Rovato 5 stelle

24 aprile 2015

Expo, il conto delle tangenti: un milione di euro alle aziende escluse dai lavori

expoIl Tar della Lombardia accoglie il ricorso delle imprese battute da Maltauro nell’appalto poi risultato viziato da mazzette, per le quali i protagonisti hanno già patteggiato, compresi Frigerio e Greganti.

I giudici: “Azienda incapace di assicurare la legalità e di porre rimedio al malaffare“.

Le carte alla Corte dei conti.

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21 settembre 2014

Porta a porta conquista provincia di Brescia

porta-porta-provincia-bresciaLa situazione è aggiornata su tutti i comuni della provincia con tutti i sistemi in essere ad oggi 12/09/2014 oppure con la dichiarazione di avvio entro l’anno.

Dall’analisi cosa si evince? Che la provincia, eccetto una sacca di resistenza al cambiamento, evidenziata da una cerchia di comuni dell’hinterland cittadino (capriano, castenedolo, nave, bovezzo etc) e dai comuni della CM Valle Sabbia – in cui si è adottato il sistema a calotte, ha seguito il trend di regione lombardia con il passaggio progressivo dal sistema a cassonetti a quello del porta a porta.

Eccetto qualche sporadico comune con sistema misto (es. Comezzago-Cizzago) e comuni che stanno passando al porta a porta (es. Chiari) praticamente tutta la franciacorta, il lago d’iseo e la bassa bresciana sono a raccolta domiciliare.

Il bacino Gardauno – Lago di Garda Bresciano sta progressivamente riconvertendo tutti i comuni da cassonetto a porta a porta (mancano solo Salò, San Felice, Manerba del Garda e parte dell’alto garda – Toscolano Maderno è in avvio).

La Valcamonica è quasi integralmente a porta a porta e le poche sacche a cassonetto sono in valutazione del passaggio a domiciliare (es. Angolo Terme).

La Valtrompia è invece ancora quasi integralmente a cassonetto tradizionale, eccetto Gardone V.T. e Villacarcina, che stanno partendo entrambi con il PaP.

Che dire?

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5 maggio 2014

Lombardia: Maroni taglia di 30.000.000 i fondi per la scuola pubblica

tagli_fondi_scuola_lombardiaLa Regione Lombardia ha falcidiato i fondi per le scuole pubbliche a favore di quelle private. Per le prime sono scomparsi i contributi pubblici, per le seconde, sono stati ampiamente confermati.

E’ di ben 30 milioni di euro pubblici infatti lo stanziamento della Giunta Maroni che, sotto forma di “dote scuola”, sosterrà le famiglie che mandano i figli alle private. Solo briciole, con un contentino da 10 milioni di euro al contrario, restano per le famiglie in difficoltà che mandano gli studenti nelle scuole statali.

La sproporzione vergognosa nei finanziamenti è confermata anche dai numeri.

Sono 1.172.333 alunni nelle statali, secondo dati aggiornati allo scorso settembre, contro i 199.641 delle private.

Non basta: il sostegno per le private è erogato dalla prima elementare alla quinta superiore alle famiglie con un ISEE, un indicatore di reddito, fino a 38 mila euro. Per la stragrande maggioranza di famiglie, quelle che mandano i figli alla scuola pubblica statale, il sostegno è erogato SOLO dalla prima media alla seconda superiore con un ISEE fino a 15.458 euro.

Insomma in Lombardia chi ha reddito più alto e manda i figli alle scuole private è meglio tutelato e sostenuto di chi ha un reddito basso e li manda alle statali. La Lombardia è un Robin Hood al contrario: con le tasse di tutti sovvenziona le scuole dei più ricchi. M5S Lombardia chiede ai lombardi di partecipare in massa a un ricorso al TAR che chiede di mettere la parola fine alla dote scuola e a quest’uso delirante di risorse pubbliche.

Guarda il video | Articolo di Paola Macchi – Consigliere Regionale M5S Lombardia

9 dicembre 2013

Vittoria del MoVimento 5 Stelle in Lombardia: approvata la dismissione degli inceneritori

dismissione_inceneritoriIl Consiglio regionale della Lombardia ha approvato definitivamente una risoluzione – nata per iniziativa del MoVimento 5 Stelleche prevede la dismissione di parte del parco inceneritori lombardo.

Il progressivo abbandono della pratica dell’incenerimento in Lombardia è tra i principali obiettivi del Movimento 5 Stelle, che dall’insediamento in Regione ha lavorato attivamente con diversi atti di indirizzo come una mozione per la moratoria sui nuovi impianti, approvata a luglio scorso, e una mozione contro la Rete Nazionale degli Inceneritori. Le sollecitazioni del Movimento per un piano di dismissione degli impianti hanno convinto le forze politiche e la risoluzione che ne è scaturita, dopo un lungo lavoro di mediazione, è stato approvata all’unanimità dal Consiglio.

Gianmarco Corbetta, consigliere del Movimento 5 Stelle Lombardia, dichiara: “Siamo più che soddisfatti per il risultato ottenuto a cui hanno contribuito tutte le forze politiche presenti in Regione. Si tratta di un provvedimento che segnerà una svolta storica nella gestione dei rifiuti in Lombardia e, come naturale conseguenza, in tutta Italia). L’aver puntato pesantemente per decenni sull’incenerimento è costato alla nostra regione il primato della raccolta differenziata: eravamo primi 20 anni fa, ora siamo stati superati da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Piemonte ma potremmo perdere anche il quinto posto in classifica a beneficio della Sardegna e delle Marche! Finalmente con questo provvedimento si volta pagina: dopo il trentennio degli inceneritori, si può finalmente aprire l’epoca della raccolta differenziata spinta e del recupero di materia dai rifiuti, a tutto beneficio dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ma il nostro compito non finisce qui: ora la palla passa alla Giunta, che deve attuare questo piano di dismissione. Vigileremo affinché le cose vengano fatte bene e in fretta!”.

Tratto da M5S Lombardia

26 novembre 2013

Conti in tasca all’EXPO

expo“Abbiamo recuperato il bilancio della società gestore dell’Expo, soci lo Stato (40%), Regione Lombardia (20%), Comune di Milano (20%), Provincia di Milano (10%) e Camera di Commercio di Milano (10%).

Pesanti perdite, un numero di dirigenti spropositato, consulenze esterne a carrettate, compensi esorbitanti. Un buco nero che ha già inglobato i 92 milioni versati dal solo Comune di Milano. Fino al 31/12/2012 Expo SpA ha accumulato perdite per 25,4 milioni di euro, mantenendo un sufficiente patrimonio netto. Col bilancio 2013 sono previste ulteriori perdite per 42,4 milioni;  inoltre, se come ormai certo la Provincia limiterà in modo poco più che simbolico i suoi prossimi contributi, si creerà un ulteriore buco di 60 milioni di euro. 21 dirigenti dirigono 34 quadri e 61 impiegati, con il rapporto record di 1 dirigente ogni 4,5 sottoposti. Su 8,39 milioni di costo del personale, i primi 10 megadirigenti costano 2,31 milioni di euro; il resto dei dirigenti 1,77 milioni, e i quadri a 2,32 milioni.

In pratica tra dirigenti e quadri si spende il 76% del costo di tutto il personale dipendente. Expo SpA dovrebbe disporre di tutte le risorse necessarie per lo svolgimento dei propri compiti, invece nel solo 2012 ha commissionato consulenze esterne per ben 4,99 milioni di euro. I compensi d’oro oltre i limiti (circa 294mila euro lordi) del decreto “Salva Italia“: 405.000 euro il compenso dell’Amministratore Delegato, 349.252 per il Direttore Generale. Sull’esercizio 2012, nonostante la perdita, a dirigenti e quadri sono stati erogati bonus pari fino al 25% della loro retribuzione annua lorda. Continueremo la nostra investigazione e controinformazione, affinché la collettività possa reagire ed esercitare tutta la pressione possibile per cercare di limitare i danni.”

M5S Milano | Bilancio ufficiale Expo SpA – esercizio 2012 | Relazione della Corte dei Conti

25 novembre 2013

La lotta alla mafia secondo la Lega Nord

logo_regione_lombardiaI fondi per la lotta alle mafie in Lombardia dovrebbero essere 600 mila euro all’anno fino al 2016 da parte della Regione Lombardia. Sono briciole per la lotta all’infiltrazione mafiosa in Lombardia. Ma ancor più grave è che in realtà i fondi stanziati sono stati tagliati a 200 mila. Nulla. Una presa in giro.

I restanti 400 mila sono stati destinati a indennità per Commissioni e Enti della Giunta che non hanno assolutamente a che vedere con l’antimafia. E’ vergognoso il tentativo mal riuscito della Regione di spacciare questi 400 mila euro come stanziamenti per l’antimafia. Il M5S ha chiesto l’elenco dei consigli e comitati dell’elenco. Altro che lotta alla criminalità organizzata! Il presidente Maroni con 200 mila euro all’anno finge di fare antimafia. Fa ammuina.

Il M5S ha chiesto un impegno economico per la formazione antimafia della Polizia Locale, nelle scuole e tra i funzionari pubblici, per investire nel settore del recupero dei beni confiscati e per finanziare il Giorno regionale in ricordo delle vittime delle mafie. Per ora nessuna risposta. La Commissione Antimafia emetterà una nota di protesta rivolta a Maroni per il suo totale disinteresse alla lotta alla criminalità organizzata. Inoltre, abbiamo appreso che è stato stanziato un fondo usura di 1.640.000 euro gestito però da Finlombarda, una società privata e non un assessorato, sulla quale come consiglieri non abbiamo alcun potere di garanzia e controllo. 200.000 per combattere la mafia in Lombardia sono un segnale, un via libera per le organizzazioni criminali. Un invito a nozze. La mafia non esiste per il governatore Maroni!

21 novembre 2013

Lombardia: diossina in 2 uova su 3

Filed under: Agricoltura,Ambiente,Rovato 5 stelle,Salute — rovato5stelle @ 15:00
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uovaSono arrivati i primi risultati del Piano di monitoraggio del Ministero della Salute per verificare la presenza di sostanze contaminanti nelle uova e nel latte nei 57 siti inquinati di interesse nazionale (sette sono lombardi). Con il campione analizzato dall’Asl della Lombardia è emerso che nel 76% dei pollai d’allevamento lombardi, industriali o artigianali, sono state riscontrate sostanze cancerogene in misura superiore al limite consentito dalla legge europea (5 picogrammi per ogni grammo di grasso).

Dalle analisi effettuate, si è riscontrato che le uova contengono diossina e Pcb in 23 pollai tra Milano, Sesto San Giovanni e la Provincia di Monza Brianza, in 15 allevamenti di Cerro al Lambro (Mi) e in 9 di Mantova e dintorni (tre in città, due a Bigarello, uno a San Giorgio, Porto Mantovano, Marmirolo e Borgoforte). Entro la fine dell’anno, il monitoraggio si concluderà anche nelle aree di Milano Bovisa, Pioltello-Rodano e Brescia-Caffaro.

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22 ottobre 2013

Lombardia testo unico contro la mafia

logo_regione_lombardiaIl MoVimento 5 Stelle lunedì scorso denunciava in Commissione regionale Antimafia, l’ampiezza e la gravità delle infiltrazioni mafiose in Lombardia chiedendo maggiori controlli sugli appalti e protocolli più forti rispetto agli attuali. Durante la settimana il Comune di Sedriano è stato sciolto per mafia e l’ex sindaco di Buccinasco Loris Cereda (PdL) è stato condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione dal Tribunale di Milano nell’ambito di un’inchiesta su un giro di tangenti legate ad appalti e per il cambio di destinazione d’uso di alcune aree della cittadina.

E’ solo la punta dell’iceberg del fenomeno delle infiltrazioni mafiose diffuso a tutti i livelli in Lombardia: la Regione risulta la quarta in Italia per presenza di cosche. L’organizzazione mafiosa opera in tanti settori perché la politica ha aperto le porte alle famiglie mafiose. Con Expo e i suoi cantieri già avviati non è sufficiente il lavoro di contrasto che le istituzioni stanno portando avanti. La politica lombarda deve tutelare le aziende sane. Dalla politica deve nascere la cultura della legalità, della trasparenza, della sana gestione amministrativa. I dati sulla corruzione italiana di Transparency International ci collocano al 72esimo posto con un peggioramento rispetto all’anno 2011, al pari della Bosnia.

Da decenni la ‘ndrangheta è penetrata in Lombardia, trasformando la società lombarda e piegandola ai suoi sporchi interessi. E’ penetrata con metodo, grazie alla complicità dei politici di tutti gli schieramenti, i cui interessi erano e sono affiliati a quelli della criminalità organizzata.

Il M5S chiede di dare seguito in Commissione antimafia alla proposta di istituire una Giunta delle elezioni per filtrare le ingerenze mafiose tra consiglieri e assessori regionali. Il M5S depositerà un Testo Unico Antimafia Regionale perché la commissione assuma finalmente iniziative concrete di lotta e prevenzione alla criminalità organizzata.” Silvana Carcano, M5S Lombardia

5 ottobre 2013

Proposta di legge per lo stop al finanziamento indiscriminato della strutture ospedaliere private.

logo_regione_lombardiaIl Movimento 5 Stelle, contestualmente al patteggiamento della clinica Maugeri e alla vigilia del processo che vedrà coinvolto Formigoni perché accusato di associazione per delinquere e corruzione, ha depositato una proposta di legge regionale per cancellare le forme di finanziamento pubblico alla Sanità Privata che ha trascinato la Sanità lombarda nell’illegalità.

Nella proposta, intitolata “Norme in materia di abrogazione legge Daccò” che ha come prima firmataria la portavoce del Movimento 5 Stelle Silvana Carcano, si legge: “Chiediamo finalmente di mettere una pietra sopra a questa pagina nera della sanità lombarda tra arresti, processi e condanne per reati come associazione per delinquere finalizzata a reati fiscali, appropriazione indebita, corruzione e turbativa d’asta”.

L’articolato è secco e chiede l’abrogazione dell’articolo 25 del testo unico della sanità legge regionale 33/2009.

Quell’articolo è alla base dello sviluppo di un sistema opaco di finanziamenti alle strutture sanitarie private che ha contribuito all’insediarsi di ruberie, corruttele e malaffare in un corto-circuito tra politica e sanità privata con  responsabilità a tutti i livelli istituzionali. E’ uno scempio che va cancellato rapidamente dal Consiglio regionale perché quel sistema non ritorni ad alimentarsi di risorse pubbliche” , spiega Silvana Carcano.

Vorremmo che il progetto di legge sia discusso rapidamente mentre attendiamo che la Regione si costituisca parte civile, come promesso da Maroni nei giorni scorsi, contro Formigoni: il sistema di finanziamento delle aziende ospedaliere private, sulle quali il (poco) Celeste avrebbe dovuto vigilare, ha sottratto dalle tasche dei lombardi milioni di euro di risorse con un danno ingente per tutta la collettività”, conclude Carcano.

M5S Lombardia

10 settembre 2013

No al raduno nazifascista in Lombardia

Filed under: Informazione,Manifestazioni,Politica,Rovato 5 stelle,Societa — rovato5stelle @ 15:44
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forza-nuovaI portavoce del Movimento 5 Stelle Lombardia esprimono forte preoccupazione per il diffondersi di iniziative di apologia del nazi-fascismo.

Da questo punto di vista il raduno, denominato “Festa Boreal”, organizzato da Forza Nuova (che ricordiamo essere stata definita associazione di stampo fascista da un tribunale della Repubblica) previsto nei prossimi giorni in Lombardia rappresenterebbe una pesante offesa alla cultura democratica e antifascista della Lombardia, nonché una grave violazione dei principi costituzionali. Quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Resistenza italiana e sarebbe ancora più inaccettabile che trovassero spazio manifestazioni di chiaro stampo fascista come questo.

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