Rovato 5 stelle

23 luglio 2014

Eni, le intercettazioni sul acquisto del maxi giacimento in Nigeria

Filed under: Ambiente,Economia,Energia,Politica,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Trasparenza — rovato5stelle @ 07:00
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eniRecidivo. Già nei guai nel 1992 per tangenti pagate al Partito Socialista dall’Enel, patteggia 1 anno e 4 mesi, quindi nel 2002 ne diventa amministratore delegato, condannato per la devastazione del delta del Po causato dalla Centrale Eni di Porto Tolle, sotto indagine dal 7 febbraio 2013 per corruzione per una presunta tangente al governo algerino per favorire Saipem (ENI) in appalti da 11 miliardi di dollari, ora di nuovo nei guai in qualità di a.d. Eni per corruzione internazionale per l’acquisizione nel 2011 di un giacimento petrolifero nigeriano del valore di 1 miliardo e 300 milioni di dollari. Insieme a lui sono coinvolti l’attuale ad di ENI e il noto faccendiere Bisignani.

ENI è una società che per il 26% è posseduta da Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta controllata per l’80% dal Ministero dell’Economia (MEF).

Il MEF detiene un 4% di azioni Eni. Il MEF è quindi il principale azionista di Eni e giunti a questo punto viene da chiedersi: ha un senso la partecipazione dello stato in questa società?

Per intenderci, una società la cui attività è ormai attenzionata dalla magistratura in modo continuo; una società che vede ai suoi vertici amministratori non propriamente puliti e con qualche scheletro nell’armadio (l’attuale presidente Marcegaglia, ad esempio, ha potuto godere dello scudo fiscale tremontiano, salvando l’azienda di famiglia dal reato di evasione fiscale…); una società la cui “utilità sociale” richiamata e tutelata dall’Articolo 41 della Costituzione è ancora tutta da dimostrare; una società il cui core business sono gli idrocarburi e la loro ricerca.. a tutti i costi aggiungo io!

Ebbene, come può lo Stato accettare ancora una situazione del genere?

Se Eni va male, paghiamo anche noi, ma se va bene ingrassano gli a.d. con stipendi e buone uscite milionarie. http://goo.gl/6USMIP

Nel frattempo la strategia energetica del paese la gestisce Scaroni&Co., i rapporti internazionali con la Russia e con i paesi africani è sempre cosa loro, mentre in Italia ci si limita a ad escogitare stratagemmi per fermare barconi di disperati che ogni estate tentano di abbandonare l’Africa per raggiungere le coste italiane.
Forse dobbiamo prendere atto che questa “coppia di fatto” (come tante altre) non sta portando alcun vantaggio al paese e sarebbe quindi giunta l’ora di cominciare a trattare Eni per quello che è: una società per azioni che opera sul libero mercato.
Così, è vero perderemmo i dividendi ma è un effetto collaterale tutto sommato tollerabile se paragonato al risultato: troncare l’intreccio malato tra potere politico e potere economico.

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-559554ac-2703-4fa1-b41d-e3a6fb6a01a0.html

PS: la costituzione all’articolo 41 tutela la libera iniziativa imprenditoriale e al comma 2 dice che tale iniziativa “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla liberà e alla dignità umana“.

di Dino Alberti

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