Rovato 5 stelle

29 settembre 2014

La verità sul finanziamento pubblico ai partiti. La nuova truffa dei partiti

balle_pdQuando ricevete una lettera da un partito, chiedetevi sempre chi paga per inviarla. Proviamo a scoprirlo.

«Con l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il Partito Democratico ha voluto dare un segnale di forte cambiamento al Paese. Abbiamo fatto una scelta verso la sobrietà, la responsabilità e la trasparenza. Da quest’anno saranno i cittadini a scegliere se e come sostenere la politica. Puoi scegliere di contribuire e partecipare ai progetti del PD anche devolvendo il 2×1000 dell’Irpef».

È il testo della lettera che il partito di Renzi ha inviato a raffica ai propri iscritti per chiedere elemosina, camuffandosi da buon samaritano. L’immagine che si vuole trasmettere è fin troppo chiara: “Ecco, avete visto? Abbiamo rinunciato a sottrarvi i soldi, siamo stati bravi. Almeno fateci la carità”.

Questo è quello che i ‘poveri’ squattrinati vorrebbero farci credere. La realtà è ben diversa: non hanno affatto rinunciato. Sono sempre gli stessi SOLDI PUBBLICI.

A cambiare è solo il METODO del prelievo: rinunceranno a sottrarceli per via diretta (e soltanto fra qualche anno), ma proseguiranno beatamente a farlo in forma indiretta. Anzi, lo fanno già oggi.

Il collega Enrico Cappelletti ha già spiegato che i partiti continueranno a percepire i rimborsi elettorali (il finanziamento pubblico nella sua versione moderna) almeno per i prossimi tre anniMa già da quest’anno, oltre ai rimborsi che sopravvivono, quegli stessi partiti potranno contare su un’ulteriore forma di finanziamento pubblico: il 2×1000 sull’Irpef.

Ai contribuenti la “libertà” di scegliere se versarlo o meno nelle loro casse. ATTENZIONE: non destinare il 2×1000 ai partiti non significa che lo si potrà risparmiare. È una parte di tasse già pagate dai cittadini, ovvero non è più nella loro disponibilità economica. Si tratta di soldi che rientrano nella disponibilità economica dello Stato. Il cittadino può solo decidere se destinarli ai partiti o ad altro. Ecco: potrebbero essere destinati ad altro. Anzi, DOVREBBERO essere destinati ad altro (ad esempio scuola, imprese, disabili, ecc.).

Invece i partiti vi invitano a donarli A LORO. Come se in tutti questi anni non ne avessero ricevuti abbastanza.

Ora: chi paga gli inviti, i richiami, le pubblicità che i partiti ci rivolgono per convincerci a versare loro il nostro 2×1000?

Chi paga l’invio delle lettere, cartacee o telematiche che siano? Chi paga i manifesti, i volantini, i pieghevoli per implorare elemosina?

E CHI PAGA LE BALLE CHE IL PD INVIA PER POSTA AI CITTADINI?

La risposta è nel Decreto Legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito in legge con modificazioni dalla Legge 21 febbraio 2014, n. 13. È il decreto-truffa sulla FINTA ABOLIZIONE DEI RIMBORSI ELETTORALI, divenuto legge a febbraio, giusto in tempo per dare a Renzusconi materiale per la propaganda elettorale in vista delle europee.

All’art. 12 si legge che per le spese relative alle «comunicazioni individuali e al pubblico», i partiti politici potranno usufruire non solo di tariffe postali agevolate, ma anche di ulteriori finanziamenti pubblici «determinati nel limite massimo di 9 milioni di euro nel 2014, 7,5 milioni di euro nel 2015 e 6 milioni di euro nel 2016».

Ecco chi paga le balle via posta del Pd: I CITTADINI.

Consideriamo, inoltre, che le missive via posta tradizionale vengono gradualmente sostituite dalle e-mail. Non c’è bisogno di affrancatura e non si prevedono francobolli, a meno che il partito del premier più digitale degli ultimi 150 anni non pensi di dover attaccare francobolli sul monitor dei pc per ogni singola mail. Dunque perché stanziare quei fondi?

Nel 2014, in piena era di nuove tecnologie – siti internet, e-mail, clouds, ecc. – la spedizione è praticamente a costo zero. E allora… come saranno utilizzati quei soldi? Qualcuno li rendiconterà? Qualcuno ci dirà se li hanno usati davvero per le spedizioni, o per altro? Magari per sanare qualche DEBITO?

Forse qualcuno ha dimenticato l’outing del tesoriere Pd nella scorsa legislatura, Antonio Misiani. Noi lo ricordiamo benissimo: «Rinunciare all’ultima tranche dei rimborsi elettorali? Impossibile, i partiti chiuderebbero. Sarà una verità impopolare, ma qualcuno deve dirla» (http://goo.gl/YAxMgz).

La verità è che una volta afferrato, il cane l’osso non lo molla più.

di Vito Crimi

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