Rovato 5 stelle

31 luglio 2014

Brescia e Cromo: riguarda la serata “acqua buona da morire”

cromo_acquaLo scorso 23 luglio si è svolta a Cascina Maggia a Brescia una interessante serata sul tema Acqua a Brescia chiamata “Acqua buona… da morire“.

Alla luce del dibattito che si è generato sulla qualità dell’acqua Pubblica fornita ai cittadini e dall’importanza di tale tema che più di altri mina la fiducia nei confronti della gestione del bene e della salute pubblica, il meetup di Brescia ha organizzato un incontro per trattare i temi emersi riguardo l’acqua pubblica a Brescia e  la presenza di Cromo VI.

Sono intervenuti Marino Ruzzenenti (storico dell’ambiente), Vitamaria Macchitella (Perito chimico), Fabrizio Valli (forum per l’acqua pubblica), Guido Menapace (Comitato Brescia Sud), ed i rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle istituzioni Giampietro Maccabiani, Dario Violi (consiglieri regionali) e Laura Gamba (consigliere comunale Brescia), vogliamo approfondire il tema dell’acqua Pubblica e di Buona qualità e ripercorre le iniziative sviluppate fin ora dentro e fuori le istituzioni.

Crediamo che i cittadini Bresciani debbano essere informati e consapevoli dello stato di salute dell’ambiente che ci circonda in modo da poter valutare le possibili alternative e soluzioni necessarie per porre rimedio alle situazioni di degrado che subiamo ogni giorno.

Riguarda il video integrale della serata | Meetup Brescia

4 giugno 2014

Cromo VI anche a Lograto, Adro e Rovato

mappa_brescia_acqua_cromoResta malato l’ambiente di Brescia e delle zone più antropizzate della provincia. Resta malata l’aria, ma soprattutto l’acqua di falda inquinata da metalli pesanti, solventi e pesticidi. La situazione è grave in città (è noto l’inquinamento da cromo esavalente e organo-alogenati) ma lo è anche in paesi dell’hinterland, delle valli, della Bassa.

Restano malate anche le acque del fiume Mella e di diversi piccoli torrenti che raccolgono scorie civili e industriali spesso non trattate dai depuratori, inesistenti o vecchi e inadeguati. E la convalescenza e l’auspicabile guarigione restano lontane. Molto più lontane dei tempi dettati dall’Unione Europea, che aveva stabilito l’obbligo di raggiungere nel 2015 una qualità «buona» per tutte le acque superficiali. Un obiettivo che Brescia ha fallito, andando incontro ad una infrazione Ue.

CROMO NON SOLO A BRESCIA MA ANCHE A LOGRATO E ROVATO

La radiografia ecologica completa del Bresciano è stata fatta dall’Arpa, che ha pubblicato il corposo «Stato dell’ambiente 2014». In trenta dei paesi analizzati l’acqua sotterranea risulta «scadente» anche se potabile. «Sufficiente» in una decina di comuni e «buona» in altri nove. Salta ad esempio all’occhio che il cancerogeno cromo VI non ammorba solo l’acqua della bassa Val Trompia e della zona ovest della città ma anche paesi «insospettabili». È stato trovato due volte su 14 analisi ad Adro, nella vicina Rovato (un pozzo della discarica) ed a Lograto, in un pozzo che alimenta l’acquedotto («valori tra 5 e 8 microgrammi/litro» ricorda la direttrice dell’Arpa di Brescia Maria Luisa Pastore. Le cause? La Pastore non ha dubbi: «È di origine antropica». Ovvero, al di là del vocabolo d’origine greca, «opera dell’uomo», delle sue attività industriali. Certo, nessuno ruba il primato di zona più inquinata alla città di Brescia e alla bassa Val Trompia, dove nonostante settant’anni di industrializzazione forsennata le istituzioni non hanno mai realizzato un depuratore. Ecco il ritrovamento in falda di solventi organo-alogenati: il triclorometano a Concesio, il tri e tetracloroetilene a Sarezzo e Villa Carcina. Solventi presenti, in quantità inferiori ai limiti di legge, anche nell’acqua potabile dell’acquedotto. Ma il tetracloroetilene si trova anche in paesoni con presenza di industrie come a San Zeno Naviglio e Travagliato. A Flero invece abbonda il nichel.

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17 maggio 2014

Infestati da cloro, solventi e PCB

acqua_inquinamento_citta_wwf«La falda acquifera è malata». A sancirlo è la «relazione» preliminare dell’Arpa, esito di un’indagine fatta su città e provincia in vista di entrare nel vivo del progetto «Plum» (il piano per individuare le fonti dell’inquinamento). Cromo esavalente, solventi clorurati, Pcb e tricloroetano: sono questi i veleni che infestano il territorio bresciano.

Per combatterli – e sulla base di un quadro scientifico ben preciso, in cui è stata condotta una vera e propria mappatura delle zone inquinate – l’Arpa ha pianificato una rete di 300 pozzi di controllo per sorvegliare le cinque macro aree «rosse» e dare così la caccia non solo agli inquinanti, di fatto già individuati, ma soprattutto ai «focolai» della contaminazione. Intercettando quella che nel linguaggio tecnico si chiama «sorgente» e che, in quello pratico, si traduce nell’individuare chi (o cosa) inquina e dove.

VAL TROMPIA È stata rilevata, su più campionamenti, una contaminazione da cromo VI e da solventi clorurati.

BRESCIA L’area comunale presa in esame include il Sito di interesse nazionale Brescia Caffaro: le indagini di caratterizzazione effettuate dai tecnici hanno evidenziato una contaminazione della falda da cromo esavalente, Pcb e solventi clorurati.

DESENZANO E LONATO La lente di ingrandimento sulla zona nasce nel 2009, quando nel corso della realizzazione di un pozzo ad uso idropotabile, in località Montelungo, è stata rilevata «una situazione di compromissione ambientale dovuta a un inquinamento da solventi» si legge nella relazione dell’Arpa. Il riferimento corre alla presenza di tricloroetano e tetracloroetilene tricloroetilene.

OVEST BRESCIANO Quattro i Comuni inserito nello studio: Castegnato, Paderno Franciacorta, Ospitaletto e Passirano. Un territorio molto esteso, caratterizzato «da una diffusa e storica presenza di solventi».

EST BRESCIANO Le indagini effettuate nei Comuni di Mazzano, Castenedolo e Montichiari hanno evidenziato «una situazione di compromissione ambientale dovuta sempre ad inquinamento da solventi».

Tratto da Brescia Point

24 aprile 2014

Acqua contaminata a Brescia: M5S avvia le contro analisi direttamente con i cittadini

acqua_cromo_bresciaSono 74 i cittadini di Brescia e provincia che la sera del 22 aprile si sono presentati alla sede del Meetup amici di Beppe Grillo di via Gabriele Rosa in città per consegnare un campione d’acqua del loro rubinetto. Il motivo? Sapere quanto cromo esavalente contiene. Un timore più che giustificato dopo il caso dei 65 microgrammi trovati dai privati in via Razziche lo scorso 11 marzo. Sono infatti sempre più i cittadini che vogliono sapere che cosa esce dai loro rubinetti e non si fidano delle analisi ufficiali di A2A e Asl, che hanno sempre rilevato valori inferiori ai 10 microgrammi/litro.

Il tam tam tra i cittadini è avvenuto sul web. Lo stesso senatore Vito Crimi in un video su Youtube spiegava le modalità di raccolta dei campioni, che saranno analizzati dal laboratorio Chemiricerche di Mazzano, accreditato Accredia. Il costo per i cittadini è stato di 20 euro. Analisi che non avranno valore legale, ha spiegato lo stesso Crimi su Youtube, ma che serviranno come controprova della qualità dell’acqua fornita dal gestore. Un supplemento d’attenzione non da poco nella Brescia dei veleni, ammorbata dalle tante criticità ambientali che si sono assommate nel suo passato industriale (remoto e prossimo)

In città comunque, soprattutto dopo il caso delle analisi delle mamme che a febbrai a Mompiano e vicino piazza Arnaldo avevano trovato valori doppi rispetto a quelli dichiarati sul sito dell’Asl di Brescia, sono sempre di più i cittadini che si rivolgono ai laboratori privati per un’analisi del cromo VI, i cui costi oscillano tra i 10 e i 50 euro. Calcolando un margine di errore di 2 o 3 microgrammi litro, nelle ultime due settimane non sono più emersi dati contrastanti rispetto a quelli delle istituzioni.

Tratto da Brescia Point

31 marzo 2014

La margherita deforme di Brescia

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margherita-deformeSi legge sulla pagina di Barbara Rigoni :

“Questa pratolina è stata raccolta da mio figlio pochi minuti fa in un giardino pubblico di Chiesanuova (quartiere di Brescia). Confrontiamola con le immagini di quelle cresciute a Tezze sul Brenta a causa del cromo esavalente e poi riflettiamo……”.

4 marzo 2014

Acqua a Brescia: controlli privati con valori doppi e tripli di cromo rispetto ad A2A

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cromo_acquaL’ingegner Tomasoni spiega che A2A commissiona le analisi sull’acqua al miglior laboratorio della provincia, certificato Accredia. Che a febbraio la media di cromo VI registrata nei 26 punti di controllo è di 4,8 ug/litro e che mai ha trovato valori di cromo superiori agli 11,6 ug. «E non manipola certo i dati come un apprendista stregone».

Più alta la media del metallo cancerogeno trovata dall’Asl dal 1 ottobre all’ 11 febbraio (ovvero 7,25 ug). Ma anche per il dottor Fabrizio Speziani (responsabile del dipartimento di sanità pubblica dell’Asl) è meglio non fidarsi troppo dei laboratori privati al quale si stanno rivolgendo i cittadini allarmati: «La metodologia d’analisi è importante. Quella dell’Asl è garantita e i nostri dati arrivano da singoli prelievi fatti sempre su fontanelle pubbliche». Eppure nelle abitazioni private, dove l’acqua non scorre di continuo, i livelli di cromo continuano ad essere alti.

Ecco le ultime analisi consegnate al Corriere dal alcuni cittadini: in via Bongiorni (zona ospedale) il 20 febbraio si sono trovati 27,1 ug. Da un’abitazione del Villaggio Sereno il 3 febbraio scendevano 24,6 ug al litro. In un appartamento di via Camozzi il 24 febbraio uscivano 21,9 ug. E ancora: 16,3 ug il 19 febbraio da una casa nel centro storico, in via Trieste.

Dati doppi e tripli rispetto a quelli pubblici. Rimarrebbe una controverifica per Asl e A2A: effettuare campioni e analisi anche nelle abitazioni private.

Tratto da Brescia Point

19 febbraio 2014

La questione cromo a Brescia arriva in parlamento

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dino_alberti_cromo_bresciaIl Movimento 5 Stelle martella da tempo il governo per ottenere una svolta sulle diverse questioni ambientali. Il problema della presenza del Cromo VI nelle acque per il consumo umano è tra le principali.

Già ad Ottobre 2013 il M5S interrogava il governo per l’avvio di indagini sullo Stato delle acque destinate al consumo umano nella città di Brescia. A Dicembre il M5S ci riprova con decisione presentando alle commissioni VIII e XII alla Camera (commissioni ambiente ed affari sociali), una risoluzione per chiarire il controverso quadro normativo che regola le acque del consumo umano, facendo prevalere il principio di precauzione a tutela della salute umana, e impegna il Governo alla modifica del decreto legislativo n. 31 del 2001 prevedendo per le acque destinate al consumo umano una concentrazione massima di cromo esavalente pari a 5 microgrammi/litro.

Questo limite è già previsto per la verifica dell’inquinamento delle acque sotterranee, ma nessun limite di cromo VI è imposto alle acque per il consumo umano, pur essendo dimostrato quanto il cromo esavalente sia carcinogenico e mutagenico. Le indagini sulle acque bresciane che hanno allarmato i cittadini nei giorni scorsi, verificano una concentrazione di cormo VI decisamente superiore a questo limite di legge.

Il Governo Resta immobile davanti alle continue sollecitazioni del Movimento 5 Stelle; non risponde alle Interrogazioni, e non attua le risoluzioni. Anzi, il PD (principale partito di Governo) insegue il M5S, si auto-interroga, ma non risolve la questione. Speriamo, prima o poi, risponda almeno a se stesso”.

Ferdinando Alberti – Deputato Movimento 5 Stelle

31 gennaio 2014

Castegnato: dopo il cromo spuntano altri veleni sotto la A4

A4_milano_veneziaDopo il cromo esavalente è la volta del tricloroetano, sostanza tossica arrivata addirittura nella prima falda. Non c’è pace per l’«autostrada dei veleni» nel tratto bresciano della A4. Da venerdì sul tavolo della direttrice dell’Arpa Brescia ci sono le analisi sull’acqua di falda che scorre a valle della montagna di scorie industriali trovate durante i lavori di realizzazione di un sottopasso alla linea Tav. Ebbene, un piezometro ha trovato concentrazioni del nocivo solvente clorurato quattro volte i valori consentiti: 0,9 microgrammi al litro rispetto ad un limite di 0.2 microgrammi.

I LIVELLI DI INQUINAMENTO – «Non si tratta di un inquinamento allarmante come quello riscontrato per il cromo esavalente (i valori arrivavano a 1400 microgrammi per chilo di terra, ndr )» precisa la direttrice dell’Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore. Ma è comunque sufficiente a fermare i lavori per la realizzazione del sottopasso. «Ora è necessario prevedere un piano di messa in sicurezza prima di iniziare la realizzazione dell’opera. Ci sono pochi dubbi sul fatto che i veleni provengano da quella montagna di scorie industriali utilizzate negli anni Ottanta per realizzare la massicciata della terza corsia della A4, da Brescia a Milano. «Il tricloroetano infatti è stato riscontrato in uno dei quattro piezometri installati a valle del sito inquinato – aggiunge la Pastore – mentre i due piezometri a monte risultano in regola». Il tricloroetano, fuorilegge dal 1996, nella seconda metà del Novecento è stato utilizzato come efficacissimo solvente-sgrassante nell’industria metallurgica e meccanica. E con tutta probabilità si trova nelle scorie d’acciaieria e di galvanica smaltite illecitamente. Da lì negli anni, ha proseguito una lenta ma inesorabile discesa verso la prima falda, che a Castegnato oscilla tra i 30 e 40 metri dal piano campagna.

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28 dicembre 2013

A 11 km da Rovato, cromo 1.400 oltre i limiti su autostrada Milano-Brescia

a4_rovato_castegnatoPercentuali di cromo 1.400 volte più alte sull’autostrada Milano – Brescia. L’Arpa di Brescia ha scoperto scorie del metallo sotto l’autostrada A4 nel territorio di Castegnato. In particolare la terza corsia autostradale sarebbe stata realizzata sopra scorie industriali altamente tossiche. “Abbiamo fatto questo intervento sull’attraversamento della Tav, trovando cromo nei terreni analizzati” ha confermato la direttrice dell’Arpa di Brescia Maria Luisa Pastore, segnalando che “le concentrazioni di cromo sono 1.400 volte oltre i limiti di legge”.

Ma secondo il sindaco di Castegnato (Brescia) Giuseppe Orizio, il cromo non avrebbe però raggiunto le falde acquifere del paese. “L’acqua che bevono gli abitanti di Castegnato è sicura. – sottolinea il primo cittadino di Castegnato – Non ci sono tracce di cromo, nonostante il nostro territorio per anni sia stato abusato di discariche illegittime”.

Tratto da il FQ

22 novembre 2013

ARPA: Cromo nell’acqua a Brescia e provincia

caffaroAcque inquinate, quando escono dal rubinetto e forse anche quando ‘partono’ dalla falda. La relazione preliminare targata ARPA sul livello d’inquinamento degli acquedotti bresciani non lascia adito a dubbi, e riaccende quella preoccupazione in realtà mai sopita, senza pace, per chi si vede costretto a pagare colpe manco troppo lontane ma che i segni ‘vivi’ li hanno lasciati.

Si parla ancora di inquinamento, e in particolare di cromo esavalente, solventi, tricloroetano e ovviamente PCB, tra gli inquinanti più discussi della storia recente bresciana. L’indagine Arpa si pone il problema, forse per la prima volta, di individuare le cosiddette ‘sorgenti’ dell’inquinamento, un viaggio a ritroso dal rubinetto al pozzo, e poi ancora all’origine della possibile contaminazione.
Non vanno bene comunque le acque bresciane: in città, soprattutto nella zona Caffaro, l’acqua risulta ‘invasa’ da PCB e solventi clorurati, oltre all’immancabile cromo esavalente; non molto meglio nell’hinterland, a Castegnato o Castenedolo, Mazzano o Montichiari, dove addirittura l’inquinamento da solventi sarebbe ‘storico’.
Anche in Franciacorta si registra “una diffusa e storica presenza” di inquinanti, e una situazione che come in altri paesi risulta ormai “quasi compromessa”. E se in Valtrompia purtroppo c’era da aspettarselo, stupisce che anche paesi come Desenzano e Lonato abbiano fatto registrare tassi di inquinamento delle acque così elevati, con la presenza accertata di tricloroetano e tetracloroetilene tricloroetilene in un pozzo ad uso idropotabile (si fa per dire) in località Montelungo.

In conclusione le aree interessare sono la Val Trompia, la città e il sito CaffaroDesenzano e Lonato in località Montelungo, l’Ovest Bresciano e nello specifico i comuni di CastegnatoPaderno Franciacorta,Ospitaletto e Passirano e l’est a MazzanoCastenedolo e Montichiari.

Tratto da Brescia Point

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