Rovato 5 stelle

22 agosto 2013

Il business malato dei rifiuti. L’esempio di Verona

Filed under: Ambiente,Economia,Energia,Rovato 5 stelle,Salute — rovato5stelle @ 07:00
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inceneritore_bresciaFinalmente anche il managment di AGSM si è reso conto di quello che i cittadini avevano visto da tempo: non ci sono abbastanza rifiuti a Verona e nel Veneto per alimentare l’inceneritore di Ca’ del Bue. Il bando di gara prevede che l’ impianto debba bruciare 192 mila tonnellate all’ anno di rifiuti che, come già affermato dallo stesso assessore regionale Maurizio Conte nell’autunno scorso, non ci sono.

Quindi l’ attuale posizione di AGSM non è altro che una presa di coscienza della dura realtà; la scelta di far ripartire l’ inceneritore di Verona avrebbe della pesanti conseguenze sulla tariffa che i cittadini dovrebbero pagare per lo smaltimento dei rifiuti visto che nel bando della gara vinta dalla spagnola Urbaser c’è scritto che “I rifiuti verranno conferiti all’impianto sulla base delle destinazioni stabilite dall’Amministrazione Provinciale, quale autorità competente, in linea con le previsioni della Programmazione Regionale. I contratti verranno, pertanto, sottoscritti con le Amministrazioni Comunali conferitrici, per tutta la durata prevista nel piano finanziario. I quantitativi che verranno conferiti e garantiti, salvo rimodulazione della tariffa, sono quelli indicati nello studio di fattibilità e nel bando di gara, pari a 190.000 t/anno.

In pratica o si troveranno per 25 anni le 520 tonnelate al giorno da bruciare oppure i comuni della provincia dovranno “rimodulare” la tariffa per garantire il guadagno a chi gestisce l’ impianto.

E quindi ecco perché nonostante le trionfanti dichiarazioni sulla percentuale di raccolta differenziata di Verona questa sia ferma da qualche anno intorno al 50% (con un lieve calo l’ anno scorso) e da lì non si muova; aumentandola ancora si toglierebbe troppo carburante a Ca’ del Bue… Siamo inoltre rimasti sorpresi dalle affermazioni del presidente di AGSM Paolo Paternoster secondo cui “la regione si troverebbe a dover pagare una penale di 4-5 milioni di euro nel caso di annullamento dell’ opera” visto che contrastano con quanto dichiarato dall’ assessore Toffali in consiglio comunale lo scorso febbraio;

L’assesore alle partecipate del comune di Verona ha dichiarato che “la procedura di finanza è tuttora in corso e quindi non esiste un contratto con le previsioni contrattuali di danno e secondo il decreto legislativo 163 del 2006 nel caso ci fosse l’ interruzione di tutti gli atti preparatori, dei progetti preparatori e di tutte le attività che sono state propedeutiche alla gara assegnata in via provvisoria devono essere ristorati.

Quindi a noi risulta che non sia stato ancora firmato nessun contratto (che viene stipulato tra AGSM e Urbaser e non con l’amministrazione regionale) e non ci sarebbe nessuna penale da pagare nel caso la procedura venisse interrotta adesso.

Visto il continuo rimpallo di responsabilità tra l’ aministrazione comunale di Verona che controlla al 100% AGSM e la regione Veneto, quando potremo avere l’ onore di poter ospitare a Verona l’ assessore regionale Conte ed il presidente Zaia per informare i cittadini su quelle che sono le scelte della regione?

Se il viaggio da Venezia costa troppo siamo disponibili ad andarli a prendere ed a riaccompagnarli a nostre spese! Nel frattempo, le parole del presidente di Agsm ci hanno rinfrescato il ferragosto e ci avviciniamo all’idea di un futuro senza inceneritori, sostenibile e con un intero nuovo settore industriale da sviluppare in termini di occupazione e tecnologia . Verona può e deve diventare la città eco sostenibile di riferimento nazionale per la produzione di materie prime secondarie derivanti dal riciclo. Non solo. Abbiamo la possibilità unica di scrivere una pagina importante del nostro territorio che guardi al domani come una sfida da vincere per il rispetto e la salvaguardia del nostro territorio. Senza Cà del Bue sarà il primo passo. Pianificare un strategia di sostenibilità ne sarà la naturale conseguenza.

Alternative non ce ne sono. Se non si fermano adesso non lo potranno più fare in futuro per le condizioni dettate dal contratto. Ilva di Taranto, inceneritore di Brescia ed altri eco mostri ci hanno insegnato cosa significhi ammalarsi perché si respira morte. Se verrà ripreso in futuro il discorso inceneritore, Urbaser rivendicherà il tempo perso e siccome l’impianto é tarato per bruciare il doppio di quanto pattuito, si brucerà di tutto da tutta Italia per tenere le tariffe basse.

Aumentarle significherebbe perdere consensi ed i nostri amministratori sono sempre stati “lungimiranti” in questo senso .

Sembra un libro già scritto. La gente si ammalerà ma questa volta andremo da loro a chiedere i danni di una gestione cocciuta e sbagliata.

Se la volontà politica, invece, sarà rivolta alla sostenibilità il M5S é pronto ad appoggiare la giunta nelle battaglie e nei progetti specifci. In caso contrario ci uniremo ancora a coloro che prima di noi hanno rivendicato l’inutilità di quest’opera.

Tratto da http://www.movimento5stelle-verona.it

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