenti costi (vedi discorso dei 9000 enti di secondo livello).
      Meglio quindi un Ente di eletti che 1000 consorzi di Comuni di nominati (che avranno anch’essi un salato costo)! Il processo di accorpamento tentato da Monti non era concettualmente sbagliato (se non fosse stato condotto con i piedi) perchè manteneva il livello intermedio dandogli dimensioni territoriali corrette e coerenti ad un ottimizzazione dei costi (in linea teorica).
      Non posso viceversa condividere discorsi di chi approssimativamente afferma che dall’abolizione delle province si avranno notevoli risparmi da destinare a qualsivoglia altra iniziativa. Non ci saranno e saremo tutti un po’ più poveri. Razionalizzare va bene, ma abolire senza un progetto di riforma complessiva in mente no. E di progetti in tal senso non ne ho visti molti purtroppo.
      Dimostratemi con le cifre che mi stò sbagliando e sarò ben felice di cambiare idea!

      Commento di zse — 15 febbraio 2013 @ 17:39 | Rispondi


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