Rovato 5 stelle

2 giugno 2013

Finanziamento pubblici ai partiti: mediaticamente aboliti. La realtà? Una presa in giro

partitiI partiti proprio non capiscono, o non vogliono capire il risultato del referendum di tanti anni fa. I partiti non devono ricevere soldi pubblici. In questi giorni titoloni su tutti i giornali ma se andiamo a vedere la proposta di legge si scopre che è una enorme presa in giro.

DETRAZIONI. Dall’anno prossimo aumentano quelle per le erogazioni liberali ai partiti di persone e aziende: 52% fino a cinquemila euro, 26% – come le onlus – fino a ventimila. Cinquecento euro di sconto fiscale, al massimo, pure a chi si iscrive alle scuole di formazione politica. Ovviamente questo comporta una quota di mancato gettito per lo Stato al momento non quantificato (al ddl manca la bollinatura della Ragioneria ge- nerale).

Oltre il danno la beffa: foraggia il finanziamento delle lobby. Vi ricordate i 98.000 € donati dai Riva a Bersani? Il motivo del versamento è palesemente noto purtroppo, ma la cosa che fa arrabbiare è che in una situazione di questo tipo il grosso gruppo industriale può e potrà detrarre dalle tasse 40.000 euro. Tradotto finanzi il politico di turno (magari per qualche favore?) e paghi meno tasse. Una proposta in questo senso avrebbe senso solo per piccole donazioni ma non è il caso.

DUE PER MILLE. Viene introdotta la possibilità – a partire dal 2015 – di destinarlo ai partiti al momento della dichiarazione dei redditi o di lasciarlo all’erario. Tradotto o li doni o li doni. Capito che bella presa in giro?

Al comma 2 si legge, infatti, che “in caso di scelte non espresse, la quota di risorse disponibili… è destinata ai partiti ovvero all’erario in proporzione alle scelte espresse”. Chi non firma per nessuno, contribuisce lo stesso, proprio come accade nell’8 per mille alle confessioni religiose: per dare un’idea, solo il 43% circa dei contribuenti mette la propria firma sotto ad una delle caselle (Stato compreso), ma nel calderone finiscono i soldi di tutti e la Chiesa cattolica con meno del 40% delle opzioni si porta a casa ben oltre l’80% del fondo.

SOSTEGNI STATALI. I partiti avranno a disposizione spazi gratuiti sulla Rai per la messa in onda di messaggi politici; l’Agenzia del Demanio dovrà concedergli “almeno in ogni capoluogo di provincia” una sezione.

Nel frattempo, Repubblica, Corriere, Il Giornale, TV prendono per i fondelli i propri lettori. Benvenuti in matrix, passate parola!

Tratto da il fatto quotidiano dell’01/06/2013

 

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