Rovato 5 stelle

23 luglio 2013

Il decreto del wi-fi meno libero

Filed under: Economia,informatica,Informazione,Politica,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 14:24
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Bus Wifi MadridNel 2005, l’allora ministro dell’Interno Beppe Pisanu, stabilisce, per ragioni di anti-terrorismo, che chi voglia mettere a disposizione del pubblico l’accesso a Internet via wi-fi all’interno di un esercizio commerciale debba procurarsi una speciale autorizzazione, identificare, con tanto di carta d’identità la propria clientela e, quindi, tracciarne la navigazione online e conservarne prova. È un unicum nel panorama internazionale.

Nessuno all’estero si è posto il problema che un terrorista utilizzi la connessione a Internet di un bar per compiere un attentato. Eppure l’efficacia della norma viene prorogata di anno in anno per cinque lunghissimi anni che valgono, naturalmente, a rallentare la diffusione di Internet nel nostro Paese.

Solo nel 2011, finalmente, l’allora ministro dell’Interno, Roberto Maroni, interviene ad abrogare le regole volute dal suo predecessore, liberalizzando per così dire il wi-fi pubblico in Italia.

Il wi-fi è libero titolano i giornali. Seguono oltre due anni di silenzio nel corso dei quali bar, ristoranti, hotel e altri esercizi commerciali, sebbene con l’italica ritrosia all’innovazione e al digitale, cominciano a mettere a disposizione di clienti e avventori Internet in modalità wi-fi. Poi, nelle scorse settimane, quasi a sorpresa, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, si presenta alla conferenza stampa dedicata al cosiddetto decreto del Fare e annuncia di aver liberalizzato il wi-fi.

LA NOTIZIA fa il giro del web in pochi minuti e sono centinaia i tweet nei quali gli addetti al lavori si interrogano sul significato delle dichiarazioni del ministro giacché, a loro, risulta che il wi-fi fosse già libero da anni.

In effetti, il wi-fi era libero e resta libero anzi, caso mai, diventa un po’ meno libero perché si prevede che i gestori di bar e ristoranti – come quelli di ogni altro esercizio pubblico – debbano acquisire e conservare dei dati relativi alla navigazione degli utenti, completamente inutili in termini di anti- terrorismo ma, in taluni casi, costituenti dati personali.

Il Garante per la privacy, Antonello Soro, a questo punto, prende carta e penna e scrive al presidente del Consiglio e ai suoi ministri per esprimere preoccupazione circa la norma introdotta dal ministro Zanonato e per raccomandarne la cancellazione in sede di conversione del decreto legge in vista di una sua eventuale riproposizione dopo che il governo avrà avuto modo di approfondirne contenuti e impatto.

Niente da fare. Governo e Parlamento vanno avanti per la loro strada e, venerdì scorso, alla Camera dei deputati, viene approvato un emendamento attraverso il quale si raddoppiano gli oneri, per i gestori degli esercizi pubblici, in termini di tracciamento dei clienti che utilizzano il wi-fi e si dimezzano le garanzie di questi ultimi in materia di privacy e riservatezza.

Ora il provvedimento è in discussione a Montecitorio e sembra difficile che nel mare magnum degli oltre novecento emendamenti che accompagnano la conversione in legge del decreto del Fare, qualcuno si preoccupi di correggere il tiro e riliberalizzare il wi-fi.

E pensare che in Italia abbiamo e paghiamo un ministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, un viceministro delle Comunicazioni, due Commissioni parlamentari – una per ogni ramo del Parlamento – specializzate in Comunicazioni, l’Autorità Garante per le comunicazioni, Il Garante per la privacy, una cabina di regia per l’agenda digitale italiana, un’Agenzia per l’Italia digitale e, persino, un Mister Agenda Digitale.

Possibile che prima di prendere iniziative di questo genere sia così difficile fare un colpo di telefono a uno qualsiasi di questi soggetti e chiedere, semplicemente, cosa ne pensi?

Tratto dal Fatto Quotidiano 22.07.2013

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2 commenti »

  1. E cosa ci si deve aspettare da questi borbonici politicanti da strapazzo in carica nel nostro paese? Leggi borboniche, naturalmente! Tutti a casa devono andarsene!

    Commento di Maurizio Madaro — 23 luglio 2013 @ 23:37 | Rispondi

  2. Aggiornamento:
    gli emendamenti approvati venerdì scorso sono stati eliminati. Rimaniamo in attesa di vedere gli ulteriori sviluppi.
    peccato che il corriere dia la notizia come una “svolta epocale”, senza citare il fatto che l’Italia è al medioevo a livello di sviluppo della banda larga, tradotto esultano come se fosse una vittoria eliminare una norma ridicola.
    Fonte: http://estory.corriere.it/2013/07/23/colpo-di-scena-riparte-il-wi-fi-pubblico/

    Commento di rovato5stelle — 24 luglio 2013 @ 07:02 | Rispondi


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