Rovato 5 stelle

23 novembre 2013

Consistente aumento dei rifiuti all’inceneritore di Brescia, interrogazione del M5S

inceneritore_brescia_vista_rovato

Vista dell’inceneritore di Brescia dal monte di Rovato.

Come noto è in corso la procedura di rinnovo dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) dell’impianto A2A, già attenzionata dal Gruppo consiliare del M5S per una serie di criticità ed oggetto di plurimi rinvii, l’ultimo dei quali parrebbe a Gennaio del prossimo anno.

A seguito dello studio della bozza di AIA riteniamo doveroso chiedere chiarimenti al sindaco dal momento che, in una recente nota spedita all’assessore regionale all’ambiente, lo stesso Del Bono e l’assessore comunale all’ambiente, si dicono fortemente preoccupati in merito alle proposte di ”Regione Lombardia“, le quali lasciano intravvedere un possibile consistente aumento dei rifiuti solidi urbani e speciali trattati dall’impianto”.

In vista dell’audizione, che oggi verrà espletata in commissione congiunta ecologia e bilancio, della società Aprica s.p.a., in relazione al contratto di servizio stipulato con il comune di Brescia, siamo, pertanto a chiedere quanto riportato nell’interrogazione allegata.

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA ORALE

La sottoscritta avv. Laura Gamba, capogruppo del Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle

premesso che
• Con nota inviata a Regione Lombardia (PROT. N° 110255/13 del 21/10/2013) l’assessore all’ambiente ed il dirigente competente avanzavano richiesta di un nuovo rinvio della Conferenza di Servizi per il rinnovo AIA dell’ inceneritore di Brescia, al gennaio 2014;
• La citata conferenza dei servizi è già stata oggetto di plurimi rinvii (dall’14/10/2013 al 19/11/2013);
• Con comunicazione inviata all’Assessore all’ Ambiente di Regione Lombardia Dr.ssa Claudia TERZI (PROT. N° 78428 del 23/07/2013) il Comune di Brescia, in persona dell’assessore all’ambiente e del sindaco evidenziava come l’emersione di alcuni elementi di novità rispetto alle precedenti AIA necessitasse dell’avvio di una seria riflessione “in merito all’utilizzo” dell’inceneritore di Brescia “in particolare per quanto concerne il conferimento di rifiuti solidi urbani RSU e delle cosiddette biomasse”;
• Che nella medesima comunicazione si sottolineava una “forte preoccupazione in merito alle proposte di” Regione Lombardia “che lasciano intravvedere un possibile consistente aumento dei rifiuti solidi urbani e speciali trattati dall’impianto”, con la conseguenza che il Comune di Brescia viste le “ben note condizioni ambientali della città ed in particolare della zona ove è situato” l’inceneritore necessitava di un “incontro preventivo di confronto” prima di esprimere qualsiasi parere in seno alla conferenza dei servizi;
• In base alla AIA già approvata l’inceneritore di Brescia potrebbe arrivare a bruciare ben 1.035.000 tonnellate di rifiuti a fronte delle 266.000 tonnellate inizialmente “pattuite” e mai rispettate nel noto patto siglato prima dell’apertura del megaimpianto a pochi passi dalla città;
• Ai sensi dell’art. 205 d. lvo 152/2006: “In ogni ambito territoriale ottimale deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alle seguenti percentuali minime di rifiuti prodotti:
a) almeno il 35% entro il 31 dicembre 2006;
b) almeno il 45% entro il 31 dicembre 2008;
c) almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012.
Nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti dal presente articolo, e’ applicata un’addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell’Autorità d’ambito, istituito dall’articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce l’onere tra quei comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla base delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli comuni”
• Nel Comune di Brescia, stando ai dati della società Aprica s.p.a., che gestisce attualmente il servizio, la percentuale si aggirerebbe attorno ad un misero 38,9% e non sarebbero mai stati raggiunti nemmeno gli obiettivi minimi dell’anno 2008;
• Nel comune di Bergamo Aprica ha avviato un sistema di raccolta porta a porta e nella città di Bergamo la differenziata si attesta attorno al 54% nell’anno 2012

CHIEDE DI SAPERE
1. Se l’incontro preventivo con l’assessore regionale abbia avuto luogo e con quale esito;
2. Se corrisponda al vero che Regione Lombardia intende far confluire nell’inceneritore di Brescia tutti i rifiuti della regione più industrializzata d’Italia con conseguente possibile aumento anche dei rifiuti speciali di tipo industriale;
3. Quale sia la quantità di rifiuti urbani RSU provenienti dalla raccolta a cassonetti del comune Brescia che vengono bruciati all’ interno dell’ impianto;
4. Quale sia la quantità di rifiuti urbani RSU del resto della Regione Lombardia che vengono bruciati all’ interno dell’ impianto in oggetto;
5. Quale sia la quantità di rifiuti speciali della città di Brescia che vengono bruciati all’ interno dell’ impianto in oggetto;
6. Quale sia la quantità di rifiuti speciali provenienti dalla Regione Lombardia e dal resto d’ Italia che vengano bruciati all’ interno dell’ impianto in oggetto;
7. Se corrisponde al vero che la terza linea dell’ inceneritore già ad oggi non viene più utilizzata per l’incenerimento di biomasse ma per RSU e rifiuti speciali;
8. Se nel corso degli anni di affidamento della gestione rifiuti il Comune abbia mai contestato formalmente alla società ASM/A2A/Aprica, il mancato raggiungimento dei limiti di legge nella raccolta differenziata e se intenda farlo ora;
9. Quali i sono, nel caso in cui vi siano, i costi di smaltimento di rifiuti in discarica sostenuti dal Comune di Brescia, e se il Comune abbia sostenuto oneri aggiuntivi ex art. 205 d.lvo 152/2006 cit.
10. Se la somma di circa 1.250.000€ circa inserita a bilancio consuntivo 2012 e frutto dell’accordo “compensativo” tra Comune ed allora ASM sia stata utilizzata anche negli scorsi anni per il fine precipuo per cui venne conferita all’ente o no e che intenzioni vi siano per il futuro da parte del Comune in merito all’utilizzo della somma indicata;
11. Se il Comune abbia stipulato in protocollo di intesa con Ministero competente ex art. 205 comma 1 bis e ter D.Lvo 152/06 e, in caso negativo, come ed in che tempi intenda adeguarsi ai limiti di raccolta differenziata pari al 65% stabiliti dall’art. 205 comma 1 d.lvo 52/2006 per l’anno 2012.

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