Rovato 5 stelle

10 marzo 2015

Quanto è costato l’Unita agli italiani? Oltre 152 milioni di euro

unita_fallimentoSalvata a un passo dal fallimento, con l’accordo tra l’editore Guido Veneziani e il sindacato interno dei giornalisti, tornerà presto in edicola. Almeno lo sperano i suoi redattori e i lettori più affezionati. Ma c’è anche un bel record, firmato l’Unità, il glorioso quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924. E’ proprio lo storico giornale dei comunisti italiani ad aver incassato, più di ogni altro, fondi pubblici riservati ai giornali di partito.

In 24 anni, dal 1990 al 2013, come testata del Partito comunista (Pci), del Partito democratico di sinistra (Pds) e dei Democratici di sinistra (Ds), utilizzando tutte le fonti di finanziamento messe a diposizione dal dipartimento per l’Editoria della presidenza del Consiglio, l’Unità ha ricevuto dallo Stato oltre 152 milioni di euro.

Una media di 6,3 milioni all’anno, oltre 500 mila euro al mese, 17 mila euro al giorno. Punta massima di contributi pubblici (vedere tabella in basso), quella record toccata nel1995, quando arrivò ad incassare ben 8 milioni 883 mila euro.Con una notevole differenza, però, rispetto a quasi tutti gli altri organi delle forze politiche italiane che, molto spesso, non venivano letti neanche da chi al partito era iscritto: l’Unità è stato un giornale vero, con militanti che diffondevano per strada e porta a porta, centinaia di migliaia di copie vendute, lettori affezionati, abbonati. Poi i tempi si sono fatti difficili, con perdite crescenti e numerosi cambi negli assetti societari. Infine, la crisi più dura, quella degli ultimi mesi, che ha visto il giornale sparire dalle edicole e dal web. Con il lampo di luce della scorsa settimana: l’accordo in extremis tra editore e giornalisti che dovrebbe evitare il fallimento e consentire di tornare a pubblicare.

Ecco quanto ha incassato anno per anno:

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26 marzo 2014

Reddito di cittadinanza per i dipendenti dei partiti

partiti

«Vuole sapere la verità? Continueremo a mantenere i dipendenti dei partiti italiani con i soldi pubblici». Il deputato Danilo Toninelli non si è fatto troppe illusioni. Esponente del Movimento Cinque Stelle in commissione Affari costituzionali, approfitta di una breve pausa tra una votazione e l’altra per denunciare uno dei passaggi più discussi del decreto che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. È l’articolo 16 del provvedimento. «Una cassa integrazione vita natural durante», spiega seduto su un divanetto del Transatlantico mentre sfoglia il testo della legge. «È come se il governo avesse garantito un reddito di cittadinanza a una particolare categoria di cittadini: i dipendenti dei partiti».

Al centro del caso c’è una specifica disposizione della norma. Una forma di tutela per i dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro in seguito alla stretta sui finanziamenti pubblici alla politica. Un articolo che estende a partiti e movimenti politici cassa integrazione e contratti di solidarietà. Il secondo comma definisce anche l’entità della spesa: «Ai fini dall’attuazione del comma 1 – si legge – è autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l’anno 2014, di 8,5 milioni di euro per l’anno 2015 e di 11,25 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016». Qui Toninelli quasi alza la voce. «Secondo noi c’è il rischio che un’interpretazione estensiva della norma si trasformi in una vera e propria truffa».

Tratto da Linkiesta

 

12 febbraio 2014

Vergognosi: i partiti non restituiscono i finanziamenti presi in modo illegittimo

finanziamento_partiti_vergognaBocciato il 6 Febbraio 2014 la mozione del M5S che proponeva la restituzione di tutto il finanziamento pubblico percepito dai partiti, che secondo la corta dei conti è stato percepito illegittimamente dal 1999 al oggi oltre all’immediata abolizione di ogni forma di rimborso.

Chi ha votato contro?

  • PD
  • PDL
  • Lega Nord
  • Lega
  • Scelta Civica
  • SEL

Ora decidi tu da che parte stare.

19 luglio 2013

Informazione, media e realtà dei fatti

abolizione_rimborsi_elettorali_luglio_2013Il governo dei politicanti di professione, portato in spalle da tutti i media alle proprie dipendenze dirette e indirette, senza distinzione di colore politico omaggiato a destra manca, distorcendo gli avvenimenti accaduti a Roma e non solo gli ultimi 3 mesi ha guadagnato titoloni di giornali e TV con messaggi che il “Finanziamento pubblico ai partiti abolito” semplicemente grazie ad un twitter del presidente del consiglio.

Il 31 Maggio 2013 infatti scrive “Consiglio dei ministri ha appena approvato abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti e passaggio a incentivazione contributi cittadini”.

Poi si guarda la realtà e si scopre che in parlamento il 17 luglio succede l’opposto di quello che viene raccontato da quasi tutti i media.

La rata attuale che i partiti (tutti) devono incassare è di 91 milioni di euro. Quanti investimenti utili si potrebbero fare invece che regalarli ai partiti?

Il M5S presenta una mozione per abrogare questa tranche di finanziamento.

Chi ha votato favorevole? Guardate l’immagine!

29 marzo 2013

Rimborsi elettorali: La verità è difficile da accettare

28_maggioChi si vanta di essere paladino della giustizia sociale e difensore dei deboli dovrebbe quanto meno informarsi prima di scrivere notizie di propaganda dei partiti on line, soprattutto quando arrivano da una corrente politica che della lotta alla casta e alle ingiustizie, fa il suo cavallo di battaglia.  Cercare di approfondire le notizie che si trovano on line è sempre consigliato, altrimenti il rischio di fare pessime figure in rete è molto alto.

Oggi è arrivata una segnalazione via email di questo messaggio diffuso giorni fa tramite internet. “Il M5S non ha uno statuto (infatti vanta il suo “Non-Statuto”) e quindi, secondo la legge 96/2012 Articolo 5 – Comma 1-2, non ha diritto ad alcun contributo pubblico per le elezioni politiche. Molto furbo rinuciare a qualcosa che non gli spetta. Credo che anche io rinuncerò a tutti i contributi,erogati da enti pubblici o privati,che non mi spettano, così poi posso dare del ladro o corrotto a chiunque.

Basta cercare di capire perchè questa norma è stata emanata dai partiti pochi mesi fa. L’unico obiettivo è di cercare di “raggirare i creduloni della TV e della rete” e del concetto del non diritto al “rimborso” dato che sono stati gli stessi partiti ad introdurlo.

La verità è molto semplice e difficile da raccontare per chi nella vita ha creduto nei partiti e nelle ideologie racchiuse negli stessi partiti. I rimborsi elettorali sono una truffa legalizzata dei partiti nei confronti dei cittadini. Quando parliamo di partiti intendiamo tutti i partiti in quanto, nessuno fino ad ora ha mai rinunciato ai soldi dei rimborsi elettorali. Questi sono dati di fatto.

L’obiettivo del M5S è abolire i rimborsi elettorali per tutti indipendentemente da statuti o non statuti norme e regoline. Rispetto a quando sono nati i partiti la condizione attuale sociale e tecnologica permette di fare politica a basso costo perchè la rete permette di togliere tutti quei costi comunicativi che prima della sua esistenza rendevano la politica un costo da sostenere.

Il M5S è nato nel 2009 ( ben 3 anni prima della famosa legge sullo “statuto”) e dal 2009 ogni volta che partecipa alle elezioni ha sempre rifiutato i rimborsi (elezioni in Sicilia,  Piemonte, Emilia Romagna e per ultime le politiche e Regionali in Lombardia ), non per questioni di statuto o non statuto, ma perchè i rimborsi o forse è meglio chiamarli finanziamenti pubblici ai partiti.

Forse qualcuno si dimentica che in passato un Referendum aveva abolito il finanziamento pubblico ai partiti? Perchè il volere dei cittadini non conta mai niente in Italia?

Quando si leggono persone disinformate che parlano di “bruscolini“, viene subito in mente la propaganda di regime mediatico che si dimentica di raccontare la verità della presa in giro degli ultimi 20 anni. Miliardi di euro di soldi pubblici che potevano essere usati per fini ambientali, sociali ed economici di cui l’Italia è pietosamente bisognosa di questi tempi.

Vi ricordate la figura di m…. di Vendola un pò di tempo fa proprio su questo argomento? Purtroppo tanta, forse troppa gente, non ha ancora capito cosa sia il M5S, e questo si è un gran difetto del M5S, migliorare il proprio metodo comunicativo che permetta anche a chi non ha seguito la sua storia negli ultimi anni di capire come, perchè e quando è nato, un progetto di partecipazione o esperimento di politica diretta cittadini-istituzioni fino ad ora unico al mondo

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