Rovato 5 stelle

17 marzo 2013

La trasparenza è la prima regola

Filed under: Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 13:00
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ParlamentoItalianoLeggendo i giornali si leggono i titoloni effervescenti, niente di nuovo, poi come al solito verificando alla sorgente la notizia, la prospettiva cambia parecchio. Il voto segreto è l’emblema della non trasparenza del parlamento.

Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che ogni senatore del M5S dichiari come ha votato.

Nel “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato: “Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S”

Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze. B.G.

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6 commenti »

  1. Non è il caso di cominciare a prendersi le proprie responsabilità? La scelta operata è la più sensata.
    O Grillo si fida dei suoi parlamentari o meglio che chiudiamo qui l’avventura.

    Poi scusate rovatesi, ho sempre apprezzato le vostre news, ma adesso bisogna cambiare registro. La politica ” dei più bravi siamo noi” e del “io sono io e voi non siete un c..zo” adesso è fuori luogo.

    L’economia italiana aspetta risposte. e non c’è tempo da perdere. Attendiamo che i parlamentari comincino a fare proposte coerenti ai temi della campagna elettorale; il rischio è che qualche altro “rovato5stelle” poi ci conti i peli del sedere. Cose concrete please.

    Commento di Stefano — 18 marzo 2013 @ 09:40 | Rispondi

  2. Il problema sollevato nella votazione al senato non è stato Grasso “si” Grasso “no”.

    Il problema è “strutturale” nel M5S in termini di “funzionamento” e “regolamentazione” dell’attività parlamentare.
    Essendo la prima votazione importante questo elemento è uscito in modo evidente e dovranno trovare una soluzione nel metodo di lavoro collettivo.

    http://www.beppegrillo.it/movimento/codice_comportamento_parlamentare.php

    Se il regolamento del M5S dice che “Le decisioni/votazioni in aula vengono prese a maggioranza nel gruppo parlamentare/senato” è pericoloso che alcuni persone inizino a fare di testa propria nonostante tutte le buone ragioni del mondo perchè questo comportamento può essere replicato in altre 1000 circostanze diverse.

    Nel frattempo, parlando di cose concrete, il governo non esiste, ma il M5S ha già rinunciato a 47.000.000 di euro di rimborsi elettorali.
    Ogni partito in 5 minuti può fare altrettanto. Basta volerlo. Speriamo diventi la prassi.

    Commento di rovato5stelle — 18 marzo 2013 @ 09:59 | Rispondi

  3. Vi riempite la bocca solo di chiacchiere, ci mancherebbe che non rinunciassero ai rimborsi elettorali sono stati mandati su per quello, un affermazione banale e scontata la vostra, e ritorniamo al punto di prima, siete capaci solo di guardare i difetti degli altri.

    Quello che non dite però è la reazione che hanno avuto i votanti del M5S qui: http://www.beppegrillo.it/2013/03/grasso_e_il_rispetto_delle_regole.html#commenti.

    Io sono uno che ha militato e votato M5S, conosco Vito Crimi e altri parlamentari, con tutto il rispetto una palata cosi ad uno che si è fatto il mazzo come Vito non mi stà bene, e a quanto pare ce ne sono altre centinaia che la pensano così leggendo i commenti ma voi non date spazio come mai?

    E’ chiaro che la questione andava affrontata, proprio perchè non è mai stata affrontata prima. Che Grillo abbia il timore di non governare più la sua macchina è palese, la proposta di modificare l’articolo 67 và in quel senso, come pure l’invocare il rispetto di regolamenti. Cosa vogliamo un parlamento omologato su tutte le decisioni di quattro capogruppo? Che ci stanno a fare tutti gli altri allora, mandiamoli tutti a casa che risparmiamo no? Forse i padri costituenti la pensavano diversamente quando hanno fatto la costituzione, volevano proprio evitare situazioni che in passato hanno portato problemi di democrazia, non vi pare?

    E poi questo è il comunicato politico n°45 di Grillo:

    “Ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo (…) La libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza. Il M5S vuole che i cittadini si facciano Stato, non che si sostituiscano ai partiti con un altro partito. I partiti sono morti, organizzazioni del passato, i movimenti sono vivi. Oggi i parlamentari sono soltanto dei peones che schiacciano un pulsante se il capo, che li ha nominati, lo chiede. Non sono nulla, solo pulsante e distintivo. Il M5S vuole far entrare degli uomini e delle donne alla Camera e al Senato che rispondano solo alla Nazione e al proprio mandato.”
    Beppe Grillo, comunicato politico numero 45, 11 agosto 2011

    Non notate qualcosa di diverso?

    Commento di Stefano — 18 marzo 2013 @ 12:02 | Rispondi

  4. Tra il 2011 e il 2013 c’è molto di diverso, ora ci sono un sacco di cittadini in parlamento,
    e piaccia o non piaccia sono state definite delle regole di comportamento.
    Nessuno è stato obbligato ad accettarle. In 3 anni il M5S è passato all’2-3% al 25%.
    Nessuno si sarebbe immaginato questa ascesa.

    “Cosa vogliamo un parlamento omologato su tutte le decisioni di quattro capogruppo?”

    No, la regola nel codice di comportamento sembra lavorare nel senso opposto.

    I gruppi parlamentari decidono a maggioranza all’interno dello stesso gruppo.
    Ogni persona che vota all’interno del gruppo è libera di decidere in autonomia.
    Se la maggioranza avesse deciso di votare per Grasso o per Schifani avrebbero dovuto rispettare la scelta della maggioranza.

    Regola sbagliata? Migliorabile? Sicuramente.
    Ma quali altre regole ci sono per rendere il gruppo “coeso e forte” all’interno del parlamento senza il “capobastone” che detta il voto ogni volta?

    Che ognuno voti come gli pare e gli piace ogni volta?
    Si può essere una soluzione, pessima dal punto di vista organizzativo, ma soprattutto dal punto di vista comunicativo nel confronto degli elettori che riceverebbero dai media giornali tv etc etc… l’immagine di un branco di persone che non sono nemmeno in grado di prendere una decisione comune.

    Fare parte di un gruppo che lavora insieme, è anche portare avanti le decisioni prese dalla maggioranza anche se a volta non vengono condivise ovviamente senza dimenticare di far valere le proprie ragioni.

    I partiti ed i media stanno facendo a gara ogni giorno per cercare di dividere le persone che in un modo o nell’altro hanno permesso al M5S di diffondersi all’interno del territorio, non cadere nel tranello.

    Il post del 2011 di Grillo sembra dire la stessa cosa in quanto si rivolge ai parlamentari che votano leggi senza nemmeno informarsi su cosa stanno votando. Nel M5S sta succedendo l’esatto opposto in quanto la discussione è senza ombra di dubbio presente e molto accesa. Questo, nonostante tutto è molto positivo.

    Se vuoi un parere diretto ti consigliamo di scrivere direttamente ai rappresentanti in parlamento di Brescia per chiedere un loro parere. Questo è solo un blog.

    Commento di rovato5stelle — 18 marzo 2013 @ 13:12 | Rispondi

  5. E’ solo un blog a senso unico. Peccate di obiettività.

    Quello che i media dicono poco mi interessa, io parlo di dati oggettivi e di quello che all’elettorato viene trasmesso.

    Entro subito nella questione:

    – Grillo ha fiducia o non ha fiducia nei 163 parlamentari, si o no?
    – Grillo si farà da parte o no? I 163 parlamentari (eletti con le parlamentarie e poi votati dai cittadini italiani) hanno o no autonomia dato che hanno mandato, perchè questo è, sono persone elette con un metodo rappresentativo e non con metodo diretto. Quindi se Grillo ha deciso di essere forza extraparlamentare, si deve fare da parte e far lavorare chi è in parlamento perchè non è stato votato e non rappresenta l’elettorato.

    Bisogna decidere cosa si vuole fare da grandi, tenendo in considerazione che quel 22% in più che menzionate probabilmente non conosce bene il funzionamento del M5S, e che magari quando lo saprà vorrà valere uno. Quindi decidiamo: Vogliamo essere o dare spazio al Movimento integralista Antisistema Rivoluzionario (direi anche autoritario), o iniziare a fare i cittadini responsabili che cercano di far andare bene il paese operando scelte coerenti (come successo con Grasso)?

    Commento di Stefano — 18 marzo 2013 @ 15:27 | Rispondi

  6. Questo blog è talmente a senso unico che tutti i tuoi commenti vengono pubblicati 🙂 in quanto inerenti al tema trattato.

    La domanda cruciale che è stata posta e che hai abilmente sviato è chiara, ed è relativamente al problema che è uscito in questa discussione.

    Se viene contestato il metodo occorre proporre l’alternativa.

    Altrimenti si genera solo discussione a vuoto **solo per fare discussione** includendo i temi più disparati…. Nessuno è obbligato a votare M5S ne a condividere le sue regole. Belle o brutte che siano.

    Il problema è se è giusta questa regola nel codice di comportamento e le regole pubblicate on line che tutti i parlamentari hanno sottoscritto.

    “Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S”

    Ognuno nel gruppo parlamentare è libero nel decidere e proporre la propria proposta.

    E’ giusto che che il gruppo esprima il proprio voto in base alla decisione colleggiale del gruppo? Si o no?
    Questione di punti di vista.

    Se non la si condivide si propone un’alternativa. L’alternativa valida qual’è?
    Che ognuno ad ogni votazione voti in modo completamente autonomo indipendentemente dalla decisione di maggioranza presa del suo stesso gruppo? Non sembra un po rischioso questo modello?

    Commento di rovato5stelle — 18 marzo 2013 @ 17:20 | Rispondi


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