Rovato 5 stelle

1 giugno 2014

Canapa e cotone a confronto

canapa_cotoneLa Canapa ha il più basso impatto ecologico. 
Il cotone ha bisogno di due volte l’estensione di un campo per eguagliare la produttività della canapa. 
Per avere un kg di fiocchi di cotone occorrono 9 mila e 700 litri d’acqua. 
Per avere un kg di CANAPA totalmente utilizzabile in ogni sua parte occorrono 2 mila e 200 litri d’acqua. 
La fibra della canapa è quattro volte più forte di quella del cotone.
La Canapa non ha bisogno di pesticidi ed erbicidi.
Il Cotone ha bisogno di tanti agenti chimici.
La coltivazione di Cotone lascia la terra bruciata e le
 acque inquinate.

Fino agli anni 60 prima che venisse soppiantata da derivati del petrolio veniva definita il maiale dei vegetali perché dava una resa totale, ovvero si utilizzava in tutte le sue parti.

La coltivazione della canapa è stata vietato negli Stati Uniti e in altri paesi nel 1937 a causa della minaccia che ha causato ad alcune società e le loro attività.

E’ necessario ricordare che l’80% del cotone mondiale è OGM fornito dalle multinazionali sementiere che a loro volta producono anche gli antiparassitari per le culture e come se non bastasse hanno in mano anche l’industria farmaceutica.Se avete una T-shirt o dell’intimo prodotti con cotone made in China o in India avete addosso del cotone geneticamente modificato. E i raccolti proclamati dalle aziende Biotech che producono sementi OGM? Un fallimento come mostra il recente bando delle sementi di cotone OGM in India.

Tratto da dionidream.com

4 ottobre 2013

Legalizzare la canapa e la sua filiera per rilanciare l’economia

usidellacanapaDopo 40 anni, la nostra proposta di legge sulla canapa si pone l’obiettivo di dare nuovo brio alla filiera, superando la confusione legislativa che negli ultimi anni ha portato non poche difficoltà.  Siamo certi che il ritorno massiccio della canapa nei campi aiuterà la ripresa economica dell’Italia, grazie all’impulso che essa potrà dare all’impresa in molti settori determinanti: edilizia, alimentare, cosmetico, tessile, cartario, farmaceutico, agro meccanico e meccano-tessile.  I punti su cui interviene la proposta di legge sono pochi ma strategici per il rilancio della filiera della canapa.

Non saranno più ritenute illegali le piante che avranno un contenuto  percentuale di ∆-1-tetraidrocannabinolo e di ∆-9-tetraidrocannabinolo inferiore o pari allo 0.3 per cento: un aumento che rende migliori e più produttive le piante. Inoltre, viene erogato un contributo di 3 milioni di euro, da ripartire  in cinque progetti pilota,  che avranno lo scopo di rilanciare la filiera nel nostro paese sia dal punto di vista della ricerca sia per ciò che attiene la trasformazione della materia prima. Viene anchemodificato l’articolo 14 del decreto n.309 del 1990 che equiparava la cannabis sativa all’oppio, alle foglie di coca ed alle sostanze di tipo anfetaminico.

M5S Parlamento

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