Rovato 5 stelle

5 luglio 2013

M5S Lombardia approvati 12 emendamenti su 15. Di cosa trattano?

logo_regione_lombardiaLa Commissione Ambiente di Regione Lombardia ha approvato 12 dei 15 emendamenti presentati da M5S Lombardia al Piano regionale di sviluppo, un documento di programma che determina le linee guida dell’azione della Giunta Regionale da qui ai prossimi 5 anni.

«Siamo veramente felici del fatto che grazie alla nostra proposta Regione Lombardia sarà la prima regione in Italia ad adottare un bilancio ambientale, uno strumento che permetterà di effettuare un’analisi dei costi e dei benefici ambientali delle scelte amministrative dell’ente», dichiara Gianmarco Corbetta, consigliere M5S Lombardia della commissione.

Per Giampietro Maccabbiani, consigliere M5S Lombardia di Brescia, «un altro importantissimo risultato raggiunto è il rafforzamento del ruolo di ARPA, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente nel sistema di monitoraggio dei processi di Valutazione Ambientale Strategica e nella verifica delle prescrizioni previste dai procedimenti di Valutazione d’Impatto Ambientale e di Autorizzazione Integrata Ambientale. Abbiamo colto l’occasione per inserire in questo importante documento il principio del carattere pubblico dell’acqua, intesa come diritto e bene comune, nel pieno rispetto della volontà popolare espressa in occasione del referendum 2011, così come la necessità di favorire la diffusione delle piccole e medie imprese specializzate del riciclo e nel recupero di materia dai rifiuti».

«Abbiamo proposto che Regione Lombardia si impegni – aggiunge il consigliere M5S Andrea Fiasconaro – nella promozione della ricerca finalizzata a trovare una via definitiva e sicura per lo smaltimento dell’amianto; inoltre abbiamo evitato che passasse l’idea ambigua della semplificazione delle procedure autorizzative per le azienda a rischio di incidente rilevante, introducendo un più rassicurante concetto di ottimizzazione».

«Altri due grandissimi risultati ottenuti da M5S nel PRS sono l’incentivazione per le aziende produttrici di beni e prodotti non riciclabili alla riprogettazione industriale degli stessi e l’estensione delle indagini relative alla rilevazione del black carbon nelle centraline di controllo della qualità dell’aria di Arpa, in modo da ottenere un’informazione più puntuale della presenza degli inquinanti più pericolosi nell’aria che respiriamo, per poter adottare delle misure di prevenzione più efficaci», conclude Corbetta.

Tratto da BresciaPoint

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