Rovato 5 stelle

18 giugno 2014

Mose, tutte le indagini del M5S prima che scoppiasse lo scandalo

modeNon poteva fare altro che dimettersi, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Il suo è stato un atto politico dovuto, nessuna cortesia istituzionale.

Quello che sta emergendo sulla vicenda Mose è una cupola di tangenti che mostra un altro livello: secondo le dichiarazioni dello stesso sindaco Orsoni, infatti, ci sarebbero anche due deputati del Pd coinvolti, Michele Mognato e David Zoggia.

Un triangolo dei fondi neri non relegato a un vertice marginale, ma che coinvolgerebbe l’intera classe dirigente, a più livelli.

Noi parlamentari del Movimento 5 Stelle vogliamo vederci chiaro. Vogliamo sapere cosa nascondono le dichiarazioni del sindaco. Fino a che punto le larghe intese del governo sono coinvolte nella realizzazione di un’opera che, come abbiamo più volte sottolineato, presenta anche delle criticità tecniche e ambientali.
Massima attenzione, da parte nostra, all’inchiesta, massimo appoggio per la magistratura ma, soprattutto, chiediamo al governo massima chiarezza.

La grande giostra del sistema Veneto che per molti anni ha fatto divertire politici, professionisti, imprenditori, amici, parenti… ma prima o poi la giostra si ferma. Da qualche tempo un generale “presentimento” ci suggeriva che le cose non andavano per il verso giusto: sempre le stesse aziende ad avere gli appalti e sempre gli stessi personaggi a fare da contorno e collegamento.
La bufera di questi giorni intorno al Mose e agli “eccellenti” arresti, portano alla luce un complesso sistema di intricati intrecci che ci portano lontano geograficamente (per esempio Svizzera e Indonesia) e “antropologicamente”, vista la diversa estrazione sociale dei personaggi coinvolti nelle indagini: dal politico di successo al dipendente pubblico, dall’imprenditore al professionista.
Tra gli arrestati il commercialista dei coniugi Galan, Dott. Venuti, oggetto di una nostra interrogazione del settembre 2013 nella quale chiedevamo ai Ministri come poteva essere garantito il requisito di indipendenza e assenza di conflitti di interesse, visti i numerosissimi ruoli di revisore, sindaco e amministratore, ricoperti dallo stesso.

Nella sede del Commercialista Venuti aveva il domicilio fiscale la società Margherita Srl, cui la signora Persegato, moglie di Galan, figurava fino a dicembre 2013. La società padovana aveva come oggetto sociale anche l’assunzione di partecipazioni di altre società sia in Italia che all’estero. Perciò si chiedeva ai Ministri “se le società siano state o siano ancora destinatarie di fondi statali e se tale destinazione non debba essere revocata ed eventualmente segnalata alla procura della Corte dei Conti”. Consigliata la lettura per farsi un’idea degli intrecci societari ed umani.

Non ci meraviglia più di tanto il coinvolgimento di un generale della Guardia di Finanza, Emilio, Spaziante, che passava informazioni sull’inchiesta. A dicembre 2013 chiedevamo ai Ministri di sospendere le attività dei cantieri, in attesa che le indagini fornissero un quadro più chiaro sul “presunto” sistema di spionaggio delle indagini venete, allo scopo di proteggere gli affari «poco puliti».
Ovviamente l’intreccio porta anche alle altre grandi opere del Veneto, per esempio la Valdastico, sulla quale abbiamo interrogato i Ministri in tempi non sospetti …
e anche qui i nomi si ripetono …
e si ripetono
e si ripetono

I suddetti atti ispettivi sono stati indirizzati ai Ministri dell’Interno, dell’Ambiente, della Salute, delle Infrastrutture e sono rimasti privi di risposta sebbene la gravità e la rilevanza delle interpellanze siano state confermate da quanto è recentemente emerso a seguito dell’attività svolta dalla Procura e il risalto offerto dai mezzi di comunicazione di massa; resta ancora una volta l’amaro in bocca nel momento in cui i fatti dimostrano che le iniziative meritevoli di attenzione restino inevase, per non dire volutamente ignorate, da chi già da tempo avrebbe potuto e dovuto intervenire.

Tratto da M5S Parlamento

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