Rovato 5 stelle

1 gennaio 2015

BreBeMi: con 360 milioni, diventa l’autostrada più sussidiata del mondo

renzi_maroni_brebemiVa avanti senza fine la polemica sui contributi pubblici all’autostrada A35 BreBeMi dopo la mancata defiscalizzazione della società presieduta da Francesco Bettoni.

Pochi giorni fa la Regione Lombardia ha stanziato nel bilancio per i prossimi tre anni 60 milioni di euro e dopo la smentita del ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi sugli aiuti statali “aspettando di rivedere il progetto visto che si parla di un’autostrada completamente finanziata da privati”, Dario Balotta, responsabile dei Trasporti di Legambiente Lombardia analizza l’aiuto previsto con la legge di stabilità 2015 approvata e che prevede 300 milioni di euro in quattordici anni, dal 2017 al 2031.

Nata con la promessa di autofinanziarsi, la BreBeMi, con un contributo complessivo di 360 milioni, diventa ora l’autostrada più sussidiata del mondo. Prima di Natale – dice Balotta – la Regione Lombardia, nella sua legge regionale finanziaria 2015, aveva approvato il riequilibrio del malandato piano economico della BreBeMi-A35 attraverso un contributo da 60 milioni da versare in tre anni, dal 2015 al 2017. Non ancora nata, la Brebemi ha già bisogno di un riequilibrio finanziario per evitare una figuraccia planetaria. Questo sostegno economico si configura come aiuto di Stato e provocherà la reazione dei commissari europei del mercato interno e della concorrenza esponendoci a una nuova sanzione comunitaria.

A rendere i contributi pubblici una farsa ci sono gli sconti del 15% (fino a maggio) per i pendolari, annunciati da BreBeMi, la direttissima Brescia-Milano aperta lo scorso luglio e utilizzata da meno di 17 mila veicoli al giorno contro i 60 mila previsti, nettamente inferiori alle previsioni. Inoltre – termina il responsabile di Legambiente – lo sconto di 1,60 centesimi, il 15% del percorso dell’intera tratta, che costa 11 euro complessivi, non basterà a far cambiare idea agli automobilisti, perché il pedaggio costerà il 45% in più della parallela A4″.

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15 dicembre 2014

Autostrada Brebemi, costi aumentati e pochi pedaggi: in arrivo i soldi dello Stato

renzi_maroni_brebemiL’infrastruttura che doveva nascere e prosperare in project financing e senza nessun finanziamento pubblico ora è costretta a sperare nell’aiuto di governo e Regione Lombardia, che stanzieranno intorno ai 300 milioni di euro. Ma dalle istituzioni non confermano. Doveva essere l’autostrada costruita senza alcun finanziamento pubblico. Ma presto, di soldi dello Stato, alla Brebemi ne arriveranno tanti: più di 300 milioni, gran parte dal governo e un po’ da Regione Lombardia. La nuova arteria che collega Milanoa Brescia rischia così di perdere l’ultimo vanto che le è rimasto, visto che quello di opera utile, sinora, non ha potuto spenderlo per nulla, a causa delle sei corsie semideserte. Con un numero di passaggi giornalieri che lo scorso settembre non raggiungeva i 20mila, a fronte dei 40mila promessi per il 2014 in fase di progetto e ai 60mila da raggiungere a regime. E ora bisogna metterci una pezza.

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2 ottobre 2014

TAV: 7 anni di cantieri sul Garda

Filed under: Agricoltura,Ambiente,Economia,Proposte tematiche,Trasporti — rovato5stelle @ 07:00
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manifestazione_no_tavDesenzano, Calcinato, Lonato, Pozzolengo. E appena oltre confine anche Peschiera. I Comuni gardesani che proprio in questi giorni stanno ‘sfogliando’ il progetto esecutivo della tratta dell’Alta Velocità che collegherà Brescia a Verona. E che attraverserà le Colline Moreniche, i vitigni del Lugana, passerà anche sotto terra, con due gallerie a Lonato e Peschiera.

Il ‘malloppo’ è arrivato.

Si narra siano circa 8 gigabyte di materiale: una cinquantina di cartelle, decine e decine di sottocartelle, migliaia e migliaia di pagine tra mappe, relazioni e cartografie varie. In mezzo anche i finanziamenti, dopo lo sblocco dei primi 700 milioni.

Ma l’opera complessiva dovrebbe costare più di 2 miliardi e mezzo.

Poi, la durata dei lavori. Stime ottimistiche parlano di 87 mesi, poco più di sette anni. Ma non è da escludere l’ipotesi di qualche intoppo, di qualche rallentamento. Per cantieri che saranno posizionati in lungo e in largo sul territorio: il paese più ‘impattato’ dovrebbe essere Calcinato, non mancheranno comunque i disagi nei Comuni limitrofi.

Vitigni a parte, a Desenzano il treno superveloce arriverà a sfiorare il sito archeologico del Lavagnone, dal 2011 Patrimonio Unesco dell’Umanità. E dove addirittura troverebbe posto un ‘campo base’, il sito logistico da cui dirigere proprio i lavori. Se ne parlerà intanto in consiglio comunale. Mentre gli attivisti No Tav preparano il terreno per la prima vera manifestazione gardesana, prevista il 5 ottobre prossimo con partenza da San Martino della Battaglia.

Fonte

20 settembre 2014

I cittadini devono poter scegliere: BRE.BE.MI o Caffaro? Cosa volete incentivare?

caffaroLa bonifica di un’area inquinata che influenza la vita di 200.000 persone o una strada Vuota che non serve a nessuno (se non a far guadagnare chi l’ha costruita)?” Lo scrivono in una nota congiunta i Rappresentanti del M5S Bresciani alla Camera e al Senato, in Regione e nel comune di Brescia.

Il ministro dell’ambiente Galletti si è finalmente accorto che “Sulle bonifiche si gioca la credibilità verso i cittadini”.

Per questo ha “buttato lì” un contributo di 2 Milioni di euro per la bonifica del SIN Caffaro. Meglio di niente.. sicuramente NON è la svolta o l’impegno concreto di cui gli esponenti “di spicco” del PD si sentono orgogliosi.

Di che cifre stiamo parlando? dal 2001, anno in cui il problema è balzato agli onori della cronoca, sono stati stanziati in tutto 9,7 Milioni di euro quando i costi per la bonifica sono stimati in 1 MILARDO E MEZZO.. questi 2 Milioni servono (ha ragione il Ministro) solo a cercare di recuperare un po’ di credibilità. C’è chi dice che i soldi non ci sono e di questi tempi sia un gran regalo.

Ed invece scopriamo che i soldi ci sono eccome, sono tutti li nello Sblocca Italia o piazzati nei recenti decreti che incentivano e defiscalizzano le opere inutili. Come la “Pedemontana”.. chi ne ha sentito parlare?

E’ l’ennesima grande opera che non sarà ultimata entro i tempi prestabiliti, l’autostrada che dovrebbe collegare Bergamo a Varese per la quale l’1 Agosto, il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha approvato la defiscalizzazione per un importo pari a 349 milioni di euro.

Cosa sono 2 Milioni per la Caffaro contro 349 milioni regalati ad imprenditori inconcludenti?

E cosa volete che facciano gli altri costruttori?
Questo è lo scenario ideale anche per la BRE.BE.MI, L’opera, descritta con orgoglio dalla Brebemi S.p.A., dalla Concessionaria Autostrade Lombarde S.p.A., e dai numerosi politici che hanno partecipato all’inaugurazione dell’autostrada, come la prima opera pubblica realizzata interamente con finanziamenti privati e che ora chiede a gran voce la defiscalizzazione per 497 Milioni di Euro.
http://goo.gl/4Csznv

Sono proprio essenziali 430 Milioni per una strada inutile, costosa e deserta.

Con un’interrogazione a prima firma Cristian Iannuzzi, a fine Luglio, abbiamo chiesto al Governo se abbia intenzione di concedere questa defiscalizzazione alla società Brebemi S.p.A..

Come vi abbiamo dimostrato, I SOLDI CI SONO! perchè non utilizzarli per la Caffaro? per i Siti di Interesse Nazionale e per le vere priorità inderogabili per la salute dei cittadini?

I cittadini devono poter scegliere a cosa destinare i propri soldi. Caffaro o BRE.BE.MI?

la risposta è banale: il CIPE non finanzi opere inutili! Approvi un finanziamento di 497 Milioni per progetti di risanamento ambientale!

14 settembre 2014

Sblocca Italia: chi ne beneficia? La mappa dei soliti noti

sblocca-italia-renziL’Italia riparte! Con questo motto il governo di Matteo Renzi ha presentato il tanto agognato decreto “Sblocca Italia” (qui il rendiconto del Governo, per slide). Il testo definitivo per la verità ancora non c’è, anche se finora circolano circa un centinaio di pagine che hanno come fine lo sblocco di diversi cantieri in tutto il paese.

Ma quali sono le aziende coinvolte nei lavori “sbloccati” da Renzi?

Gli interessi delle coop rosse – In cima alla lista troviamo la Lega delle Cooperative. Il gruppo di imprese cooperative, vicino al Partito Democratico, lavora in moltissimi dei cantieri interessati dal decreto. A partire dai colossi CCC e CMC impegnati nei lavori della Tav Torino – Lione, nella metropolitana di Roma e di Torino e nei sub appalti della Orte – Venezia. Diverse sono poi le aziende toscane, sempre della Lega delle Cooperative, come la CTC, che si trovano all’interno del consorzio Tram Firenze, partecipato anche del Comune del capoluogo fiorentino tramite l’azienda dei trasporti ATF e dai francesi della RATP. In molte opere le cooperative rosse agiscono in associazione con altri gruppi industriali, in altri come l’autostrada Orte – Venezia partecipano ai subappalti ed in altri ancora come la metropolitana di Torino agiscono da sole.

Le aziende dell’ex ministro Lunardi – Come detto la maggior parte delle opere agevolate dallo “Sblocca Italia” furono programmate dalla Legge Obiettivo del 2001, varata dal governo Berlusconi. Il Ministro delle Infrastrutture dell’epoca era Pietro Lunardi: ebbene diverse imprese a lui riconducibili sorridono per lo Sblocca Italia. La Rocksoil, ad esempio, fa parte delle aziende che lavorano ai cantieri della Tav Torino – Lione mentre il Consorzio Treesse partecipa a quello per il terzo valico. Due cantieri che hanno un valore complessivo di 5 miliardi di euro.

I grandi gruppi da Impregilo a Caltagirone – Due veri e propri colossi delle costruzioni nel nostro paese non potevano certo restare fuori da un provvedimento così importante da parte del governo. La Impregilo, che recentemente si è fusa con il gruppo Salini, lavora ad alcuni lotti per il nuovo tunnel del Brennero – opera da 1,7 miliardi di euro complessivi – ed è detentore dell’appalto per la costruzione della terza corsia dell’autostrada Venezia – Trieste che costerà complessivamente 1,7 miliardi di euro, tutte opere agevolate dallo “Sblocca Italia”. Il gruppo Caltagirone invece lavora tramite la Vanini Costruzioni alle metropolitane di Roma e di Napoli.
Sorride anche il gruppo Impresa Spa interessato dai lavori della Tav Napoli- Bari. Su tutta la linea però fino ad ora è partito un solo cantiere di appena 24 Km. I lavori furono affidati alla Rabbiosi Spa azienda del gruppo Impresa Spa e sono fermi da oltre un anno. La società infatti è in amministrazione controllata ed il cantiere si è fermato a 4 Km dal completamento della tratta. Sempre al gruppo Impresa Spa appartiene il Consorzio InfraSud che partecipa in Campania al cantiere della superstrada Lioni – Grottaminarda (200 milioni). C’è da immaginare che vi saranno facce sorridenti anche tra i banchieri. Gli 890 milioni di euro per i lavori all’aeroporto della Malpensa di Milano saranno gestiti dal Consorzio Malpensa Construction controllato in maggioranza dalla SEA il cui capitale privato è per il 44% è della F2I il più grande fondo privato per le infrastrutture in Italia, fondato dal manager Vito Gamberale e sponsorizzato da Unicredit, Intesa San Paolo e Cassa Depositi e Prestiti oltre ad una manciata di fondazioni bancarie. Nel gotha dell’imprenditoria italiana favorita dallo Sblocca Italia non poteva certo mancare la famiglia Benetton. Per l’aeroporto di Fiumicino le opere previste ammontano a 2,1 miliardi di euro complessivi ed il decreto dovrebbe far ripartire i lavori. Lo scalo romano è gestito dalla Atlantia società nell’orbita della famiglia trevigiana e nel cui consiglio di amministrazione siede Gilberto Benetton. Infine il gruppo Eni che attraverso la sua controllata Saipem detiene la maggioranza del pacchetto azionario del consorzio Cepav 2 che ha in appalto la tratta dell’alta velocità Brescia – Padova, opera per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro.

Le indagini sulla Orte – Venezia – Fino all’ultimo il suo inserimento nel decreto è stato incerto. I lavori per l’autostrada Orte – Venezia infatti sono finiti al centro dell’inchiesta che coinvolge l’ex governatore veneto Giancarlo Galan. La Ilia spa, vincitrice dell’appalto è amministrata da Eugenio Cefis, già iscritto alla loggia P2, vicino a Vito Bonsignore tra i fondatori del Nuovo Centro Destra, lo stesso partito dell’attuale Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Come ha riportato Il Fatto quotidiano, l’ex segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, ha raccontato ai magistrati come proprio Bonsignore insieme all’ex ministro Lunardi “riuscirono a mettere d’accordo ben 5 presidenti di regione” per ottenere nel 2005 il via libera dell’opera in project financing. L’intesa prevedeva lavori per tutti, la Mantovani Spa, i cui vertici sono finiti nell’inchiesta su Galan, avrebbero avuto i subappalti nella tratta veneta e la lega delle cooperative nelle tratte in Emilia Romagna. In questo modo sia le aziende vicine al governatore veneto, sia quelle vicino all’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani erano state accontentate. Ora con lo Sblocca Italia tutto dovrebbe procedere in maniera spedita.

Va fuori dalla lista delle opere interessate dallo Sblocca Italia un’altra autostrada, la Valdastico Nord. A piangere è la Lega. L’opera, di un valore complessivo di 1 miliardo di euro, è detenuta in project financing dalla A4 Holding il cui presidente è il leghista e presidente della Provincia di Vicenza Attilio Schneck a cui fa compagnia nel consiglio di amministrazione il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi.

Fonte http://www.fanpage.it

7 settembre 2014

Il disastro della Brebemi

renzi_maroni_brebemiAbbiamo percorso i sessanta chilometri di autostrada incrociando poco più di una decina di auto.

Al ritorno abbiamo imboccato la A4 che presentava un traffico sostenuto ma regolare.

Bre.Be.Mi offre esattamente idea della portata del fallimento delle strategie di progettualità viabilistica della tanto decantata efficienza lombarda. La costosa infrastruttura è oggi un monumento al consumo di suolo e allo sperpero di risorse pubbliche, l’opera è infatti stata defiscalizzata.

di Dario Violi

22 agosto 2014

BREBEMI: già chiede aiuto con gli sgravi fiscali

Filed under: Ambiente,Economia,Energia,Trasporti — rovato5stelle @ 05:00
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La presenza del premier Matteo Renzi al taglio del nastro ha evidenzato come la A35, meglio conosciuta come Brebemi, l’autostrada che collega Brescia Bergamo e Milano, sia di fatto la prima opera terminata (con dodici mesi d’anticipo) all’interno del dossier Expo 2015.

Ma dai progetti alla realizzazione, qualcosa non è andato per il verso giusto per questa opera pubblica realizzata in project financing con un investimento di 2,3 miliardi di euro. Già all’inaugurazione si chiedeva la defiscalizzazione: 430 milioni di euro di sconto sulle tasse. Un aiuto al Cipe (il comitato che coordina gli investimenti statali) che si traduce in sconti sulle tasse. Se non dovessero arrivare questi sconti, la Brebemi chiede in alternativa una concessione di 80 milioni di contributo pubblico, oltre ad una proroga della concessione a 30 anni). Lo si apprende da una nota inviata pochi giorni fa dal Consiglio di amministrazione di Brebemi a Cal, la concessionaria autostradale lombarda (50% Anas e 50% Regione Lombardia).

Cal si è impegnata a sostenere la richiesta di Brebemi nei confronti del Governo, anche se per ora da Roma ci sono più tentennamenti che certezze. La richiesta della società che gestisce la nuova autostrada (controllata da Intesa Sanpaolo e dal gruppo Gavio) si spiega con il fatto che Brebemi – senza sgravi fiscali o senza un aiuto di Stato – ora rischia di saltare, mandando a fondo tutto l’intera opera.

Già in passato si era ventilata la possibilità da parte della Brebemi di rescindere il contratto con la concessionaria e di chiedere un indennizzo di 2,5 miliardi. I motivi per cui il progetto è costato più del previsto sono tre: i maggiori oneri per l’esproprio dei terreni (+21%); la ristrutturazione del project financing dopo il periodo di crisi finanziaria; la riduzione delle stime di traffico, in parte dovuta alla congiuntura economica negativa e in parte alla mancata realizzazione del tratto stradale Ospitaletto-Montichiari(degli 80mila veicoli al giorno di traffico previsto – poi rettificati a 60mila – oggi assestati a 40mila.

Il piano finanziario ora andrà rivisto, ma per quanto riguarda il Cipe si dovrà aspettare settembre. Anche se la risposta non dovrebbe essere negativa visti i precedenti: la defiscalizzazione è stata concessa un paio di settimane fa alla Pedemontana.

5 agosto 2014

Brebemi: la favola dell’autostrada senza soldi pubblici

Filed under: Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Trasparenza,Trasporti — rovato5stelle @ 07:00
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renzi_maroni_brebemi«Il 23 luglio viene inaugurata la nuova arteria che collega Milano e Brescia. Ma è falso affermare -come hanno fatto molti quotidiani- che la BreBeMi sia la prima autostrada realizzata facendo ricorso solo a capitale privato. Intanto perché è finanziata da Cdp (80% del ministero del Tesoro) e Bei (di proprietà dei Paesi Ue, Italia compresa), e poi perché verrà probabilmente “defiscalizzata” per quasi mezzo miliardo di euro». Altraeconomia.it, 24 luglio 2014 (m.p.r.)

Chi avesse avuto la pazienza di ascoltare gli interventi di Roberto Maroni, Maurizio Lupi e Matteo Renzi alla cerimonia di inaugurazione della BreBeMI, avrà provato l’incredibile sensazione di “vivere dentro uno spot“, l’affresco molto romanzato di un Paese “in movimento“, in auto (come sempre). Ci può stare, perché era -in fondo- la passerella per celebrare “la Grande Opera“, e spargere un po’ di ottimismo o anche intorno ad Expo, cui l’autostrada tra Brescia e Melzo sarebbe collegata.

Dispiace però (ri)leggere oggi sui quotidiano le banalità e la false informazioni gettate nell’arena dalla politica, per cui vale la pena puntualizzarne almeno alcune.

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1 agosto 2014

Brebemi: un buco da 2.400 milioni di euro

Filed under: Informazione,Proposte tematiche,Rovato 5 stelle,Trasporti — rovato5stelle @ 07:00
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brebemi_cantiereAiuto, ci sono 2400 milioni di euro da recuperare. Comincia così il comunicato di Legambiente all’inaugurazione della tanto attesa BreBeMi, l’autostrada nuova di zecca che ha aperto al traffico (quasi) tutto il collegamento tra Milano e Brescia. E la più nota associazione ambientalista nostrana non risparmia un affondo pesantissimo.

In realtà mancano ancora pezzi dell’opera – si legge in una lunga nota – in particolare il ‘dettaglio’ di come il traffico entrerà a Milano. I cantieri dello svincolo della Cassanese, necessario per evitare l’ingolfamento di Segrate, sono fermi da anni”. Per Legambiente questa è solo la punta dell’iceberg, di un lungo elenco di “mancanze progettuali”.

Il collegamento da centro a centro, da Piazzale Loreto a Milano al piazzale della stazione di Brescia, si riduce solo di un paio di chilometri rispetto all’utilizzo della tradizionale A4”. Agli errori progettuali si aggiunge il problema dei costi: secondo il professor Renato Pugno, esperto di grandi infrastrutture, “i costi sono triplicati, e di ben 800 milioni di euro è il maggior costo legato a inflazione e tassi d’interesse”.

Sul tema anche Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia: “Lupi e Maroni dicono di non aver chiesto un euro allo Stato. Salvo che poco prima di aprire si è preso atto del fallimento della sostenibilità del progetto, ed è arrivata sul tavolo del CIPE una richiesta di quasi 500 milioni di defiscalizzazione, un contributo a fondo perduto di 80 milioni e il prolungamento della concessione a 30 anni, da 20 che erano”.

E sul ‘tavolo’ anche la questione tariffe, giudicate troppo elevate: 15 centesimi al chilometro per le automobili, fino a 20 centesimi per i mezzi pesanti di trasporto merci. Non finisce qui: dalla Coldiretti Bergamo la denuncia di “centinaia e centinaia di ettari di ‘tare’, terre agricole divenute improduttive perché inaccessibili, racchiuse tra le barriere infrastrutturali di TAV e BreBeMi”.

Con la laconica conclusione di Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia: “Con l’inaugurazione della BreBeMi non si chiude un cantiere, ma comincia una nuova fase del processo di cementificazione della Pianura Padana”.

30 luglio 2014

Brebemi: i nodi che vengono al pettine

brebemiNel sistema nazionale dove la regolazione pubblica delle vecchia rete autostradale vede il Ministero delle infrastrutture nel ruolo più di spettatore che di programmatore e concedente di concessioni autostradali, anche la nuova rete in costruzione ne subisce un’influenza negativa.

Contribuisce la  frammentazione di 23  società che gestiscono in concessione i  7 mila km di rete autostradale, sia pubbliche che private, a rendere disorganico il quadro per la viabilità e gli utenti. Le concessionarie  hanno una forte influenza politica (appalti, progettazioni, assunzioni), pagano canoni risibili allo Stato e si sono garantite, con i diversi governi che si sono succeduti, tutti disattenti,  un automatismo tariffario con pedaggi salasso che generano extra-profitti.

Ciò grazie alla promessa di un maxi piano (sulla carta) di potenziamento della rete autostradale esistente che assicura rendite di posizione monopoliste con rinnovi delle concessioni automatici che evitano le gare suggerite dall’Europa. E’ in questo contesto che vanno valutati i sette grandiproject-financing autostradali affidati negli anni passati e messi in “legge obiettivo”. Essi prevedevano investimenti complessivi per 15,3 mld e per i progetti più complessi lo Stato aveva stanziato un allettante pacchetto  di risorse: oltre due miliardi di euro.

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