Rovato 5 stelle

22 aprile 2014

Cosa è cambiato fino ad ora?

lobbyCi sono persone che chiedono: “Cosa è cambiato fino ad ora? Io non vedo nessuna differenza“.

La risposta sta nella domanda stessa. Milioni di persone in Italia hanno cambiato il modo di approcciarsi alla politica, tante persone sono giunte alla conclusione che non c’è altro modo di cambiare il sistema se non dall’interno del sistema stesso unendoci sulla base di idee e non di ideologie che favoriscono solo la disgregazione ed il mantenimento del sistema stesso. Altri milioni di persone continuano a rimanere attaccati alla realtà creata ad hoc da tv media e giornali collegati direttamente o indirettamente al sistema che li ha alimentanti e li ha fatti vivere fino ad ora.

Ma quali differenze ci sono rispetto a qualche anno fa?

Adesso c’è una forza politica che:

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19 febbraio 2014

La questione cromo a Brescia arriva in parlamento

Filed under: Acqua pubblica,Ambiente,Good News,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 07:00
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dino_alberti_cromo_bresciaIl Movimento 5 Stelle martella da tempo il governo per ottenere una svolta sulle diverse questioni ambientali. Il problema della presenza del Cromo VI nelle acque per il consumo umano è tra le principali.

Già ad Ottobre 2013 il M5S interrogava il governo per l’avvio di indagini sullo Stato delle acque destinate al consumo umano nella città di Brescia. A Dicembre il M5S ci riprova con decisione presentando alle commissioni VIII e XII alla Camera (commissioni ambiente ed affari sociali), una risoluzione per chiarire il controverso quadro normativo che regola le acque del consumo umano, facendo prevalere il principio di precauzione a tutela della salute umana, e impegna il Governo alla modifica del decreto legislativo n. 31 del 2001 prevedendo per le acque destinate al consumo umano una concentrazione massima di cromo esavalente pari a 5 microgrammi/litro.

Questo limite è già previsto per la verifica dell’inquinamento delle acque sotterranee, ma nessun limite di cromo VI è imposto alle acque per il consumo umano, pur essendo dimostrato quanto il cromo esavalente sia carcinogenico e mutagenico. Le indagini sulle acque bresciane che hanno allarmato i cittadini nei giorni scorsi, verificano una concentrazione di cormo VI decisamente superiore a questo limite di legge.

Il Governo Resta immobile davanti alle continue sollecitazioni del Movimento 5 Stelle; non risponde alle Interrogazioni, e non attua le risoluzioni. Anzi, il PD (principale partito di Governo) insegue il M5S, si auto-interroga, ma non risolve la questione. Speriamo, prima o poi, risponda almeno a se stesso”.

Ferdinando Alberti – Deputato Movimento 5 Stelle

31 gennaio 2014

Castegnato: dopo il cromo spuntano altri veleni sotto la A4

A4_milano_veneziaDopo il cromo esavalente è la volta del tricloroetano, sostanza tossica arrivata addirittura nella prima falda. Non c’è pace per l’«autostrada dei veleni» nel tratto bresciano della A4. Da venerdì sul tavolo della direttrice dell’Arpa Brescia ci sono le analisi sull’acqua di falda che scorre a valle della montagna di scorie industriali trovate durante i lavori di realizzazione di un sottopasso alla linea Tav. Ebbene, un piezometro ha trovato concentrazioni del nocivo solvente clorurato quattro volte i valori consentiti: 0,9 microgrammi al litro rispetto ad un limite di 0.2 microgrammi.

I LIVELLI DI INQUINAMENTO – «Non si tratta di un inquinamento allarmante come quello riscontrato per il cromo esavalente (i valori arrivavano a 1400 microgrammi per chilo di terra, ndr )» precisa la direttrice dell’Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore. Ma è comunque sufficiente a fermare i lavori per la realizzazione del sottopasso. «Ora è necessario prevedere un piano di messa in sicurezza prima di iniziare la realizzazione dell’opera. Ci sono pochi dubbi sul fatto che i veleni provengano da quella montagna di scorie industriali utilizzate negli anni Ottanta per realizzare la massicciata della terza corsia della A4, da Brescia a Milano. «Il tricloroetano infatti è stato riscontrato in uno dei quattro piezometri installati a valle del sito inquinato – aggiunge la Pastore – mentre i due piezometri a monte risultano in regola». Il tricloroetano, fuorilegge dal 1996, nella seconda metà del Novecento è stato utilizzato come efficacissimo solvente-sgrassante nell’industria metallurgica e meccanica. E con tutta probabilità si trova nelle scorie d’acciaieria e di galvanica smaltite illecitamente. Da lì negli anni, ha proseguito una lenta ma inesorabile discesa verso la prima falda, che a Castegnato oscilla tra i 30 e 40 metri dal piano campagna.

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24 gennaio 2014

Cancro e inceneritori: la censura del quotidiano “La Repubblica”

Patrizia_GentiliniLettera aperta (e finora non pubblicata dal primo destinatario) a firma di 50 MEDICI E BIOLOGI ITALIANI

20 Marzo 2009 – La lettera che segue è stata inviata più di 10 giorni fa a “Repubblica”, ma nonostante le sollecitazioni non è stata pubblicata. I mittenti hanno deciso allora di inviarla a diversi giornali nella speranza di ottenere la visibilità richiesta.

La lettera è in difesa della dottoressa Patrizia Gentilini, letteralmente “aggredita” verbalmente dal presidente della Provincia di Firenze (oggi candidato sindaco) dopo che la Gentilini si era permessa di esprimere – da oncologa – il suo parere fortemente contrario agli inceneritori e termovalorizzatori (quelli che i medici di mezza Italia ormai chiamano più correttamente “cancrovalorizzatori”).

Gent.mo Direttore,

nell’edizione di Firenze di Repubblica del 25 febbraio scorso è riportato l’articolo sull’apertura della causa civile per diffamazione intentato dalla dr.ssa Patrizia Gentilini nei confronti del presidente della Provincia di Firenze e candidato a sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi.

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22 novembre 2013

ARPA: Cromo nell’acqua a Brescia e provincia

caffaroAcque inquinate, quando escono dal rubinetto e forse anche quando ‘partono’ dalla falda. La relazione preliminare targata ARPA sul livello d’inquinamento degli acquedotti bresciani non lascia adito a dubbi, e riaccende quella preoccupazione in realtà mai sopita, senza pace, per chi si vede costretto a pagare colpe manco troppo lontane ma che i segni ‘vivi’ li hanno lasciati.

Si parla ancora di inquinamento, e in particolare di cromo esavalente, solventi, tricloroetano e ovviamente PCB, tra gli inquinanti più discussi della storia recente bresciana. L’indagine Arpa si pone il problema, forse per la prima volta, di individuare le cosiddette ‘sorgenti’ dell’inquinamento, un viaggio a ritroso dal rubinetto al pozzo, e poi ancora all’origine della possibile contaminazione.
Non vanno bene comunque le acque bresciane: in città, soprattutto nella zona Caffaro, l’acqua risulta ‘invasa’ da PCB e solventi clorurati, oltre all’immancabile cromo esavalente; non molto meglio nell’hinterland, a Castegnato o Castenedolo, Mazzano o Montichiari, dove addirittura l’inquinamento da solventi sarebbe ‘storico’.
Anche in Franciacorta si registra “una diffusa e storica presenza” di inquinanti, e una situazione che come in altri paesi risulta ormai “quasi compromessa”. E se in Valtrompia purtroppo c’era da aspettarselo, stupisce che anche paesi come Desenzano e Lonato abbiano fatto registrare tassi di inquinamento delle acque così elevati, con la presenza accertata di tricloroetano e tetracloroetilene tricloroetilene in un pozzo ad uso idropotabile (si fa per dire) in località Montelungo.

In conclusione le aree interessare sono la Val Trompia, la città e il sito CaffaroDesenzano e Lonato in località Montelungo, l’Ovest Bresciano e nello specifico i comuni di CastegnatoPaderno Franciacorta,Ospitaletto e Passirano e l’est a MazzanoCastenedolo e Montichiari.

Tratto da Brescia Point

13 luglio 2013

Decreto del fare: libertà di inquinare

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acqua_inquinamento_citta_wwfChi inquina le falde acquifere non pagherà più. Tra le tante sorprese del cosiddetto ‘Decreto del Fare’ c’è anche la “epifania degli inquinatori” ovvero la subordinazione del disinquinamento alle cosiddette compatibilità economiche di chi ha commesso il reato. Detto in altre parole, chi inquina non paga. Si stenta a crederlo ma è proprio così.

E il Forum dei movimenti per l’acqua lancia giustamente l’allarme, affermando che ”viene messa a rischio la salute dei cittadini e la qualita’ dell’acqua delle falde; un patrimonio comune di straordinaria importanza per la vita del Paese”. Per questo il Forum si appella al ministro dell’Ambiente affinché ”il Governo riveda profondamente una posizione del tutto inaccettabile su un bene comune come l’acqua”.

Il governo e le lobby industriali hanno introdotto ”nel cosiddetto ‘Decreto del Fare’ una norma di modifica del testo unico sull’ambiente (D.lgs. 152/2006) che fa ritornare all’anno zero il settore delle bonifiche: nel testo si legge che ‘nei casi in cui le acque di falda determinano una situazione di rischio sanitario, oltre all’eliminazione della fonte di contaminazione ove possibile ed economicamente sostenibile, devono essere adottate misure di attenuazione della diffusione della contaminazione”’.

La deduzione del Forum: ”La qualita’ dell’acqua è subordinata alle logiche economiche, da oggi se chi inquina è d’accordo, si attenuerà l’inquinamento senza eliminare le sue fonti. E’ assolutamente grave che venga inserito il principio della sola ‘attenuazione”’. Secondo Enzo Di Salvatore, docente di diritto costituzionale all’università di Teramo, ”ciò viola anche il diritto dell’Unione europea e segnatamente il principio chi inquina paga”. Il Forum chiede ai parlamentari di tutti i gruppi di intervenire ”per stralciare o almeno modificare profondamente le norme” in questione. Infine il Forum metterà in campo ”una serie di iniziative per contrastare quest’attacco all’accesso all’acqua potabile che l’ONU stesso ha sancito essere un diritto umano”.

Tratto da http://www.controlacrisi.org

5 luglio 2013

M5S Lombardia approvati 12 emendamenti su 15. Di cosa trattano?

logo_regione_lombardiaLa Commissione Ambiente di Regione Lombardia ha approvato 12 dei 15 emendamenti presentati da M5S Lombardia al Piano regionale di sviluppo, un documento di programma che determina le linee guida dell’azione della Giunta Regionale da qui ai prossimi 5 anni.

«Siamo veramente felici del fatto che grazie alla nostra proposta Regione Lombardia sarà la prima regione in Italia ad adottare un bilancio ambientale, uno strumento che permetterà di effettuare un’analisi dei costi e dei benefici ambientali delle scelte amministrative dell’ente», dichiara Gianmarco Corbetta, consigliere M5S Lombardia della commissione.

Per Giampietro Maccabbiani, consigliere M5S Lombardia di Brescia, «un altro importantissimo risultato raggiunto è il rafforzamento del ruolo di ARPA, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente nel sistema di monitoraggio dei processi di Valutazione Ambientale Strategica e nella verifica delle prescrizioni previste dai procedimenti di Valutazione d’Impatto Ambientale e di Autorizzazione Integrata Ambientale. Abbiamo colto l’occasione per inserire in questo importante documento il principio del carattere pubblico dell’acqua, intesa come diritto e bene comune, nel pieno rispetto della volontà popolare espressa in occasione del referendum 2011, così come la necessità di favorire la diffusione delle piccole e medie imprese specializzate del riciclo e nel recupero di materia dai rifiuti».

«Abbiamo proposto che Regione Lombardia si impegni – aggiunge il consigliere M5S Andrea Fiasconaro – nella promozione della ricerca finalizzata a trovare una via definitiva e sicura per lo smaltimento dell’amianto; inoltre abbiamo evitato che passasse l’idea ambigua della semplificazione delle procedure autorizzative per le azienda a rischio di incidente rilevante, introducendo un più rassicurante concetto di ottimizzazione».

«Altri due grandissimi risultati ottenuti da M5S nel PRS sono l’incentivazione per le aziende produttrici di beni e prodotti non riciclabili alla riprogettazione industriale degli stessi e l’estensione delle indagini relative alla rilevazione del black carbon nelle centraline di controllo della qualità dell’aria di Arpa, in modo da ottenere un’informazione più puntuale della presenza degli inquinanti più pericolosi nell’aria che respiriamo, per poter adottare delle misure di prevenzione più efficaci», conclude Corbetta.

Tratto da BresciaPoint

4 giugno 2013

L’economia delle risorse naturali

economia_delle_risorseForse i media tradizionali non gli hanno dato abbastanza voce, ma Jacque Fresco è un noto “progettista sociale e futurista”, come ama definirsi.

E’ considerato un Leonardo Da Vinci dei nostri tempi, che teorizza e riproduce fedelmente su carta – con tanto di disegni e calcoli strutturali – il futuro, come dovrebbe essere e come sarà, se l’uomo vuole sopravvivere.

Esperto in molti ambiti, dalla scienza alla filosofia, dalla tecnologia all’architettura e dall’ingegneria al disegno industriale – suoi originari campi di studi e di esperienze lavorative –, Fresco dedica la sua vita ad insegnare nelle università e a promuovere, a chiunque sia interessato, queste sue “teorie pratiche”.

Le condizioni necessarie per un futuro sostenibile sono le informazioni, l’intelligenza e lacooperazione applicate alle risorse naturali (fonti di energia rinnovabili) e alle tecnologie. Alcune sue città progettate sono sottomarine, altre galleggianti, tutte ad alta efficienza energetica e in linea con l’ambiente, vale a dire auto-sostenibili.

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27 aprile 2013

PCB: ASL avvia controlli su frutta e verdura. Bonifiche dal 2016?

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caffaro_capriano_del_colle_rovatoL’ASL di Brescia ha sottoscritto il 24 aprile, la Convenzione con il Ministero dell’Ambiente e Regione Lombardia per l’attuazione dell’accordo di programma del 2009 relativo al sito di bonifica di interesse nazionale “Brescia Caffaro”; la Convenzione riguarda le “valutazioni epidemiologiche e attività di biomonitoraggio e monitoraggio delle matrici alimentari”.

La firma della Convenzione consente all’ASL di Brescia di attivare due progetti già inseriti all’interno dell’Accordo di Programma: la realizzazione di un orto sperimentale e l’avvio di uno studio “caso-controllo” sui linfomi non Hodgkin e leucemie linfatiche. Il progetto dell’orto sperimentale è finalizzato ad individuare quali specie vegetali possono essere coltivate in terreni inquinati senza che il prodotto risulti contaminato, e quale concentrazione di inquinanti è ammissibile nel terreno perché questo possa essere destinato alla coltivazione di vegetali; a tal fine verrà misurato il grado di trasferimento dell’inquinante dal terreno ai vegetali destinati all’alimentazione umana.

Intervento M5S in parlamento | Video PresaDiretta | Articolo completo BresciaPoint | Previsioni di bonifica

7 novembre 2012

Incubo radioattivo nelle acque di Brescia

Grosso scalpore ha fatto in rete l’articolo pubblicato da Brescia Point, che espone una situazione a dir poco allarmante a due passi da Brescia.

2.000 metri cubi di rifiuti nucleari abbandonati a loro stessi da un trafficante senza scrupoli nell’ex cava Piccinelli ai tempi di Tangentopoli.

Un veleno silenzioso e immortale minaccia di inquinare per sempre la falda da cui attinge l’acqua una delle città più ricche del Paese.

Sotto un sottile strato di terreno, nascosti e dimenticati in una cava dismessa alle porte di Brescia, riposano 2mila metri cubi di scorie nucleari che rischiano di entrare in contatto con le acque del sottosuolo. Sono polveri di fusione dell’alluminio contaminate dal Cesio 137, un sottoprodotto della fissione nucleare che continuerà a emettere radiazioni per i prossimi 300 anni.

Leggi tutto l’articolo.

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