Rovato 5 stelle

30 dicembre 2014

EXPO: qualcuno si è mai chiesto cosa succederà dopo?

arexpoCari cittadini italiani (lombardi in particolar modo), a circa 150 giorni dall’inizio dell’esposizione universale continuiamo a parlare di Expo 2015 e soprattutto del dopo Expo. Quando in Italia si parla di grandi eventi e di opere pubbliche, infatti, si sprofonda in un pozzo senza fondo fatto di malaffare, conflitti di interesse, prevaricazione dell’interesse personale su quello collettivo, corruzione e infiltrazioni mafiose. Abbiamo raccolto informazioni, fatto innumerevoli accessi agli atti, audizioni, studiato progetti, fatto sopralluoghi sui cantieri e segnalato anomalie alla Procura e al Presidente dell’Autorità Nazionale anti Corruzione, Raffaele Cantone.

L’Expo 2015 è stato presentato agli italiani, con abile strategia di marketing, come un’occasione imperdibile per rilanciare l’immagine, la credibilità e l’economia dell’Italia, adornando il tutto con il nobile tema “Nutrire il pianeta. Energia per la vita.

Continua, inoltre, ad essere alimentata l’errata convinzione che l’Expo sia un evento governativo, come se ogni cinque anni un comitato internazionale coordinato dai governi di tutto il mondo premiasse il Paese più meritevole consentendogli di ospitare questa manifestazione universale.

Questo il primo mito da sfatare: l’Expo nasce da un comitato privato ed è quindi un evento privato che si muove in un contesto di interessi privati i quali, grazie a fondi pubblici, genera guadagni privati.

E il motivo per cui ancora oggi questo evento risulta incredibilmente appetibile, nonostante le nuove tecnologie non richiedano più esposizioni di questo tipo per promuovere i prodotti nel mondo (ben diversa era la situazione nel 1851 anno della prima esposizione universale), è la possibilità irripetibile di sfruttare l’occasione per concretizzare modifiche al Piano di governo del territorio altrimenti impossibili da inserire nella ordinaria amministrazione (oltre alla movimentazione di ingenti capitali). A questo si aggiunge poi l’urgenza dovuta ai ritardi biblici (i primi tre anni sono stati persi a trattare l’acquisto dei terreni e a definire le poltrone più prestigiose e i loro compensi) che hanno obbligato a stringere i tempi e ad andare in deroga, aprendo le porte a politici corrotti, imprenditori edili, istituti bancari e naturalmente alle associazioni mafiose.

Ecco quindi che si alza il sipario e inizia lo spettacolo.

Tutti cominciano ad abbuffarsi alla ricca tavola dei fondi pubblici.

Continua a leggere l’articolo dei Portavoce regionali del M5S Lombardia

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