Rovato 5 stelle

27 marzo 2015

Così EXPO si compra i giornali e l’informazione Italiana

Pioggia di 50 milioni di euro da Milano 2015 a tv, stampa ed editori per promuovere l’evento ed evitare notizie sgradite: 5 milioni alla Rai e 1,8 a Feltrinelli, 850 mila euro a Mondadori, 900 mila a Repubblica, 990 mila a Rcs.

Risultato: titoli entusiastici, inserti-spot e nessuna critica (fonte Il Fatto Quotidiano).

Secondo voi questi giornali faranno informazione o propaganda? Ecco l’esempio di oggi di Repubblica (giornale di De Benedetti, tessera numero 1 PD).

In home page pubblicità che porta ad una pagina internet del giornale dove viene esposto in modalità di articolo una pagina di sola pubblicità. Questa è l’informazione in Italia. Appalti truccati, corruzione, ambiente compromesso e priorità dei cittadini possono aspettare.

21 marzo 2015

Microcredito 5 stelle: quali consulenti del lavoro è possibile contattare a Brescia?

Un’informazione importante. AIUTATECI e CONDIVIDETE il più possibile.

Pubblichiamo l’elenco dei consulenti del lavoro della provincia di Brescia che hanno dato la disponibilità, ad oggi, ad assistere le aziende nella preparazione delle istanze per l’accesso al fondo di garanzia per il Microcredito (Non sai cosa è il microcredito 5 stelle?).

Ringraziamo l’ordine nazionale dei Consulenti del Lavoro e quello provinciale di Brescia per essersi attivati, e i consulenti del lavoro che si sono resi disponibili.

Adesso attendiamo l’avvio della procedura informatizzata da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Appena avremo novità, vi faremo sapere.

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Vito Crimi

10 marzo 2015

Quanto è costato l’Unita agli italiani? Oltre 152 milioni di euro

unita_fallimentoSalvata a un passo dal fallimento, con l’accordo tra l’editore Guido Veneziani e il sindacato interno dei giornalisti, tornerà presto in edicola. Almeno lo sperano i suoi redattori e i lettori più affezionati. Ma c’è anche un bel record, firmato l’Unità, il glorioso quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924. E’ proprio lo storico giornale dei comunisti italiani ad aver incassato, più di ogni altro, fondi pubblici riservati ai giornali di partito.

In 24 anni, dal 1990 al 2013, come testata del Partito comunista (Pci), del Partito democratico di sinistra (Pds) e dei Democratici di sinistra (Ds), utilizzando tutte le fonti di finanziamento messe a diposizione dal dipartimento per l’Editoria della presidenza del Consiglio, l’Unità ha ricevuto dallo Stato oltre 152 milioni di euro.

Una media di 6,3 milioni all’anno, oltre 500 mila euro al mese, 17 mila euro al giorno. Punta massima di contributi pubblici (vedere tabella in basso), quella record toccata nel1995, quando arrivò ad incassare ben 8 milioni 883 mila euro.Con una notevole differenza, però, rispetto a quasi tutti gli altri organi delle forze politiche italiane che, molto spesso, non venivano letti neanche da chi al partito era iscritto: l’Unità è stato un giornale vero, con militanti che diffondevano per strada e porta a porta, centinaia di migliaia di copie vendute, lettori affezionati, abbonati. Poi i tempi si sono fatti difficili, con perdite crescenti e numerosi cambi negli assetti societari. Infine, la crisi più dura, quella degli ultimi mesi, che ha visto il giornale sparire dalle edicole e dal web. Con il lampo di luce della scorsa settimana: l’accordo in extremis tra editore e giornalisti che dovrebbe evitare il fallimento e consentire di tornare a pubblicare.

Ecco quanto ha incassato anno per anno:

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1 gennaio 2015

BreBeMi: con 360 milioni, diventa l’autostrada più sussidiata del mondo

renzi_maroni_brebemiVa avanti senza fine la polemica sui contributi pubblici all’autostrada A35 BreBeMi dopo la mancata defiscalizzazione della società presieduta da Francesco Bettoni.

Pochi giorni fa la Regione Lombardia ha stanziato nel bilancio per i prossimi tre anni 60 milioni di euro e dopo la smentita del ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi sugli aiuti statali “aspettando di rivedere il progetto visto che si parla di un’autostrada completamente finanziata da privati”, Dario Balotta, responsabile dei Trasporti di Legambiente Lombardia analizza l’aiuto previsto con la legge di stabilità 2015 approvata e che prevede 300 milioni di euro in quattordici anni, dal 2017 al 2031.

Nata con la promessa di autofinanziarsi, la BreBeMi, con un contributo complessivo di 360 milioni, diventa ora l’autostrada più sussidiata del mondo. Prima di Natale – dice Balotta – la Regione Lombardia, nella sua legge regionale finanziaria 2015, aveva approvato il riequilibrio del malandato piano economico della BreBeMi-A35 attraverso un contributo da 60 milioni da versare in tre anni, dal 2015 al 2017. Non ancora nata, la Brebemi ha già bisogno di un riequilibrio finanziario per evitare una figuraccia planetaria. Questo sostegno economico si configura come aiuto di Stato e provocherà la reazione dei commissari europei del mercato interno e della concorrenza esponendoci a una nuova sanzione comunitaria.

A rendere i contributi pubblici una farsa ci sono gli sconti del 15% (fino a maggio) per i pendolari, annunciati da BreBeMi, la direttissima Brescia-Milano aperta lo scorso luglio e utilizzata da meno di 17 mila veicoli al giorno contro i 60 mila previsti, nettamente inferiori alle previsioni. Inoltre – termina il responsabile di Legambiente – lo sconto di 1,60 centesimi, il 15% del percorso dell’intera tratta, che costa 11 euro complessivi, non basterà a far cambiare idea agli automobilisti, perché il pedaggio costerà il 45% in più della parallela A4″.

31 dicembre 2014

Tutte le tasse di Renzie

berlusconi-renziE’ evidente: non l’ha eletto nessuno, ma è stato imposto.

Renzie non è un presidente del consiglio, è una tassa. “La manovra contiene nuove tasse, evidenti e occulte, per almeno 25 miliardi, forse 30.

Tasse evidenti:

  1. Il governo punta a recuperare 1,2 miliardi da una stangata retroattiva sui rendimenti dei fondi pensione, sulle fondazioni bancarie e sulle casse previdenziali. La mazzata riguarda anche le polizze vita nel momento in cui il capitale viene liquidato agli eredi. Senza dimenticare il Tfr in azienda che sale dall’11 al 17%
  2. Il Tfr in busta paga viene tassato più di quanto succede adesso, ossia con aliquota marginale. Inoltre il lavoratore perde la rivalutazione. Il governo conta di ottenere almeno 2 miliardi di euro.
  3. Revoca degli incentivi di una legge del 1990 che aveva dato buoni riscontri occupazionali al Sud
  4. Il governo toglie 208 milioni dal fondo che serviva alla detassazione del salario di secondo livello
  5. Le povere partite Iva, i precari e gli schiavi moderni, subiscono la stangata clamorosa sul regime dei minimi, con l’aliquota che passa dal 5 al 15%
  6. L’incremento dell’Iva sul pellet dovrebbe portare, secondo la relazione tecnica, 96 milioni di gettito

Tasse occulte (spacciate per “clausole di salvaguardia“)

  1. Il governo si accanisce su Iva e accise che pesano sui carburanti: una prima tagliola (accise) da 988 milioni potrebbe scattare nel 2015, un’altra da 700 milioni ha il countdown al 2018
  2. Se non funziona la spending review l’aliquota Iva ridotta salirebbe dal 10 al 13% entro il 2017 e l’aliquota ordinaria arriverebbe addirittura al 25,5% fra quattro anni: una bastonata da oltre 21 miliardi nel 2018
  3. Resta poi la clausola di salvaguardia del governo Letta che potrebbe ridurre le detrazioni Irpef sulle spese (cure mediche, istruzione, interessi sui mutui, ecc): il governo incasserebbe 4 miliardi nel 2016 e 7 miliardi negli anni successivi.
  4. Addio alle agevolazioni sul bollo auto per le vetture storiche per incassare 78 milioni di euro
    In più, siccome vanno accontentate l’EuroMerkel e le oligarchie della moneta unica, l’Italia ha sottratto 3,3 miliardi dal Fondo per la riduzione della pressione fiscale (quindi sono tasse che non vengono ridotte) e li ha sacrificati sull’altare del pareggio di bilancio strutturale.”

Federico D’Incà, M5S Camera

24 dicembre 2014

I ragali di natale di Renzi: aumento dell’iva

renzi_ivaCaro cittadino, ti è appena arrivato un bel pacco di Natale da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha impacchettato per te l’aumento della tassa sulla casa, e quello dei beni alimentari come la carne, le uova, il latte, il pane, grazie ad un aumento dell’IVA fino al 25,5% e al 13% per i prodotti alimentari. Il tutto è incartato fresco fresco nella Legge di Stabilità.

E nel bigliettino di accompagnamento? Bugie, frottole e tweet. Come quella del blocco delle aliquote TASI, che invece prevede l’impossibilità di detrazioni per moltissime famiglie che finora ne avevano goduto. In pratica, un aumento di 625 milioni.

Oppure quella dei famigerati 80 euro, ora tolti dal Fondo che deve pagare i crediti arretrati alle imprese. Aspettate imprenditori! Aspettate! Ché prima o poi lo Stato vi pagherà (guai però se non pagate voi le tasse per tempo)

Dopo aver aperto il pacco governativo, è il momento del pranzo di Natale. Quello dei cittadini, a base di amarezza e un futuro oscuro, e quello dei potenti: si sa, quando si tratta di banchettare non sono secondi a nessuno. Renzi, nella Legge di Stabilità, ha confezionato anche grandi regalie e marchette per politici e imprenditori amici. Brinderanno tutti insieme alla faccia nostra.”

Cittadini in Parlamento del Movimento 5 Stelle

29 ottobre 2014

I soldi della BCE alle banche. La risposta di Draghi

valli_draghi“Vi ricordate le operazioni di LTRO del 2011 dove le banche hanno ricevuto 1.000 miliardi dalla BCE a tassi vicini allo 1% e con i quali hanno comperato titoli di stato facendo utili a palate con i BTP al 6/7% di rendimento senza rischiare nulla? Bene, la BCE durante l’estate, dopo quasi 6 anni di crisi, disoccupazione record ed inflazione quasi piatta, si è resa conto della necessità di erogare denaro all’economia reale. Draghi ha quindi annunciato il lancio delle TLTRO.. quella T in più sta per Targeted, cioè destinate a finanziare qualcosa in particolare: l’economia reale.
Il 3 Luglio la BCE ha annunciato in maniera trionfale le nuove operazioni definendone la quantità, circa 1.000 miliardi, e le modalità di erogazione. Draghi con vigore e sicurezza dichiarava: “le banche private che riceveranno questi soldi saranno obbligate a prestarli all’economia reale”. Mentre tutti osannavano le nuove operazioni e il presidente della BCE, i nostri portavoce studiavano attentamente il documento tecnico di attuazione, scoprendo purtroppo che al suo interno non era previsto nessun obbligo concreto di prestito da parte delle banche verso l’economia reale.
Le banche private avranno quindi la possibilità di ottenere finanziamenti a lungo termine ad un tasso dello 0,15% annuo e per minimo due anni, e con questi soldi potranno fare quello che vogliono: speculare sui titoli di stato, sui derivati, sul mercato azionario, ecc. Nelle varie audizioni di Draghi al Parlamento europeo i nostri portavoce gli hanno chiesto più volte di chiarire ai cittadini la faccenda, ma a voce il presidente ha sempre cercato di sviare il discorso, dicendo l’ultima volta “io faccio l’interesse dei cittadini e non degli amici della City e Wall Street“. Stanchi di questo atteggiamento, i nostri ragazzi in parlamento hanno fatto un’interrogazione diretta alla BCE con obbligo di risposta scritta, per smascherare l’inganno. La risposta è arrivata. Il presidente Mario Draghi, incalzato, non ha potuto girare intorno alle domande e ha ammesso che le banche potrebbero comperare titoli di stato con questi soldi e che non esistono di fatto obblighi concreti di destinazione. Alcuni media hanno ripreso la notizia, omettendo tuttavia di citare il fatto che fosse grazie al M5S che la verità era venuta a galla.
Chiederemo ora a Draghi se ritiene giusto continuare a prestare soldi a tassi dello 0,15% alle banche private per ingrassare le tasche dei top manager e dei loro azionisti mentre cittadini e imprese in difficoltà devono morire, affidarsi agli strozzini o, quando sono fortunati, pagare tassi di interesse molto più alti. Avrà il coraggio di dirci la verità? Alla prossima puntata.”

I portavoce M5S al parlamento europeo

2 ottobre 2014

TAV: 7 anni di cantieri sul Garda

Filed under: Agricoltura,Ambiente,Economia,Proposte tematiche,Trasporti — rovato5stelle @ 07:00
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manifestazione_no_tavDesenzano, Calcinato, Lonato, Pozzolengo. E appena oltre confine anche Peschiera. I Comuni gardesani che proprio in questi giorni stanno ‘sfogliando’ il progetto esecutivo della tratta dell’Alta Velocità che collegherà Brescia a Verona. E che attraverserà le Colline Moreniche, i vitigni del Lugana, passerà anche sotto terra, con due gallerie a Lonato e Peschiera.

Il ‘malloppo’ è arrivato.

Si narra siano circa 8 gigabyte di materiale: una cinquantina di cartelle, decine e decine di sottocartelle, migliaia e migliaia di pagine tra mappe, relazioni e cartografie varie. In mezzo anche i finanziamenti, dopo lo sblocco dei primi 700 milioni.

Ma l’opera complessiva dovrebbe costare più di 2 miliardi e mezzo.

Poi, la durata dei lavori. Stime ottimistiche parlano di 87 mesi, poco più di sette anni. Ma non è da escludere l’ipotesi di qualche intoppo, di qualche rallentamento. Per cantieri che saranno posizionati in lungo e in largo sul territorio: il paese più ‘impattato’ dovrebbe essere Calcinato, non mancheranno comunque i disagi nei Comuni limitrofi.

Vitigni a parte, a Desenzano il treno superveloce arriverà a sfiorare il sito archeologico del Lavagnone, dal 2011 Patrimonio Unesco dell’Umanità. E dove addirittura troverebbe posto un ‘campo base’, il sito logistico da cui dirigere proprio i lavori. Se ne parlerà intanto in consiglio comunale. Mentre gli attivisti No Tav preparano il terreno per la prima vera manifestazione gardesana, prevista il 5 ottobre prossimo con partenza da San Martino della Battaglia.

Fonte

30 settembre 2014

Un modello diverso di concepire e distribuire il lavoro è possibile

unione_europeaIl lavoro, o meglio, una occupazione che ci permette di soddisfare i fabisogni di tutti i giorni di tutte le famiglie o ai singoli, è uno status che non dovrebbe essere un obbiettivo da raggiungere a colpi di ricatti da parte della classe dirigente e tantomeno ci si deve prostituire per procurarsi una occupazione magari pure precaria per sopravvivere.

Qualche mese fa gli amici del gruppo 5 stelle di Treviglio in una conferenza pubblica in cui hanno partecipato i nostri Portavoce 5 stelle Daniele Pesco, Davide Tripiedi, Daniele Toninelli, Paola Macchi, Dario Violi, Giorgio Sorial e Claudio Cominardi,un attivista, Giovanni Forlani, con la passione della matematica ha elaborato e presentato un esempio di soluzione, uno spunto da tenere in considerazione di come sia matematicamente possibile migliorare e risolvere in parte i problemi legati al lavoro e all’occupazione e all’economia con la speranza di poterla tramutare in una proposta di legge da parte dei nostri portavoce in Parlamento e Senato.

Ecco il filmato integrale | Fonte

29 settembre 2014

La verità sul finanziamento pubblico ai partiti. La nuova truffa dei partiti

balle_pdQuando ricevete una lettera da un partito, chiedetevi sempre chi paga per inviarla. Proviamo a scoprirlo.

«Con l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il Partito Democratico ha voluto dare un segnale di forte cambiamento al Paese. Abbiamo fatto una scelta verso la sobrietà, la responsabilità e la trasparenza. Da quest’anno saranno i cittadini a scegliere se e come sostenere la politica. Puoi scegliere di contribuire e partecipare ai progetti del PD anche devolvendo il 2×1000 dell’Irpef».

È il testo della lettera che il partito di Renzi ha inviato a raffica ai propri iscritti per chiedere elemosina, camuffandosi da buon samaritano. L’immagine che si vuole trasmettere è fin troppo chiara: “Ecco, avete visto? Abbiamo rinunciato a sottrarvi i soldi, siamo stati bravi. Almeno fateci la carità”.

Questo è quello che i ‘poveri’ squattrinati vorrebbero farci credere. La realtà è ben diversa: non hanno affatto rinunciato. Sono sempre gli stessi SOLDI PUBBLICI.

A cambiare è solo il METODO del prelievo: rinunceranno a sottrarceli per via diretta (e soltanto fra qualche anno), ma proseguiranno beatamente a farlo in forma indiretta. Anzi, lo fanno già oggi.

Il collega Enrico Cappelletti ha già spiegato che i partiti continueranno a percepire i rimborsi elettorali (il finanziamento pubblico nella sua versione moderna) almeno per i prossimi tre anniMa già da quest’anno, oltre ai rimborsi che sopravvivono, quegli stessi partiti potranno contare su un’ulteriore forma di finanziamento pubblico: il 2×1000 sull’Irpef.

Ai contribuenti la “libertà” di scegliere se versarlo o meno nelle loro casse. ATTENZIONE: non destinare il 2×1000 ai partiti non significa che lo si potrà risparmiare. È una parte di tasse già pagate dai cittadini, ovvero non è più nella loro disponibilità economica. Si tratta di soldi che rientrano nella disponibilità economica dello Stato. Il cittadino può solo decidere se destinarli ai partiti o ad altro. Ecco: potrebbero essere destinati ad altro. Anzi, DOVREBBERO essere destinati ad altro (ad esempio scuola, imprese, disabili, ecc.).

Invece i partiti vi invitano a donarli A LORO. Come se in tutti questi anni non ne avessero ricevuti abbastanza.

Ora: chi paga gli inviti, i richiami, le pubblicità che i partiti ci rivolgono per convincerci a versare loro il nostro 2×1000?

(more…)

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