Rovato 5 stelle

2 ottobre 2014

TAV: 7 anni di cantieri sul Garda

Filed under: Agricoltura,Ambiente,Economia,Proposte tematiche,Trasporti — rovato5stelle @ 07:00
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manifestazione_no_tavDesenzano, Calcinato, Lonato, Pozzolengo. E appena oltre confine anche Peschiera. I Comuni gardesani che proprio in questi giorni stanno ‘sfogliando’ il progetto esecutivo della tratta dell’Alta Velocità che collegherà Brescia a Verona. E che attraverserà le Colline Moreniche, i vitigni del Lugana, passerà anche sotto terra, con due gallerie a Lonato e Peschiera.

Il ‘malloppo’ è arrivato.

Si narra siano circa 8 gigabyte di materiale: una cinquantina di cartelle, decine e decine di sottocartelle, migliaia e migliaia di pagine tra mappe, relazioni e cartografie varie. In mezzo anche i finanziamenti, dopo lo sblocco dei primi 700 milioni.

Ma l’opera complessiva dovrebbe costare più di 2 miliardi e mezzo.

Poi, la durata dei lavori. Stime ottimistiche parlano di 87 mesi, poco più di sette anni. Ma non è da escludere l’ipotesi di qualche intoppo, di qualche rallentamento. Per cantieri che saranno posizionati in lungo e in largo sul territorio: il paese più ‘impattato’ dovrebbe essere Calcinato, non mancheranno comunque i disagi nei Comuni limitrofi.

Vitigni a parte, a Desenzano il treno superveloce arriverà a sfiorare il sito archeologico del Lavagnone, dal 2011 Patrimonio Unesco dell’Umanità. E dove addirittura troverebbe posto un ‘campo base’, il sito logistico da cui dirigere proprio i lavori. Se ne parlerà intanto in consiglio comunale. Mentre gli attivisti No Tav preparano il terreno per la prima vera manifestazione gardesana, prevista il 5 ottobre prossimo con partenza da San Martino della Battaglia.

Fonte

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6 aprile 2014

La TAV cancella il 20% della superficie ricoperta oggi da vigneti

brebemi_02L’allarme dei produttori: «i lavori cancelleranno il 20% della superficie vitata». Tra i paesi interessati Desenzano, Pozzolengo e Peschiera per una quarantina di aziende.

«Il Consorzio Tutela Lugana doc – l’ha messo nero su bianco l’assemblea dei soci dello scorso 20 febbraio – non accetta così come è stato concepito il passaggio Tav in area Lugana, come peraltro già comunicato e ribadito in più occasioni nel corso dei vari anni a tutti i livelli istituzionali».

Una delle soluzioni possibili – sottolineano i produttori vinicoli che corrono il rischio di perdere, a causa della Tav, dai 225 ai 245 ettari di vigneto – potrebbe essere «il potenziamento della linea storica, inteso come utilizzo degli attuali binari ma con più treni in transito aiutati dalle nuove tecnologie elettroniche per il controllo a distanza. Altrimenti quella del passaggio sottoterra con galleria naturale o sotto di 4-5 metri dal livello del terreno attuale in galleria artificiale». Espressioni caute, queste, com’è guardingo e tutto sommato di basso profilo il tono del contendere – almeno fino a questo momento – che inevitabilmente contrappone i produttori vinicoli alle Ferrovie.

Il tracciato definitivo non è ancora stato definito e forse ciò induce alla prudenza, ma è fuori discussione che l’impatto sulla produzione di uno dei migliori e blasonati vini bianchi italiani, stando alle ipotesi sul tappeto, sarebbe molto importante.

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19 gennaio 2014

Colpevoli di difendere la propria terra

notav_reportSiamo colpevoli! Colpevoli di difendere la nostra terra e i beni comuni.

Chiediamo a tutti un appoggio e una solidarietà concreta.

Il tribunale ordinario di Torino, sezione distaccata di Susa, il 7 gennaio 2014 ha sentenziato: “dichiara tenuti e condanna Alberto Perino, Loredana Bellone e Giorgio Vair, in solido tra di loro, al pagamento a parte attrice [LTF] di euro 191.966,29 a titolo di risarcimento del danno;” oltre al pagamento sempre a LTF di euro 22.214,11 per spese legali, per un importo totale di euro 214.180,40. La causa civile era stata intentata da LTF perché a suo dire gli era stato impedito di fare in zona autoporto di Susa il sondaggio S68 la notte tra l’11 e il 12 gennaio del 2010.

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6 gennaio 2014

Seguite i soldi, e capirete perché Repubblica è pro-Tav

manifestazione_no_tavFollow the money”, come dicono gli americani. Fatelo, e scoprirete tante cose.

Per esempio, perché il quotidiano “La Repubblica”, fondato da Eugenio Scalfari e edito dal finanziere Carlo De Benedetti, è così graniticamente pro-Tav. Convinzione ideologica? Forse. Ma come spiegarsi tanta sistematica “disattenzione” verso le inoppugnabili motivazioni dei No-Tav, supportate dai migliori tecnici?

Seguite i soldi, dice John Siccardi, e vedrete che gli azionisti del grande quotidiano italiano potrebbero avere tutto l’interesse – solido, materiale – perché l’opera pubblica più devastante, assurda e inutile d’Italia, la linea Tav Torino-Lione, si faccia comunque. Anche se il Consiglio d’Europa definisce «incompatibili con il corretto giornalismo investigativo» le campagne giornalistiche realizzate sulla base di prese di posizione “al servizio di interessi particolari”, è un dato di fatto che proprio gli interessi particolari riescano a farsi strada, eccome, nel mondo della cosiddetta informazione. L’unica domanda che conta è: chi comanda, davvero, in redazione?

«Individuati i proprietari, cioè gli azionisti – scrive Siccardi sul sito “NoTav.info” – bisognerà poi cercare i loro settori di attività e chiedersi, ad esempio nel caso delle opere pubbliche, se abbiano o potranno avere in futuro un interesse economico all’espansione delle infrastrutture». Se si scopre «un potenziale o concreto beneficio per i proprietari del media», ad esempio nell’alta velocità ferroviaria, «allora non si potrà dire che quel media sia neutro ed equidistante, né il suo messaggio affidabile, perché non disinteressato». Conflitto d’interessi? Siccardi esamina la posizione di “Repubblica”, schieratissima a favore della Torino-Lione. Il giornale è editato dal Gruppo Espresso, società per azioni di cui a detenere la maggioranza (53,8%) è la finanziaria Cir di De Benedetti. Il secondo più importante proprietario del gruppo è Bestinver Gestion, azionista di Cofide (gruppo Cir). A sua volta, Bestinver «è controllata al 100% dal gruppo spagnolo Acciona, che fa molte cose tra cui costruire linee ferroviarie ad alta velocità e fornire corrente elettrica a linee ferroviarie».

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24 dicembre 2013

TAV a Brescia: vietato fare domande al Partito Democratico

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notav_bresciaIl trasporto pubblico lombardo va a rotoli, chiedere ad ogni pendolare Bresciano per credere ma i partiti delle lobby continuano a credere nel progetto TAV.

Di recente a Brescia si è tenuto una conferenza sul TAV promossa dal Partito Democratico.

Chi voleva fare domande scomode non era ben accetto nel teatrino allestito dal PD e la scusa è stata che la sala non era abbastanza capiente.

Cosa dire se poi se si scopre che invece la sala invece era mezza vuota?

Resta il fatto che un’assemblea pubblica dovrebbe essere di libero accesso ai cittadini. O i NoTAV non sono più cittadini? Non hanno gli stessi diritti?

Quante balle raccontano i giornali? Leggi cosa scrivono!

Il video del blocco all’accesso | Il video della sala mezza vuota | Tratto da Brescia Point

24 novembre 2013

TAV = tagli al trasporto pubblico, al mondo della formazione, all’edilizia scolastica, alla sanità, al welfare

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brebemi_cantiereL’Alta Velocità è ormai alle porte di Brescia e della sua provincia, e il gruppo No Tav del nostro territorio affila le armi. “Ormai ci siamo, il 2014 sarà l’anno dell’inaugurazione dei cantieri TAV anche nella città di Brescia”, si legge in una nota.

“I cantieri della tratta Treviglio – Brescia al momento sono fermi in via Roncadelle, dove sono stati realizzati gli espropri. Se il tracciato che la nuova linea ferroviaria seguirà in città, è ormai abbastanza chiaro, ancora poco si sa su quali saranno le modalità in cui verranno condotti i lavori. Quale sarà la futura condizione delle molte persone “murate” ed espropriate, in vera e propria balia di Italferr? Ancora più sfocata e incerta è, inoltre, la tratta Brescia – Verona”.

Nell’ultima legge di stabilità, spiega la nota, è contenuto un emendamento che prevede un finanziamento a pioggia di 1,6 miliardi di euro per rendere esecutivi i progetti preliminari fermi al 1993. “Il controverso progetto prevede il passaggio della linea ferroviaria al di sotto delle colline moreniche, con un tunnel che devasterebbe l’anfiteatro morenico e metterebbe a rischio una fetta consistente della produzione del Lugana. Non si conosce nemmeno in che modo la linea uscirà dalla città, e quali comuni dell’hinterland saranno colpiti da nuovi espropri e abbattimenti. L’inizio della cantierizzazione è previsto per il 2016. Si parla inoltre di oltre 4 miliardi di euro spesi solamente per le due tratte che coinvolgono la provincia di Brescia”.

Secondo gli attivisti i soldi sono stati presi dai tagli al trasporto pubblico, come successo per i regionali veloci Milano-Venezia. “Tagli al mondo della formazione, all’edilizia scolastica, alla sanità, al welfare. Soldi che servirebbero a finanziare le politiche sociali, a ristrutturare gli edifici scolastici e pubblici, a rendere più accessibile l’assistenza sanitaria, a migliorare la mobilità locale e a finanziare progetti di bonifica ambientale, come il sito Caffaro e le discariche. Sono le stesse logiche speculative che hanno prodotto la crisi, infatti, a giustificare la realizzazione di quest’opera e a sostenere quest’enorme montatura che copre i soliti intrallazzi tra politica e imprese mafiose. Per questo motivo ci auspichiamo che a Brescia e provincia si avvii una riflessione attorno a quest’opera e nasca una forte opposizione alla sua realizzazione. Invitiamo tutti a partecipare per decidere assieme come costruire una lotta No Tav al passaggio dell’alta velocità a Brescia”.

Tratto da Brescia Point

25 marzo 2013

Rovato: tra tav e brebemi un mare d’amianto

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amiantoUn paesaggio lunare, costellato da decine di bianchi sacchi contenti scorie d’amianto. Siamo a ridosso del cantiere Tav a Bargnana di Rovato, lungo la strada provinciale 16 che prima dei lavori dell’alta velocità e di Brebemi zigzagava tra caratteristici scorci di Bassa. Sparita per sempre. Le scorie ritrovate sottoterra durante i lavori di cantiere ammontano a migliaia di quintali, «ma non sono di nostra competenza» ribatte l’ingegner Franco Lombardi del Consorzio Cepav2.

Se non sono state trovate sotto il tracciato Tav, possono essere emerse dalla realizzazione di un sottopasso funzionale alla Brebemi, magari lungo il vecchio tracciato della s.p. 11.

Eppure ad un tiro di schioppo si trovano altri cumuli di detriti, con tanto di cartelli Italferr che specificano la tipologia (materiale di demolizione, terre e rocce da scavo). Il cemento-amianto estratto dalla terra invece è stato riposto in appositi big bag sigillati, come vuole la legge. Quella legge che qualcuno in passato non ha rispettato, smaltendo rifiuti pericolosi sotto i fertili campi dell’ovest bresciano. Resti tossici che le ruspe oggi stanno riportando alla luce. Non solo a Rovato.

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20 marzo 2013

Manifestazione 23 Marzo: TAV e Grandi opere devono essere ripensate

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manifestazione_no_tavIl 23 marzo 2013 la Val Susa scenderà  in strada per chiedere:

  • Un Ripensamento collettivo sulle Grandi Opere Pubbliche
  • La revisione del Patto di Stabilità interno;
  • La rimodulazione dell’IMU e il gettito tutto ai Comuni;
  • Immediate politiche per le imprese e per il lavoro;
  • finanziamenti per scuola, sanità, trasporto pubblico, assetto idrogeologico.

Piccolo rovesciamento di fronte in Valsusa dopo l’entrata delle 5 Stelle in Parlamento: gli eletti M5S potranno ISPEZIONARE l’area militarizzata della Maddalena. E’ la prima di una serie di possibili ispezioni che i cittadini portavoce potranno effettuare su tutto il territorio nazionale, e nelle quali troverà probabile applicazione un postulato a 5 Stelle molto temuto dalla Casta: “data un’opera sgradita ai cittadini ma caldeggiata dalla partitocrazia, basta una verifica e salta fuori il marcio”. M.C.

8 novembre 2012

Tav, in Francia la Corte dei conti boccia il progetto: “Costi alti e ricavi a rischio”

Filed under: Ambiente,Economia,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 08:11
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costi sono aumentati troppo, da 12 a 26 miliardi di euro, e il flusso delle merci è diminuito. Sono alcune delle critiche al progetto dell’Alta velocità Torino-Lione espresse dalla Corte dei Conti francese.

I magistrati contabili di Parigi hanno pubblicato il parere, fornito al primo ministro Jean-Marc Ayrault a inizio agosto, in cui vengono elencati i dubbi sul progetto. Si tratta di un documento importante in vista del vertice sul Tav tra Mario Monti e François Hollande a Lione il prossimo 3 dicembre.

Leggi il resto dell’articolo sul FQ

12 luglio 2012

La Francia mette in forse la costruzione della Tav Torino-Lione

Filed under: Good News,Rovato 5 stelle — rovato5stelle @ 14:38
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E adesso chi glie lo dice a Monti e a Passera? LaFrancia ha deciso di rinunciare alla costruzione di alcune linee ferroviarie ad alta velocità già in progetto; fra quelle con le maggiori possibilità di essere cancellate il quotidiano Le Figaro inserisce la Torino-Lione, la famosa Tav che dovrebbe passare dalla Val di Susa e che secondo il governo italiano è “un’opera strategica, importante e prioritaria”.

La Francia è mossa da ragioni di budget, di risparmio, di rapporto costi-benefici. Le stesse invocate a più riprese in Italia da voci autorevoli: centinaia di docenti universitari e ricercatori. Le Figaro ha pubblicato una cartina delle linee ferroviarie francesi ad alta velocità candiate al ripensamento che avverrà Oltralpe. Leggi i dettagli…

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