Rovato 5 stelle

9 marzo 2015

Fukushima: dopo 4 anni il problema è più grande che mai

fukushimaIl notiziario di Bloomberg del 25 febbraio svela le preoccupazioni della Tepco, la corporation elettrica giapponese, che, a quattro anni dalla fusione del nocciolo dei reattori di Fukushima e delle barre di combustibile esauste, sta indagando le cause di un picco di livelli di radiazione registrato a febbraio nell’acqua di drenaggio riversata nell’oceano Pacifico.

Evidentemente, l’acqua piovana viene ancor oggi contaminata dal contatto con sostanze radioattive. La Tepco aveva già scoperto 23.000 becquerel per litro di Cesio 137 nell’acqua piovana accumulata sul tetto dell’edificio del reattore n° 2, quando il limite legale per il rilascio di cesio 137 dovrebbe non superare i 90 becquerel per litro. Una dose mortale, che permane e si diffonde nel tempo, in aggiunta al fatto che una simile esposizione aumenta in modo incalcolabile lo sviluppo di tumori. Evidentemente, le perdite nell’oceano sono ancora in corso, anche dopo l’evacuazione di 160.000 persone nella zona e dopo che il governo giapponese si era prefisso di bonificare 11 delle municipalità più gravemente contaminate della Prefettura di Fukushima entro il marzo 2014, per ridurre la dose annua a 1 milliSievert.

La presenza di acqua radioattiva costituisce una novità a cui l’incidente di Chernobyl non ci aveva esposto: i reattori di Fukushima, al contrario di quello ucraino, sono reattori moderati ad acqua e la fusione del nocciolo, se c’è sversamento in mare dell’acqua di raffreddamento, comporta una diffusione delle radiazioni attraverso la dinamica delle correnti e la propagazione attraverso le catene alimentari che l’oceano ospita. Purtroppo le informazioni che abbiamo seguono lo standard di segretezza e non trasparenza di tutto il sistema nucleare: nulla è sotto controllo e ormai i dati sulla contaminazione e le conseguenze sanitarie sono stati talmente nascosti e manipolati fin dall’inizio, che è veramente difficile fare bilanci e previsioni serie.

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3 maggio 2014

Quanti sono i depositi nucleari in Italia?

mappa_nucleare_italiaMa quanti saranno i depositi nucleari in Italia? Uno o più di uno? Perché in Piemonte, Lazio, Campania, e Basilicata la Sogin li ha già realizzati, dopo aver sperperato denaro pubblico, come ha attestato la Corte dei Conti nel 2010 con delibera numero 36. Dunque, compreso quello più grande in Sardegna, a conti fatti saranno effettivamente una mezza dozzina, e forse anche di più, i siti che accoglieranno definitivamente la spazzatura radioattiva. Ma quanta? A livello ufficiale danno sempre i numeri al ribasso, ma non tornano mai. E non certo per garantire la sicurezza del popolo tricolore, perché altrimenti avrebbero dovuto preoccuparsi in primo luogo di una centrale nucleare bellica in Toscana, addirittura dimenticata dallo Stato e da tanti governi tricolore. Tutta la frenesia istituzionale in atto è solo supina obbedienza alla Commissione europea, non eletta dai popoli europei, e in ossequio al Trattato di Lisbona che ha stracciato la nostra Costituzione repubblicana.

A proposito: che sorte avrà la centrale nucleare militare gestita a S. Piero a Grado (Pisa) dallo Stato Maggiore della Difesa? La base del Cisam (ex Camen, ex Cresam) sarà una discarica radioattiva a cielo aperto in riva al Tirreno, immersa in una pineta? Che fine hanno fatto ben 350 metri cubi di scorie nucleari ad alta attività (o se preferite di terza categoria, ossia quelle più pericolose) delle 700 inventariate nel 2000 dall’Enea? Chi ha autorizzato lo scarico in mare dei liquidi radioattivi del reattore Galileo Galilei?

Leggi l’articolo completo su sulatestagiannilannes.blogspot.it

13 gennaio 2014

Fukushima esploderà? Usa e Giappone preparano l’emergenza

fukushima_incidenteGoverni ordinano milioni di dosi di iodio per contrastare disastro nucleare. Se due barre d’uranio si toccano durante il trasferimento si rischia il disastro planetario.

Quattordici milioni di dosi di ioduro di potassio da consegnare entro, e non oltre, il primo febbraio. L’ordinazione è stata fatta alle case farmaceutiche dal ministero della Salute statunitense. Secondo quanto pubblicato dallo “Japan Times”, anche l’omologo ministero nipponico ha fatto una «grossa ordinazione di dosi». Secondo il “San José Mercury News”, «molti produttori già stanno accumulando iodio greggio e lo trattano come una forma di investimento, con la consapevolezza che il fenomeno di Fukushima può benissimo scoppiare nei prossimi mesi».

Lo iodio è l’unica sostanza in grado di limitare l’inquinamento da radiazioni. Va ingerito in caso di contaminazione. E le autorità giapponesi, come quelle statunitensi, sono convinte che la centrale nucleare di Fukushima stia per esplodere.

A breve, per di più. «In questo modo, ora ci si può preparare, nel più assoluto riserbo, per una futura fissione nucleare degli impianti di Fukushima», ha dichiarato l’ambientalista canadese David Suzuki.

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21 dicembre 2013

Fukushima, record radiazioni: uccidono in 20 minuti

fukushima_incidenteLa situazione in Giappone è inversamente proporzionale al modo in cui i media trattano l’argomento facendolo sparire da qualsiasi notizia.

La TEPCO ha rilevato livelli record di radiazioni su un condotto che collega gli edifici del reattore ad un tubo di ventilazione alto 120 metri situato all’esterno
I livelli delle radiazioni esterne hanno raggiunto il livello più alto presso la centrale nucleare giapponese di Fukushima, avverte la società che opera all’interno del sito. Le radiazioni rilevate nell’area vicina al tubo d’acciaio che collega i diversi edifici del reattore potrebbero uccidere una persona in 20 minuti, ha riferito una testata d’informazione locale.

Gli operatori all’interno dell’impianto e l’ente responsabile per la decontaminazione Tokio Electric Power Company (TEPCO) hanno rilevato lo scorso venerdì livelli record di radiazioni su un condotto che collega gli edifici del reattore ad un tubo di ventilazione alto 120 metri situato all’esterno. La TEPCO ha misurato le radiazioni in otto diversi siti intorno alla tubazione rilevando quelle più elevate in due postazioni con valori rispettivamente di 25 Sievert e 15 Sievert all’ora, secondo le dichiarazioni della società.

Secondo l’emittente locale NHK, questi valori sono i più alti mai registrati fuori dalle sedi dei reattori. La TEPCO in precedenza aveva fatto sapere che nella tubazione erano state rilevate delle radiazioni che raggiungevano come minimo un valore di 10 Sievert all’ora.

Il tubo di ventilazione usato per far fuoriuscire i gas radioattivi dopo il giorno del disastro può ancora contenere sostanze radioattive, ha aggiunto la TEPCO.

Il terremoto del Marzo 2011 ha scatenato uno tsunami che ha colpito le coste del Giappone, danneggiando l’impianto Daiichi di Fukushima e causando la fusione di tre reattori nucleari. A causa dei danni, i reattori hanno bruciato all’interno del basamento di calcestruzzo mentre l’acqua che veniva usata per raffreddarli si è infiltrata nel suolo contaminando le falde acquifere nei pressi dell’impianto nucleare. L’acqua radioattiva che era immagazzinata nel sito è defluita tutta nell’Oceano Pacifico.

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3 settembre 2013

Fukushima: le radiazioni uccidono in 4 ore

fukushima_incidente02 settembre 2013 FUKUSHIMA, Giappone — La situazione delle centrale nucleare di Fukushima è ben peggiore delle previsioni. Secondo quanto rivelato dalla stampa giapponese i livelli di contaminazione dell’impianto continuano a salire paurosamente.

Alti livelli di radioattività sono stati osservati nelle vicinanze di tre serbatoi e di una conduttura di collegamento, con valori letali per l’uomo in 4 ore a contatto diretto, come ingestione e inalazione.

Nel frattempo la società di gestione dell’impianto, la Tepco, ipotizza che ci siano state nuove perdite di acqua radioattiva dopo quella stimata in 300 tonnellate (forse finita nell’oceano Pacifico) lo scorso 19 agosto.

In Italia nessuno ne parla, ma qualcuno ha ancora il coraggio di proporre questa energia come energia del futuro.

Tratto da http://www.bergamosera.com

22 luglio 2013

Fukushima, due anni e tre mesi dopo la più grande catastrofe nucleare

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nonuclearedi Michele Esposito – Fukushima nel luglio 2013.

Due anni e tre mesi dopo la più grande catastrofe nucleare dai tempi di Chernobyl.

Le autorità nipponiche e laTokyo electric power co (la Tepco, che gestisce la centrale) gettano in pasta alla stampa periodiche rassicurazioni sull’area dove l’11 marzo del 2011 avvenne il disastro. Ma propria la frequenza degli inviti alla calma desta preoccupazione: suona quantomeno sospetta.

PERDITE E CONTAMINAZIONI. Specie perché gli allarmi periodici, i tonni radioattivi e gli ortaggi mostruosi dimostrano che un’allerta permanente esiste, e non solo attorno ai reattori 1, 2 e 3, tra i più danneggiati dal sisma e dal successivo tsunami che colpirono il Giappone.

L’ultimo allarme rosso è del 17 luglio, sotto forma di una perdita di vapore rilevata da una telecamera di sorveglianza.

La Tepco ha immediatamente minimizzato l’episodio ma la questione resta: basteranno 40 anni, come assicurato dalle autorità, per un ritorno alla normalità a Fukushima?

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26 aprile 2013

26 aprile 1986: Chernobyl ieri, Fukushima oggi

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radiazioni-fukushimaOggi è il giorno della commemorazione di Chernobyl è stato il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare. È uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 e massimo della scala INES dell’IAEA, insieme all’incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011 (nel grafico la dispersione di radiazioni nel mondo dall’incidente in Giappone).

Oggi come allora ancora parecchie persone non si rendono conto che il futuro dell’energia sarà l’autoproduzione, lo stop alla dipendenza di materie prime da paesi stranieri e soprattutto un nuovo modello di efficenza energetica su tutto il territorio nazionale.

 

1 giugno 2011

Referendum sul nucleare ammesso! 4 SI per il nostro futuro

Filed under: Good News,Politica,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 10:34
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La Corte di Cassazione ha deciso: all’interno della tornata referendaria del 12 e 13 giugno ci sarà anche il quesito sul nucleare.

Nonostante la decisione della suprema Corte, la sfida per raggiungere il quorum non sarà facile. Con l’attuale legge, servirebbero tutti i voti che le opposizioni hanno preso alle elezioni più – almeno – altre otto milioni di schede.

Votare SI significherà incentivare l’efficenza energetica, il fotovoltaico, l’eolico ed il geotermico.

Passate parola!

30 maggio 2011

Il più grande evento Facebook della storia: Batti Quorum – 12 e 13 giugno

Gli invitati in questo momento, arrivano alla stratosferica cifra di 3.500.000 ( 3.316.837 in modo preciso, ma aumentano ogni secondo… ).

Il governo ha deciso di ritirare le norme sul progetto nucleare in Italia. Questo non ha tuttavia determinato la cancellazione automatica del quesito referendario sul nucleare e rimangono in ogni caso gli altri tre quesiti (acqua e legittimo impedimento). Il presunto passo indietro del governo (che sul nucleare sarebbe certamente battuto) è la solita furbata di Berlusconi finalizzata ad abbassare l’attenzione sugli altri quesiti referendari e di conseguenza non consentire il raggiungimento del quorum necessario affinché il referendum sull’acqua pubblica e legittimo impedimento sia valido.

Occorre portare a votare circa 25 milioni di italiani. Per questo dobbiamo informare tutti, fare circolare queste informazioni.  Battiamo il Quorum prima qui su Facebook e poi nelle urne del 12-13. Partecipa all’evento Facebook ed invita i tuoi amici.

23 maggio 2011

Quanto costa chiudere una centrale nucleare?

Una domanda alla quale gli oratori del nucleare si dimenticano sempre di rispondere è “quanto costa chiudere una centrale nucleare?”.

Nello Trocchia sul FQ on line scrive un interessantissimo articolo sulla centrale in fase di dismissione presente a Garigliano in provincia di Caserta illustrando tempi e costi.

Alla stazione quando chiedi per la centrale, la evocano con misura, distanza, quasi paura. Da queste parti lo chiamano mostro, l’impianto che ha smesso la sua attività nel 1978, dopo 33 anni è ancora lì ad agitare paure e timori della popolazione, nonostante le precauzioni di chi la gestisce. E’ chiusa, ma aumentano i costi di gestione, prelevati dalle tasche dei cittadini

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