Rovato 5 stelle

1 maggio 2015

Macogna, discarica bloccata: il Tar chiede indagini sulla falda

macognaCava Macogna, il progetto della discarica resta sospeso. Lo ha deciso il Tar di Brescia in seguito all’udienza di mercoledì 22 aprile. L’ordinanza pubblicata in queste ore dispone un supplemento di indagini tecniche, in particolar modo per quanto riguarda i rischi per la falda. La decisione è arrivata dopo che l’Asl ha pubblicato una relazione in cui si evidenzia la presenza di pozzi privati che potrebbero essere danneggiati dall’interramento dei rifiuti nella cava.

La decisione segna un punto a favore dei comuni di Cazzago San Martino, Travagliato, Rovato e Berlingo che, assieme a Legambiente, avevano presentato una serie di ricorsi contro il progetto della ditta Drr. A questo punto bisognerà attendere la nuova perizia del consulente tecnico d’ufficio, il Ctu a cui già nel giugno 2014 era stata chiesta un’istruttoria sul caso. Si tratta di Laura Longoni, docente di Geologia applicata al Politecnico di Milano. La precedente relazione, datata 28 gennaio 2015, necessita di un ulteriore approfondimento proprio in merito ai rischi per i pozzi rilevati dall’Asl, nella cui relazione si sottolineava «la presenza di ricettori che potrebbero essere esposti alla migrazione di inquinanti in falda. Ciò pone il problema del riesame dei contenuti dell’analisi di rischio, sulla quale è chiamata a pronunciarsi l’Arpa».

Tratto dal Giornale di Brescia

30 aprile 2015

Regione Lombardia: OK alla discarica di amianto a Brescia da 78.000 mq

Manifestazione "Orgoglio leghista" alla Fiera di BergamoAlla fine i tecnici della Regione hanno (ri)autorizzato la contestata discarica d’amianto nell’ex cava di via Brocchi, a San Polo. La società che fa capo al gruppo Faustini (la stessa che invece ha trovato l’accordo con il comune sul parco delle cave) potrà quindi iniziare nei prossimi giorni i lavori per il rifacimento del lato nord della discarica e poi iniziare con lo smaltimento di 78mila metri cubi di lastre di eternit, che potranno arrivare (in quanto rifiuti speciali) da tutta Italia, non solo da Brescia e provincia.

Una vicenda molto travagliata quella della discarica Profacta. Iniziata con il «sì» da parte della giunta Corsini nel 2008. E che poi ha visto, nel 2010, il presidio costante di residenti e ambientalisti ai lavori di scavo; a giugno dello stesso incassano una vittoria al Tar (mancava una perizia geologica al progetto).

L’IRA DEI COMITATI: «FAREMO RICORSO AL TAR»

Nel 2012 hanno anche digiunato per giorni davanti alla Loggia (al tempo governata da Paroli) quando stavano per arrivare i rifiuti. Poi ad ottobre dello stesso anno è arrivato il sequestro del sito da parte del pm Federico Bisceglia (morto recentemente in un incidente stradale): aveva scoperto irregolarità nello smaltimento dei sacchi d’amianto e nella realizzazione dello stato drenante del fondo discarica. E mentre partiva l’iter per una nuova Aia (autorizzazione integrata ambientale) in Regione, il nuovo assessore all’Ambiente Fondra nel 2013 esprimeva la sua contrarietà al progetto. «Di certo non staremo fermi ma stiamo preparando un ricorso al Tar per motivi aggiunti – commenta Pietro Garbarino, legale di Legambiente ma anche dei comitati Codisa e Antinocività -. Faremo di tutto per impedire l’apertura di questa discarica, troppo vicina alla case». Nel quartiere fervono le assemblee. È prevista una manifestazione per il 9 maggio. Chissà se ci saranno le migliaia di persone viste a Berlingo due domeniche fa.

Tratto da Brescia Point

19 marzo 2015

Interrogazione ‪‎M5S‬, discarica Macogna arriva in Parlamento

plis_macogna_rovato_m5sLa provincia annulli l’atto in Autotutela. Le associazioni ambientaliste ed i comitati, trovano voce nel Movimento 5 Stelle che nei giorni scorsi ha depositato un’interrogazione parlamentare per denunciare la concreta possibilità di contaminazione della falda acquifera che mette a rischio la popolazione e l’ambiente della ‪#‎Franciacorta‬

Nelle scorse settimane il TAR di Brescia ha persmesso il conferimento dei rifiuti nella ex Cava ‪#‎Macogna‬ a Cazzago san Martino, a confine con i comuni di Rovato, Travagliato e Berlingo, nelle immediate vicinanze del centro abitato di quest ultimo.

Non è possibile autorizzare progetti così spregiudicati, chiudendo gli occhi davanti alla presenza di pozzi per uso potabile, per questo con i deputati Bresciani m5s, Claudio Cominardi, Sorial Girgis Giorgio e Tatiana Basilio, abbiamo presentato questa interrogazione al governo.

La Provincia, ha autorizzato la discarica al posto di un Parco Locale di Interesse Sovraccomunale PLIS, già istituito dai quattro comuni nell’ottica della restituzione al territorio di una zona altamente degradata.

L’autorizzazione a conferire i rifiuti è arrivata a due giorni dalle elezioni, quando il consiglio provinciale non era più in carica come previsto dal famoso decreto che avrebbe dovuto abolire le Province. Non ha nemmeno atteso l’imminente sentenza definitiva da parte del TAR. Ci attendiamo decisamente l’annullamento dell’atto della provincia in autotutela!

In questa interrogazione ribadiamo inoltre al Governo le richieste del Movimento 5 Stelle che punta ad istituire una moratoria per vietare altre discariche in provincia di Brescia, territorio con un levato indice di pressione ambientale che smaltisce in discarica più del 50% dei rifiuti di tutta la Lombardia.

Dino Alberti

9 marzo 2015

Fukushima: dopo 4 anni il problema è più grande che mai

fukushimaIl notiziario di Bloomberg del 25 febbraio svela le preoccupazioni della Tepco, la corporation elettrica giapponese, che, a quattro anni dalla fusione del nocciolo dei reattori di Fukushima e delle barre di combustibile esauste, sta indagando le cause di un picco di livelli di radiazione registrato a febbraio nell’acqua di drenaggio riversata nell’oceano Pacifico.

Evidentemente, l’acqua piovana viene ancor oggi contaminata dal contatto con sostanze radioattive. La Tepco aveva già scoperto 23.000 becquerel per litro di Cesio 137 nell’acqua piovana accumulata sul tetto dell’edificio del reattore n° 2, quando il limite legale per il rilascio di cesio 137 dovrebbe non superare i 90 becquerel per litro. Una dose mortale, che permane e si diffonde nel tempo, in aggiunta al fatto che una simile esposizione aumenta in modo incalcolabile lo sviluppo di tumori. Evidentemente, le perdite nell’oceano sono ancora in corso, anche dopo l’evacuazione di 160.000 persone nella zona e dopo che il governo giapponese si era prefisso di bonificare 11 delle municipalità più gravemente contaminate della Prefettura di Fukushima entro il marzo 2014, per ridurre la dose annua a 1 milliSievert.

La presenza di acqua radioattiva costituisce una novità a cui l’incidente di Chernobyl non ci aveva esposto: i reattori di Fukushima, al contrario di quello ucraino, sono reattori moderati ad acqua e la fusione del nocciolo, se c’è sversamento in mare dell’acqua di raffreddamento, comporta una diffusione delle radiazioni attraverso la dinamica delle correnti e la propagazione attraverso le catene alimentari che l’oceano ospita. Purtroppo le informazioni che abbiamo seguono lo standard di segretezza e non trasparenza di tutto il sistema nucleare: nulla è sotto controllo e ormai i dati sulla contaminazione e le conseguenze sanitarie sono stati talmente nascosti e manipolati fin dall’inizio, che è veramente difficile fare bilanci e previsioni serie.

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30 ottobre 2014

Rifiuti e aria: Brescia scende all’80 esimo posto

brescia-smogL’ambiente è insano, l’aria è avvelenata e la raccolta della differenziata a livelli bassissimi.

Non sono buoni i parametri di Brescia che, nella 21esima edizione dell’indagine «Ecosistema urbano» prodotta da Legambiente e Ambiente Italia, si classifica ad un pessimo 80esimo posto, con 7 punti in meno del 2013.  Pesano nell’aria le polveri sottili e ossidi d’azoto, i troppi rifiuti pro capite (oltre 691 kg) e una cattiva raccolta differenziata che è al 38,2%, cioè tra le più basse dl Nord. Come riporta il Corsera, la qualità dell’aria è migliorata, ma  ancora lontana dai limiti imposti dall’Europa; la quantità di biossido d’azoto è alta e la città spreca troppa acqua (174 litri a testa al giorno).

L’altra faccia della medaglia vede invece buoni voti per il trasporto pubblico, anche grazie alla metro, per  la buona capacità di depurazione delle fognature e per le condizioni buone delle tubature dell’acquedotto. Posizionamento buono anche per  il consumo di elettricità pro-capite, per la quale si classifica 34esima con 1073 kwh all’anno a testa.

Fonte

4 giugno 2014

Cromo VI anche a Lograto, Adro e Rovato

mappa_brescia_acqua_cromoResta malato l’ambiente di Brescia e delle zone più antropizzate della provincia. Resta malata l’aria, ma soprattutto l’acqua di falda inquinata da metalli pesanti, solventi e pesticidi. La situazione è grave in città (è noto l’inquinamento da cromo esavalente e organo-alogenati) ma lo è anche in paesi dell’hinterland, delle valli, della Bassa.

Restano malate anche le acque del fiume Mella e di diversi piccoli torrenti che raccolgono scorie civili e industriali spesso non trattate dai depuratori, inesistenti o vecchi e inadeguati. E la convalescenza e l’auspicabile guarigione restano lontane. Molto più lontane dei tempi dettati dall’Unione Europea, che aveva stabilito l’obbligo di raggiungere nel 2015 una qualità «buona» per tutte le acque superficiali. Un obiettivo che Brescia ha fallito, andando incontro ad una infrazione Ue.

CROMO NON SOLO A BRESCIA MA ANCHE A LOGRATO E ROVATO

La radiografia ecologica completa del Bresciano è stata fatta dall’Arpa, che ha pubblicato il corposo «Stato dell’ambiente 2014». In trenta dei paesi analizzati l’acqua sotterranea risulta «scadente» anche se potabile. «Sufficiente» in una decina di comuni e «buona» in altri nove. Salta ad esempio all’occhio che il cancerogeno cromo VI non ammorba solo l’acqua della bassa Val Trompia e della zona ovest della città ma anche paesi «insospettabili». È stato trovato due volte su 14 analisi ad Adro, nella vicina Rovato (un pozzo della discarica) ed a Lograto, in un pozzo che alimenta l’acquedotto («valori tra 5 e 8 microgrammi/litro» ricorda la direttrice dell’Arpa di Brescia Maria Luisa Pastore. Le cause? La Pastore non ha dubbi: «È di origine antropica». Ovvero, al di là del vocabolo d’origine greca, «opera dell’uomo», delle sue attività industriali. Certo, nessuno ruba il primato di zona più inquinata alla città di Brescia e alla bassa Val Trompia, dove nonostante settant’anni di industrializzazione forsennata le istituzioni non hanno mai realizzato un depuratore. Ecco il ritrovamento in falda di solventi organo-alogenati: il triclorometano a Concesio, il tri e tetracloroetilene a Sarezzo e Villa Carcina. Solventi presenti, in quantità inferiori ai limiti di legge, anche nell’acqua potabile dell’acquedotto. Ma il tetracloroetilene si trova anche in paesoni con presenza di industrie come a San Zeno Naviglio e Travagliato. A Flero invece abbonda il nichel.

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1 giugno 2014

Canapa e cotone a confronto

canapa_cotoneLa Canapa ha il più basso impatto ecologico. 
Il cotone ha bisogno di due volte l’estensione di un campo per eguagliare la produttività della canapa. 
Per avere un kg di fiocchi di cotone occorrono 9 mila e 700 litri d’acqua. 
Per avere un kg di CANAPA totalmente utilizzabile in ogni sua parte occorrono 2 mila e 200 litri d’acqua. 
La fibra della canapa è quattro volte più forte di quella del cotone.
La Canapa non ha bisogno di pesticidi ed erbicidi.
Il Cotone ha bisogno di tanti agenti chimici.
La coltivazione di Cotone lascia la terra bruciata e le
 acque inquinate.

Fino agli anni 60 prima che venisse soppiantata da derivati del petrolio veniva definita il maiale dei vegetali perché dava una resa totale, ovvero si utilizzava in tutte le sue parti.

La coltivazione della canapa è stata vietato negli Stati Uniti e in altri paesi nel 1937 a causa della minaccia che ha causato ad alcune società e le loro attività.

E’ necessario ricordare che l’80% del cotone mondiale è OGM fornito dalle multinazionali sementiere che a loro volta producono anche gli antiparassitari per le culture e come se non bastasse hanno in mano anche l’industria farmaceutica.Se avete una T-shirt o dell’intimo prodotti con cotone made in China o in India avete addosso del cotone geneticamente modificato. E i raccolti proclamati dalle aziende Biotech che producono sementi OGM? Un fallimento come mostra il recente bando delle sementi di cotone OGM in India.

Tratto da dionidream.com

21 maggio 2014

Castegnato, Paderno, Ospitaletto e Passirano. Metà Franciacorta inquinata da PCB

caffaroChe lo stato della falda di Brescia non fosse in buone condizioni lo si sapeva già da tempo. A ulteriore conferma del suo precario stato di salute si sono aggiunte le rilevazioni dei carrotaggi dell’Arpa svolti in particolare sulle zone a Ovest della città, nei comuni di Castegnato, Paderno Franciacorta, Ospitaletto e Passirano.

Qui sono state trovate tracce di diversi solventi inquinanti, di tricloroetano e di Pcb. I risultati sono stati presentati anche al ministero dell’Ambiente, più precisamente alla Conferenza dei Servizi che si è svolta mercoledì a Roma, in presenza proprio dei tecnici dell’Arpa.
Le analisi hanno confermato «l’inquinamento a macchia di leopardo nella falda acquifera nella zona ovest della città. In particolare, dai primi carotagg si hanno ulteriori informazioni sulle cause, che sono legate all’irrigazione delle aree agricole effettuata in passato» ha dichiarato Maria Luisa Pastore, direttore del Dipartimento provinciale dell’Arpa Brescia riferendosi al territorio molto esteso della nostra provincia, caratterizzato «da una diffusa e storica presenza di solventi».
Si è inoltre specificatoche «attualmente l’Arpa utilizza strumenti di analisi durante i carotaggi molto moderni, non paragonabili con quelli del passato, in grado di dare informazioni precise e dettagliate». E, nel dettaglio, emerge che il livello di inquinamento delle aree agricole non è omogeneo, ed è, appunto, strettamente collegato dalle irrigazioni dei campi che, evidentemente, hanno spostato gli inquinanti da una zonaall’altra della provincia. Ed emerge, anche, che nelle fasce ai margini del fiume Mella non ci sono inquinanti. I primi dati saranno pubblicati a giorni sul sito del Dipartimento di Brescia dell’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente e costantemente aggiornati.

Tratto da Brescia Point

17 maggio 2014

Infestati da cloro, solventi e PCB

acqua_inquinamento_citta_wwf«La falda acquifera è malata». A sancirlo è la «relazione» preliminare dell’Arpa, esito di un’indagine fatta su città e provincia in vista di entrare nel vivo del progetto «Plum» (il piano per individuare le fonti dell’inquinamento). Cromo esavalente, solventi clorurati, Pcb e tricloroetano: sono questi i veleni che infestano il territorio bresciano.

Per combatterli – e sulla base di un quadro scientifico ben preciso, in cui è stata condotta una vera e propria mappatura delle zone inquinate – l’Arpa ha pianificato una rete di 300 pozzi di controllo per sorvegliare le cinque macro aree «rosse» e dare così la caccia non solo agli inquinanti, di fatto già individuati, ma soprattutto ai «focolai» della contaminazione. Intercettando quella che nel linguaggio tecnico si chiama «sorgente» e che, in quello pratico, si traduce nell’individuare chi (o cosa) inquina e dove.

VAL TROMPIA È stata rilevata, su più campionamenti, una contaminazione da cromo VI e da solventi clorurati.

BRESCIA L’area comunale presa in esame include il Sito di interesse nazionale Brescia Caffaro: le indagini di caratterizzazione effettuate dai tecnici hanno evidenziato una contaminazione della falda da cromo esavalente, Pcb e solventi clorurati.

DESENZANO E LONATO La lente di ingrandimento sulla zona nasce nel 2009, quando nel corso della realizzazione di un pozzo ad uso idropotabile, in località Montelungo, è stata rilevata «una situazione di compromissione ambientale dovuta a un inquinamento da solventi» si legge nella relazione dell’Arpa. Il riferimento corre alla presenza di tricloroetano e tetracloroetilene tricloroetilene.

OVEST BRESCIANO Quattro i Comuni inserito nello studio: Castegnato, Paderno Franciacorta, Ospitaletto e Passirano. Un territorio molto esteso, caratterizzato «da una diffusa e storica presenza di solventi».

EST BRESCIANO Le indagini effettuate nei Comuni di Mazzano, Castenedolo e Montichiari hanno evidenziato «una situazione di compromissione ambientale dovuta sempre ad inquinamento da solventi».

Tratto da Brescia Point

24 aprile 2014

Acqua contaminata a Brescia: M5S avvia le contro analisi direttamente con i cittadini

acqua_cromo_bresciaSono 74 i cittadini di Brescia e provincia che la sera del 22 aprile si sono presentati alla sede del Meetup amici di Beppe Grillo di via Gabriele Rosa in città per consegnare un campione d’acqua del loro rubinetto. Il motivo? Sapere quanto cromo esavalente contiene. Un timore più che giustificato dopo il caso dei 65 microgrammi trovati dai privati in via Razziche lo scorso 11 marzo. Sono infatti sempre più i cittadini che vogliono sapere che cosa esce dai loro rubinetti e non si fidano delle analisi ufficiali di A2A e Asl, che hanno sempre rilevato valori inferiori ai 10 microgrammi/litro.

Il tam tam tra i cittadini è avvenuto sul web. Lo stesso senatore Vito Crimi in un video su Youtube spiegava le modalità di raccolta dei campioni, che saranno analizzati dal laboratorio Chemiricerche di Mazzano, accreditato Accredia. Il costo per i cittadini è stato di 20 euro. Analisi che non avranno valore legale, ha spiegato lo stesso Crimi su Youtube, ma che serviranno come controprova della qualità dell’acqua fornita dal gestore. Un supplemento d’attenzione non da poco nella Brescia dei veleni, ammorbata dalle tante criticità ambientali che si sono assommate nel suo passato industriale (remoto e prossimo)

In città comunque, soprattutto dopo il caso delle analisi delle mamme che a febbrai a Mompiano e vicino piazza Arnaldo avevano trovato valori doppi rispetto a quelli dichiarati sul sito dell’Asl di Brescia, sono sempre di più i cittadini che si rivolgono ai laboratori privati per un’analisi del cromo VI, i cui costi oscillano tra i 10 e i 50 euro. Calcolando un margine di errore di 2 o 3 microgrammi litro, nelle ultime due settimane non sono più emersi dati contrastanti rispetto a quelli delle istituzioni.

Tratto da Brescia Point

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